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Firmata
la tregua: subito i soldi per liquidare 3 delle 7 mensilità
arretrate, e venerdì prossimo riunione decisiva a Catanzaro, con
i vertici Asl e l’assessore Luzzo. Permane lo stato
d’agitazione, ma riprendono i ricoveri e i picchetti tornano a
casa.
Quello che non è stato possibile fare nel corso di diversi mesi,
è stato perseguito in poche ore. Gli euro promessi e da erogare
nel giro di tre giorni, 850.000 circa, serviranno ad allentare
la tensione. Le trattative ricominceranno venerdì a Catanzaro,
alla presenza dell’assessore regionale alla sanità Gianfranco
Luzzo. E intanto a Cassano si riprende a nascere.
Tutto nel corso di una mattinata. Sono da poco passate le 8.30.
Sotto il cielo di un grigio martedì, da Sibari partono torpedoni
ed auto. A bordo una settantina tra medici, infermieri e
dipendenti della casa di cura sibarita. A guidare la comitiva i
sindacati, Giuseppe Sammarro per la Cgil e Peppino Pennini per
la Cisl. Con loro Roberto Conforti, nella duplice veste di
medico e presidente della “Madonna delle Grazie”. In venti, tra
medici e infermieri, restano invece a Sibari, a garantire i
servizi minimi essenziali nella clinica che, in virtù della
protesta, non accetta più ricoveri. Il sindaco Roberto Senise,
che non c’è, chiama i vertici Asl da Roma, spendendo parole di
sostegno in favore delle ragioni degli scioperanti.
Poco prima delle 10 il picchetto prende posto davanti ai
cancelli dell’azienda sanitaria. I lavoratori srotolano gli
striscioni: la partita ha inizio. Mario Perfetti, commissario
dell’as, sceglie la via del dialogo e invita nel suo ufficio una
delegazione dei manifestanti. Sammarro, Pennini, Conforti, le
rappresentanze sindacali e i portavoce di medici ed infermieri
raccolgono il ramoscello d’ulivo. <<Perfetti – commenta entrando
il patron della Cgil – sembra intenzionato a contribuire alla
ricerca di una soluzione definitiva, in grado di scongiurare una
situazione di emergenza sociale senza precedenti per Cassano>>.
Si espongono le opinioni contrapposte. Chi parla a nome della
clinica insiste: la legislazione di riferimento è quella varata
ad agosto dalla Regione. In base ad essa il budget operativo per
il 2002 sarebbe quello commisurato al 2000, quando la “Madonna
delle Grazie” fece registrare 2500 ricoveri ed un fatturato di
quasi 9 miliardi di vecchie lire. L’azienda sanitaria, tuttavia,
oppone altri numeri. Partendo da un decreto regionale successivo
alla legge d’agosto, i dirigenti rossanesi affermano di
comprendere le tesi sibarite, ma di non poter trasgredire alle
norme imposte dal decreto. Pronti dunque a sottoscrivere la
convenzione, ma riconoscendo un tetto di spesa non superiore ai
6 miliardi e 200 milioni.
Cordialità e sorrisi cancellano il gelo dei giorni passati, ma
le posizioni restano distanti. Se ne riparlerà a Catanzaro,
attorno al tavolo convocato dall’assessore Luzzo per chiudere la
vertenza e firmare la convenzione entro il 30 novembre, pena il
collasso finanziario della casa di cura. Nell’attesa, via
libera, da parte dell’as, all’erogazione di un anticipo sul
fatturato 2002: 850.000 euro per cancellare 3 delle 7 mensilità
arretrate. <<Un grande successo – sottolinea uscendo Sammarro –
frutto della mobilitazione voluta da sindacati e lavoratori e
sostenuta attivamente, questa volta, anche dagli azionisti della
“Madonna delle Grazie”>>.
La quiete dopo la tempesta. Si ritorna a casa, con qualche
speranza in più. Resta lo stato d’agitazione, ma vengono
richiamati i picchetti e riaperte le porte della clinica.
Venerdì nuova trasferta a Catanzaro. In palio, il futuro.
Gianpaolo Iacobini |