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Domenica  10  Novembre 2002

Cassano Ionio- Gli studenti dicono No alla militarizzazione  del Territorio <<Un flop per una mancanza di dialogo>> - Monito di Franz Caruso dal palco dell’iniziativa contro la mafia


 Cassano Ionio – Una manifestazione contro la mafia, voluta e organizzata dall’amministrazione comunale e dai sindacati, che ha tradito le aspettative. Se non fosse stato per la partecipazione massiccia degli studenti e degli “addetti a lavori”, sarebbe stata un vero flop. Solo cinquecento persone hanno partecipato al corteo che ha attraversato le principali strade della città delle Terme.Assenti i vertici della Chiesa che hanno organizzato per stessa sera una Veglia di preghiera. Molto affollato il palco, dove gran parte dei politici, che ieri erano presenti a Cassano, hanno preso posto. Encomiabile l’opera dei volontari della Lisa che per tutto il tragitto hanno garantito il servizio stradale. Numerosi sono stati gli interventi ufficiali e le considerazioni raccolte nel corso del corteo. Non possiamo che iniziare dalla componente più presente: gli studenti. Veronica Garofano e Ivano Papasso le idee le hanno chiare. Hanno voluto partecipare per testimoniare e gridare il loro forte no alla criminalità e a ogni forma di illegalità che ormai regna sovrana. “Noi vogliamo batterci per un futuro migliore fatto di pace, lavoro tranquillità e sicurezza”, hanno detto, rimarcando la loro contrarietà a ogni forma di militarizzazione. “Diciamo no alla militarizzazione del territorio. Bisogna investire sulle coscienze civili della città”, dicono i due adolescenti in rappresentanza di tutti gli studenti che hanno vissuto, come afferma il preside dei Licei cassanesi, Aldo Viola, “in piena autonomia, questa emergenza, maturando uno scatto in avanti”. Non è sfuggita agli occhi attenti degli uomini del “sapere” la scarsa partecipazione della popolazione che, per il preside Viola, è indifferenza. “Se non si creerà un’attenzione etica diffusa non si approderà a niente”, afferma Viola, mentre per il preside Sapia, dirigente dell’Itc cassanese, “sarebbe stato opportuna una maggiore partecipazione della gente”. Vicino al mondo della scuola l’assessore provinciale dello Sdi, Franz Caruso, per il quale “bisogna investire nella scuola e sui giovani. La gente cassanese non è scesa in piazza”, dice, “perchè le istituzioni non riescono a dialogare con i loro amministrati”. E sulla scarsa partecipazione si sofferma anche il sindaco Roberto Senise. “Proprio scarsa non direi. Come amministrazione comunale facciamo la nostra parte per coinvolgere i cittadini nella battaglia per arginare il fenomeno mafioso. Sarebbe stato grave qualora l’amministrazione non avesse fatto la propria parte. Penso che ci sia stata la solidarietà Istituzionale che ha visto la partecipazione degli Enti sovracomunali (Regione e Provincia) del senatore Tonino Gentile, commissario dell’Antimafia, i sindacati di polizia, i Comuni della città più vicine, i rappresentanti della triplice sindacale, la Misericordia, la Lisa, il mondo della scuola e i rappresentanti delle forze dell’ordine”, tiene a evidenziare. Ma di fronte alla poca partecipazione della popolazione cassanese, grande è stata quella dei politici. Nicola Adamo, Franco Pacenza e Carletto uccione hanno testimoniato la solidarietà dei democratici di sinistra alla città di Cassano.E’ un dovere democratico”, dice il segretario regionale dei Ds, Nicola Adamo, “è la testimonianza attiva di un impegno che noi vogliamo profondere nelle istituzioni per contrastare le sottovalutazioni che in alcune aree permangono e che consentono alle forze della mafia di riorganizzarsi e compiere nuovi salti di qualità”. E, per Franco Pacenza, consigliere regionale, “la lotta alla mafia ha bisogno di continuità e coerenza in tutte le sedi e negli atti di governo. Necessita, certamente, nell’area della Piana potenziare in qualità e quantità le forze dell’ordine”. Anche perché “la malavita non conosce limiti”, come afferma don Attilio Foscaldi, parroco di Lauropoli.

Antonio Iannicelli

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