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Cassano
Ionio – Una manifestazione contro la mafia, voluta e organizzata
dall’amministrazione comunale e dai sindacati, che ha tradito le
aspettative. Se non fosse stato per la partecipazione massiccia
degli studenti e degli “addetti a lavori”, sarebbe stata un vero
flop. Solo cinquecento persone hanno partecipato al corteo che
ha attraversato le principali strade della città delle Terme.Assenti
i vertici della Chiesa che hanno organizzato per stessa sera una
Veglia di preghiera. Molto affollato il palco, dove gran parte
dei politici, che ieri erano presenti a Cassano, hanno preso
posto. Encomiabile l’opera dei volontari della Lisa che per
tutto il tragitto hanno garantito il servizio stradale. Numerosi
sono stati gli interventi ufficiali e le considerazioni raccolte
nel corso del corteo. Non possiamo che iniziare dalla componente
più presente: gli studenti. Veronica Garofano e Ivano Papasso le
idee le hanno chiare. Hanno voluto partecipare per testimoniare
e gridare il loro forte no alla criminalità e a ogni forma di
illegalità che ormai regna sovrana. “Noi vogliamo batterci per
un futuro migliore fatto di pace, lavoro tranquillità e
sicurezza”, hanno detto, rimarcando la loro contrarietà a ogni
forma di militarizzazione. “Diciamo no alla militarizzazione del
territorio. Bisogna investire sulle coscienze civili della
città”, dicono i due adolescenti in rappresentanza di tutti gli
studenti che hanno vissuto, come afferma il preside dei Licei
cassanesi, Aldo Viola, “in piena autonomia, questa emergenza,
maturando uno scatto in avanti”. Non è sfuggita agli occhi
attenti degli uomini del “sapere” la scarsa partecipazione della
popolazione che, per il preside Viola, è indifferenza. “Se non
si creerà un’attenzione etica diffusa non si approderà a
niente”, afferma Viola, mentre per il preside Sapia, dirigente
dell’Itc cassanese, “sarebbe stato opportuna una maggiore
partecipazione della gente”. Vicino al mondo della scuola
l’assessore provinciale dello Sdi, Franz Caruso, per il quale
“bisogna investire nella scuola e sui giovani. La gente
cassanese non è scesa in piazza”, dice, “perchè le istituzioni
non riescono a dialogare con i loro amministrati”. E sulla
scarsa partecipazione si sofferma anche il sindaco Roberto
Senise. “Proprio scarsa non direi. Come amministrazione comunale
facciamo la nostra parte per coinvolgere i cittadini nella
battaglia per arginare il fenomeno mafioso. Sarebbe stato grave
qualora l’amministrazione non avesse fatto la propria parte.
Penso che ci sia stata la solidarietà Istituzionale che ha visto
la partecipazione degli Enti sovracomunali (Regione e Provincia)
del senatore Tonino Gentile, commissario dell’Antimafia, i
sindacati di polizia, i Comuni della città più vicine, i
rappresentanti della triplice sindacale, la Misericordia, la
Lisa, il mondo della scuola e i rappresentanti delle forze
dell’ordine”, tiene a evidenziare. Ma di fronte alla poca
partecipazione della popolazione cassanese, grande è stata
quella dei politici. Nicola Adamo, Franco Pacenza e Carletto
uccione hanno testimoniato la solidarietà dei democratici di
sinistra alla città di Cassano. “E’ un dovere
democratico”, dice il segretario regionale dei Ds, Nicola Adamo,
“è la testimonianza attiva di un impegno che noi vogliamo
profondere nelle istituzioni per contrastare le sottovalutazioni
che in alcune aree permangono e che consentono alle forze della
mafia di riorganizzarsi e compiere nuovi salti di qualità”. E,
per Franco Pacenza, consigliere regionale, “la lotta alla mafia
ha bisogno di continuità e coerenza in tutte le sedi e negli
atti di governo. Necessita, certamente, nell’area della Piana
potenziare in qualità e quantità le forze dell’ordine”. Anche
perché “la malavita non conosce limiti”, come afferma don
Attilio Foscaldi, parroco di Lauropoli.
Antonio Iannicelli |