|
Cade,
si procura un ematoma al ginocchio. Dopo tre mesi, e diverse
visite negli ospedali della provincia, riesce ad ottenere il
verdetto della risonanza magnetica. Peccato sia sbagliato: sarà
necessario ripetere l’intera trafila.
Ammalarsi, a volte, è un guaio. Per uscirne indenni, a quanto
pare, occorrerebbe essere giovani, possibilmente automuniti, e
possibilmente ricchi. Guai, invece, per anziani e pensionati. Se
poi non si è in grado di pilotare un’auto o una lambretta in
grado di sfidare il fragile asfalto della A3, allora potrebbe
essere la fine.
La storia è quella di una coppia di maturi sessantenni
cassanesi, Maria Restieri e Salvatore Rabia. Lei casalinga, lui
pensionato. Conosciuto in città per essere tra i fondatori della
Lega italiana di Salvaguardia ambientale. Tutto inizia ad
agosto. I coniugi Rabia, insieme ad altri amici, raggiungono le
cime del Pollino per un’allegra scampagnata. L’imprevisto è in
agguato: Maria Restieri mette un piede in fallo, e ruzzola a
terra. Nessuna conseguenza seria, solo un fastidioso dolore al
ginocchio.
Nei giorni seguenti comincia il pellegrinaggio. Il medico di
famiglia prescrive gli unguenti del caso. Suggerendo,
precauzionalmente, una risonanza magnetica. Detto e fatto:
Salvatore Rabia accompagna la moglie a Castrovillari. I medici
del pronto soccorso la visitano, ma di più non possono fare: il
loro ospedale, dicono, non è attrezzato per la risonanza
magnetica. Non resta che sperare nella miracolosità delle
pomate. Anche perchè l’ospedale più vicino è quello di Cosenza.
L’auspicio è presto sconfitto dalle fitte dolorose. Raggiungere
le strutture ospedaliere cosentine diventa indispensabile. E qui
s’affaccia il paradosso. Perché occorre prenotarsi ed aspettare
il proprio turno. La cosa, normalissima, non spaventa, ma per
effettuare la prenotazione è necessario un viaggio preliminare a
Cosenza: a Cassano, infatti, non esistono centri in grado di
ricevere e poi ritrasmettere le segnalazioni ai nosocomi
competenti. <<Nemmeno per telefono – racconta Salvatore Rabia –
mi è stato possibile prenotare. Pare che ciò non sia ammesso>>.
Il calendario segna la prima quindicina di ottobre. Il
vicepresidente della Lisa si mette in auto, e parte alla volta
di Cosenza, destinazione “Annunziata”. Ottiene la prenotazione,
e dopo un paio di settimane la moglie viene chiamata ad
effettuare i dovuti accertamenti: altro viaggio a Cosenza. Passa
un’altra settimana: i risultati della risonanza magnetica sono
pronti. C’è un solo inconveniente: bisogna ritirarli
personalmente. Non possono essere spediti per posta né affidati
a terzi.
Pazienza e gambe in spalla: si riparte. Il referto parla chiaro:
nessuna complicazione grave. Solo un edema. Sulla strada del
ritorno, però, si materializza l’assurdo: la risonanza
sembrerebbe essere quella di Maria Restieri, ma il referto è
intestato ad altra persona. Al primo svincolo l’auto dei Rabia
inverte la marcia e si precipita all’ “Annunziata”. I medici
cercano di tranquillizzare gli sventurati cassanesi, propendendo
per il mero errore materiale. I due tornano mesti a casa. Per
allontanare pensieri e preoccupazioni, decidono di ripetere
dall’inizio l’intero iter. <<Con la salute – commenta amaro
Salvatore Rabia – non si scherza>>. E intanto accettano di
parlare della loro esperienza ai giornalisti. <<Non ce l’abbiamo
con nessuno – dicono sinceri – né intendiamo sollevare
polveroni, ma speriamo che raccontare la nostra storia serva a
far riflettere quanti si occupano della sanità pubblica>>.
Meditate, gente, meditate.
Gianpaolo Iacobini |