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Trovata
la mediazione, chiusa la vertenza: salva la “Madonna delle
Grazie”.
E vissero tutti felici e contenti. Una settimana di passione,
quella che avrebbe potuto portare di filato al fallimento della
casa di cura sibarita, è andata in archivio tra sorrisi e pacche
sulle spalle. La clinica avrà dall’azienda sanitaria gli
stanziamenti reclamati, anche se le cifre e i contenuti
dell’intesa restano avvolti da una fitta cortina fumogena.
Le uniche notizie ufficiali sono quelle che filtrano da un
comunicato emesso nella mattinata di venerdì dalla presidenza
della “Clinalco”, la società per azioni che gestisce la “Madonna
delle Grazie”. Tutti s’aspettavano, ieri mattina, la riunione a
Catanzaro, ma l’incontro c’era già stato, ben due giorni prima,
all’indomani dei primi articoli giornalistici. Assente
l’assessore regionale alla sanità, Gianfranco Luzzo, nella città
capoluogo s’erano ritrovati, mercoledì scorso, il presidente del
Cda sibarita, Roberto Conforti, il commissario dell’asl
rossanese, Mario Perfetti, il direttore amministrativo della
stessa, Achille Gentile, i tecnici dell’assessorato. Ieri,
invece, a Rossano, la firma della convenzione.
Com’è andata a finire? <<Da una verifica effettuata sull’accordo
di contratto – racconta nella sua velina Roberto Conforti – il
budget offerto dall’as è stato confermato dai tecnici
dell’assessorato, pertanto la casa di cura, dopo le verifiche
congiunte della produttività, ha sottoscritto in data odierna
l’accordo. Mi ritengo soddisfatto, in quanto sono state
riconosciute le prestazioni erogate nel 2000>>.
Dubbi? Qualcuno. Di natura prettamente interpretativa: l’azienda
rossanese offriva 6 miliardi e 200 milioni di vecchie lire, in
rapporto a 1.800 ricoveri. La clinica, respingendo al mittente
l’offerta, ne rivendicava 2.500, per un totale di quasi 9
miliardi. Chi ha fatto, e fin dove, il passo indietro? Difficile
capirlo. La risposta, probabilmente, sta altrove. Anzitutto in
quella <<produttività>>, citata da Conforti e non meglio
specificata, e poi forse pure nell’esito dei ricorsi al Tar
proposti contro l’azienda sanitaria dalla clinica, al fine di
vedersi riconosciuti i ricoveri oggetto di disputa.
Se ne saprà di più nei prossimi mesi, a bocce ferme e a sentenze
emesse. Intanto resta la gioia per la salvezza raggiunta. <<Si
ringrazia l’assessore Luzzo – prosegue la nota firmata da
Conforti – per la disponibilità manifestata nel dirimere la
contesa tra le parti>>. Altri ringraziamenti coinvolgono i
dipendenti della clinica, i vertici dell’asl, i tecnici
dell’assessorato, il sindaco di Cassano, Roberto Senise, i
leaders di Cisl e Cgil, rispettivamente Peppino Pennini e
Giuseppe Sammarro.
Resta ora da giocare la partita più dura: conquistare il futuro.
Due gli obiettivi primari: ricapitalizzare un capitale sociale
di appena 250 milioni di lire, polverizzato nelle mani di oltre
170 soci, e riqualificare un personale in gran parte addetto a
mansioni amministrative. Il treno passa adesso: non ci saranno
altre fermate.
Gianpaolo Iacobini |