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Cassano Ionio –Una città sfiduciata. La manifestazione popolare
che doveva gridare il suo forte no alla mafia e a ogni forma di
illegalità non ha fatto registrare quella partecipazione che si
aspettava. E se non fosse stato per la sensibilità della Scuola,
che ha aderito massicciamente, si sarebbe rivelata un vero
fallimento. Poco più di cinquecento persone hanno sfilato per le
strade della città, con in testa i gonfaloni della Provincia di
Cosenza e dei comuni di Castrovillari, Corigliano, Terranova da
Sibari e Cassano. Presenti quasi tutti i rappresentanti
istituzionali. Mancavano i vertici della Chiesa che, per ieri
sera, hanno organizzato una Veglia di preghiera. Solo un
parroco, Don Attilio Foscaldi, che non ha lesinato critiche, a
chi di dovere, per la mancanza assoluta di politiche sociali nei
quartieri a rischio. Soprattutto in quello di Timpone Rosso. Don
Attilio avrebbe preferito che la manifestazione si fosse svolta
a Lauropoli, il cui suolo è stato più volte, in questi ultimi
tempi, bagnato dal sangue delle vittime della criminalità.
Mancava anche e soprattutto il popolo di Cassano. Solo politici,
sindacalisti, rappresentanti degli enti sovracomunali, uomini
delle forze dell’ordine e studenti si sono ritrovati, alle 10,
in piazza Municipio. Assenti i cittadini cassanesi. Emblematica
la risposta di un anziano signore che degnò solo di uno sguardo
lo scorrere del corteo. “Siamo un popolo oramai sfiduciato. Ci
siamo stancati di sentire le solite parole e di fare sempre i
conti con promesse mai mantenute”. Forse l’anziano signore non
sapeva che tra qualche giorno a Cassano farà tappa la
Commissione Antimafia. E, più che promesse, verrà a rendersi
conto di ciò che sta accadendo a Cassano, della gravità del
fenomeno mafioso, dei suoi interessi e dei legami che i
malavitosi della Sibaritide hanno con altre organizzazioni
criminali di altre Regioni. Tutto ciò è stato ribadito anche dal
senatore Antonio Gentile, commissario dell’Antimafia. E questo,
più che opportuno è necessario. Anche perché, come sostiene
Ferdinando Pignataro, segretario regionale della Cgil, “si è di
fronte a una mafia imprenditrice che ha sempre più il controllo
di interi settori economici e che si prepara, alla luce anche
della nuova normativa, a intervenire nella gestione degli
appalti delle opere pubbliche e a gestire la costruzione delle
centrali termoelettriche”. Ma, evidentemente, il popolo
cassanese, ieri, ha voluto manifestare, con la sua assenza,
tutta la sua avversione a queste, che qualcuno ha chiamato
“parate”, e ha voluto dire che si sente tradito da uno Stato
che non riesce a proteggerlo e da una classe politica che,
quando va bene, pensa solo a fare passerella. Sentimenti che
trovano riscontro anche nelle parole del segretario provinciale
aggiunto del Siulp, Luciano Lupo, che ha tenuto a rimarcare come
sia impellente una maggiore presenza dello Stato in questo lembo
di Calabria. “Noi siamo fortemente critici con il Centro che non
prende le adeguate contromisure. La commissione Antimafia non
deve venire a fare solo passerella ma deve trovare le strategie
vincenti per contrastare questa escalation mafiosa”. Eppure,
solo pochi anni fa il germe di una “nuova primavera” fu buttato.
La popolazione cassanese scese in piazza in massa a gridare il
suo fermo no alla criminalità organizzata e a chiedere allo
Stato di essere più presente. Lo fece con una marea di persone
dopo il crudele omicidio di Giuseppe Cirigliano. Anche dopo i
morti del 1999, vi fu un’altra mobilitazione di massa. Si
sottoscrisse, tra tutti i Sindaci del Comprensorio, la Chiesa, i
sindacati e le organizzazioni sociali e culturali, il “Patto per
la Legalità e la Sicurezza”. Si sperava nella rinascita. Quel
“germe”, però, fu abbandonato a se stesso e per niente accudito.
Ieri mattina, Benedetto Di Iacovo, a nome della triplice
sindacale, lo ha ripreso. “Va costruito un progetto per la
sicurezza e la vivibilità che faccia perno sulla Scuola e sulle
famiglie per affermare una concreta cultura della legalità”.
Prima di lui era intervenuto il sindaco Senise che ha messo in
evidenza il lavoro dell’amministrazione nel portare avanti la
battaglia contro la criminalità. Sono seguiti gli interventi
dell’onorevole Giovanni Dima, in rappresentanza della Regione,
di Franz Caruso a nome dell’amministrazione provinciale, di
Patrizia Carrozza per l’Osservatorio permanente regionale per
l’educazione alla legalità e del sindaco di Castrovillari,
Franco Blaiotta.
Antonio Iannicelli |