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Domenica 10 Novembre 2002

A Cassano Istituzioni e cittadini in piazza per rimarcare il dissenso contro tutte le violenze- Solo in 500 contro la mafia -La Chiesa preferisce una Veglia di preghiera


Cassano Ionio –Una città sfiduciata. La manifestazione popolare che doveva gridare il suo forte no alla mafia e a ogni forma di illegalità non ha fatto registrare quella partecipazione che si aspettava. E se non fosse stato per la sensibilità della Scuola, che ha aderito massicciamente, si sarebbe rivelata un vero fallimento. Poco più di cinquecento persone hanno sfilato per le strade della città, con in testa i gonfaloni della Provincia di Cosenza e dei comuni di Castrovillari, Corigliano, Terranova da Sibari e Cassano. Presenti quasi tutti i rappresentanti istituzionali. Mancavano i vertici della Chiesa che, per ieri sera, hanno organizzato una Veglia di preghiera. Solo un parroco, Don Attilio Foscaldi, che non ha lesinato critiche, a chi di dovere, per la mancanza assoluta di politiche sociali nei quartieri a rischio. Soprattutto in quello di Timpone Rosso. Don Attilio avrebbe preferito che la manifestazione si fosse svolta a Lauropoli, il cui suolo è stato più volte, in questi ultimi tempi, bagnato dal sangue delle vittime della criminalità. Mancava anche e soprattutto il popolo di Cassano. Solo politici, sindacalisti, rappresentanti degli enti sovracomunali, uomini delle forze dell’ordine e studenti si sono ritrovati, alle 10, in piazza Municipio. Assenti i cittadini cassanesi. Emblematica la risposta di un anziano signore che degnò solo di uno sguardo lo scorrere del corteo. “Siamo un popolo oramai sfiduciato. Ci siamo stancati di sentire le solite parole e di fare sempre i conti con promesse mai mantenute”. Forse l’anziano signore non sapeva che tra qualche giorno a Cassano farà tappa la Commissione Antimafia. E, più che promesse, verrà a rendersi conto di ciò che sta accadendo a Cassano, della gravità del fenomeno mafioso, dei suoi interessi e dei legami che i malavitosi della Sibaritide hanno con altre organizzazioni criminali di altre Regioni. Tutto ciò è stato ribadito anche dal senatore Antonio Gentile, commissario dell’Antimafia. E questo, più che opportuno è necessario. Anche perché, come sostiene Ferdinando Pignataro, segretario regionale della Cgil,  “si è di fronte a una mafia imprenditrice che ha sempre più il controllo di interi settori economici e che si prepara, alla luce anche della nuova normativa, a intervenire nella gestione degli appalti delle opere pubbliche e a gestire la costruzione delle centrali termoelettriche”. Ma, evidentemente, il popolo cassanese, ieri, ha voluto manifestare, con la sua assenza, tutta la sua avversione a queste, che qualcuno ha chiamato “parate”, e ha voluto dire che  si sente tradito da uno Stato che non riesce a proteggerlo e da una classe politica che, quando va bene, pensa solo a fare passerella. Sentimenti che trovano riscontro anche nelle parole del segretario provinciale aggiunto del Siulp, Luciano Lupo, che ha tenuto a rimarcare come sia impellente una maggiore presenza dello Stato in questo lembo di Calabria. “Noi siamo fortemente critici con il Centro che non prende le adeguate contromisure. La commissione Antimafia non deve venire a fare solo passerella ma deve trovare le strategie vincenti per contrastare questa escalation mafiosa”. Eppure, solo pochi anni fa il germe di una “nuova primavera” fu buttato. La popolazione cassanese scese in  piazza in massa a gridare il suo fermo no alla criminalità organizzata e a chiedere allo Stato di essere più presente. Lo fece con una marea di persone dopo il crudele omicidio di Giuseppe Cirigliano. Anche dopo i morti del 1999, vi fu un’altra mobilitazione di massa. Si sottoscrisse, tra tutti i Sindaci del Comprensorio, la Chiesa, i sindacati e le organizzazioni sociali e culturali, il “Patto per la Legalità e la Sicurezza”. Si sperava nella rinascita. Quel “germe”, però, fu abbandonato a se stesso e per niente accudito. Ieri mattina, Benedetto Di Iacovo, a nome della triplice sindacale, lo ha ripreso. “Va costruito un progetto per la sicurezza e la vivibilità che faccia perno sulla Scuola e sulle famiglie per affermare una concreta cultura della legalità”. Prima di lui era intervenuto il sindaco Senise che ha messo in evidenza il lavoro dell’amministrazione nel portare avanti la battaglia contro la criminalità. Sono seguiti gli interventi dell’onorevole Giovanni Dima, in rappresentanza della Regione, di Franz Caruso a nome dell’amministrazione provinciale, di Patrizia Carrozza per l’Osservatorio permanente regionale per l’educazione alla legalità e del sindaco di Castrovillari, Franco Blaiotta.

Antonio Iannicelli

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