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Mercoledì 27 Novembre 2002

Sibari – Clinica, firmata la tregua.


Firmata la tregua: subito i soldi per liquidare 3 delle 7 mensilità arretrate, e venerdì prossimo riunione decisiva a Catanzaro, con i vertici Asl e l’assessore Luzzo. Permane lo stato d’agitazione, ma riprendono i ricoveri e i picchetti tornano a casa.
Quello che non è stato possibile fare nel corso di diversi mesi, è stato perseguito in poche ore. Gli euro promessi e da erogare nel giro di tre giorni, 850.000 circa, serviranno ad allentare la tensione. Le trattative ricominceranno venerdì a Catanzaro, alla presenza dell’assessore regionale alla sanità Gianfranco Luzzo. E intanto a Cassano si riprende a nascere.
Tutto nel corso di una mattinata. Sono da poco passate le 8.30. Sotto il cielo di un grigio martedì, da Sibari partono torpedoni ed auto. A bordo una settantina tra medici, infermieri e dipendenti della casa di cura sibarita. A guidare la comitiva i sindacati, Giuseppe Sammarro per la Cgil e Peppino Pennini per la Cisl. Con loro Roberto Conforti, nella duplice veste di medico e presidente della “Madonna delle Grazie”. In venti, tra medici e infermieri, restano invece a Sibari, a garantire i servizi minimi essenziali nella clinica che, in virtù della protesta, non accetta più ricoveri. Il sindaco Roberto Senise, che non c’è, chiama i vertici Asl da Roma, spendendo parole di sostegno in favore delle ragioni degli scioperanti.
Poco prima delle 10 il picchetto prende posto davanti ai cancelli dell’azienda sanitaria. I lavoratori srotolano gli striscioni: la partita ha inizio. Mario Perfetti, commissario dell’as, sceglie la via del dialogo e invita nel suo ufficio una delegazione dei manifestanti. Sammarro, Pennini, Conforti, le rappresentanze sindacali e i portavoce di medici ed infermieri raccolgono il ramoscello d’ulivo. <<Perfetti – commenta entrando il patron della Cgil – sembra intenzionato a contribuire alla ricerca di una soluzione definitiva, in grado di scongiurare una situazione di emergenza sociale senza precedenti per Cassano>>.
Si espongono le opinioni contrapposte. Chi parla a nome della clinica insiste: la legislazione di riferimento è quella varata ad agosto dalla Regione. In base ad essa il budget operativo per il 2002 sarebbe quello commisurato al 2000, quando la “Madonna delle Grazie” fece registrare 2500 ricoveri ed un fatturato di quasi 9 miliardi di vecchie lire. L’azienda sanitaria, tuttavia, oppone altri numeri. Partendo da un decreto regionale successivo alla legge d’agosto, i dirigenti rossanesi affermano di comprendere le tesi sibarite, ma di non poter trasgredire alle norme imposte dal decreto. Pronti dunque a sottoscrivere la convenzione, ma riconoscendo un tetto di spesa non superiore ai 6 miliardi e 200 milioni.
Cordialità e sorrisi cancellano il gelo dei giorni passati, ma le posizioni restano distanti. Se ne riparlerà a Catanzaro, attorno al tavolo convocato dall’assessore Luzzo per chiudere la vertenza e firmare la convenzione entro il 30 novembre, pena il collasso finanziario della casa di cura. Nell’attesa, via libera, da parte dell’as, all’erogazione di un anticipo sul fatturato 2002: 850.000 euro per cancellare 3 delle 7 mensilità arretrate. <<Un grande successo – sottolinea uscendo Sammarro – frutto della mobilitazione voluta da sindacati e lavoratori e sostenuta attivamente, questa volta, anche dagli azionisti della “Madonna delle Grazie”>>.
La quiete dopo la tempesta. Si ritorna a casa, con qualche speranza in più. Resta lo stato d’agitazione, ma vengono richiamati i picchetti e riaperte le porte della clinica. Venerdì nuova trasferta a Catanzaro. In palio, il futuro.

Gianpaolo Iacobini

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