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Cassano Ionio – La mafia non passerà. Mobilitazione generale
delle Istituzioni e, si spera, delle coscienze libere e sane di
cui Cassano è ancora ricca. La misura è colma. E oggi si scende
in piazza per rimarcare un sentimento di ostilità nei confronti
di violenze che non conoscono ostacoli e confini. L’ultimo
assassinio di un ragazzo, appena sedicenne, ha sconvolto l’animo
della laboriosa e onesta popolazione cassanese, e non solo. Alla
reazione emotiva dovrà, ora, seguire quella razionale di ripudio
della violenza, di condanna della mafia e di abbandono di ogni
atteggiamento che, anche indirettamente, potrebbe in qualche
modo agevolare o facilitare l’azione devastante della
criminalità organizzata. Si è stanchi di assistere inermi alla
mattanza che ha interessato il vasto territorio di Cassano e
dell’intera Sibaritide. Un ritorno alle forme più elementari
della legalità è più che mai necessario e dovrà cominciare dagli
aspetti più semplici dell’agire quotidiano. Educazione alla
legalità, anche e soprattutto dalle piccole cose. Oggi in piazza
ci saranno tutti. Così come la Cattedrale, stasera, alle ore 18,
sarà gremita di cittadini che parteciperanno alla Veglia di
preghiera che la Chiesa ha inteso organizzare per affermare la
sacralità della vita contro ogni forma di sopraffazione verso il
proprio simile. Stamattina il corteo si muoverà, alle 9, da
piazza Municipio per snodarsi attraverso le principali arterie
della cittadina sibarita e concludersi nel luogo di partenza. La
manifestazione, organizzata, subito dopo l’ultimo fatto di
sangue, dall’amministrazione comunale, dai sindacati e dai
gruppi consiliari, vedrà la partecipazione della Chiesa, delle
Scuole di ogni ordine e grado, delle forze politiche, di quelle
sociali e culturali. Non faranno mancare il loro apporto i
commercianti cassanesi che nella battaglia contro la criminalità
sono stati sempre in prima fila, pagando anche, con la vita di
Giuseppe Cirigliano, un prezzo altissimo. Sicuramente,
considerato che la recrudescenza mafiosa non può essere vissuta
come un “cancro” che colpisce solo la realtà cassanese, non
faranno mancare la loro solidarietà e la loro presenza le
popolazioni e le amministrazioni dei Comuni del comprensorio.
Anche gli organi periferici dello Stato oggi saranno presenti.
E, proprio al loro cospetto, dopo gli interventi dei vari
oratori, il sindaco Senise e l’intero consiglio comunale
dovrebbero mettere in atto una convinta quanto significativa
provocazione. Dovrebbero, “per denunciare ancora una volta
l’insufficienza dell’intervento dello Stato a Cassano”,
rassegnare le proprie dimissioni. Perché di maggiori interventi
dello Stato se ne avverte il bisogno di fronte a una criminalità
che uccide quando vuole, come vuole e dove vuole. Una
criminalità che agisce incurante della presenza delle forze
dell’ordine che, quotidianamente e con abnegazione, sono
impegnate nella lotta contro il crimine. Mette in campo una
spietata crudeltà al solo fine di accaparrarsi il controllo di
tutte le attività illecite che si svolgono sul suo territorio.
Non indietreggia di fronte a niente. Anzi, recenti studi non
fanno altro che confermare che essa davanti a nuove e probabili
azioni di sviluppo, che potrebbero interessare un territorio con
notevoli investimenti, non fa altro che affilare le armi e
aumentare la sua capacità distruttiva, al fine di non avere
concorrenti su possibili illeciti guadagni. E’ stata la
strategia di ieri per altre organizzazioni criminali. E’ quella
di oggi per la ‘ndrangheta. E’ risaputo e accertato, ormai, che
questa ha fatto il salto di qualità. E non da ieri. E’ diventata
anch’essa imprenditrice. Una vera e propria holding. Su questo
terreno si gioca la partita. Cassano, la Sibaritide e la
Calabria non possono rischiare di perderla. “L’unione fa la
forza”.
Antonio
Iannicelli |