bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
 
 





 

 

 

 

 

 

 

 

Martedì 15 Ottobre 2002

Cosenza - Cesare Marini e Domenico Pappaterra dicono no alla “colonizzazione industriale” della Sibaritide e del Pollino


L’ampio comprensorio della Calabria settentrionale racchiuso dal Pollino e dalla Piana di Sibari rischia d’essere sfregiato dalla concentrazione di una serie d’impianti dal preoccupante impatto ambientale in un raggio di poche decine di chilometri. La Piana di Cammarata, nel Comune di Castrovillari, è stata indicata dalla Regione per accogliere un impianto per lo smaltimento dei rifiuti di ambiti provinciale; alla periferia di Doria, nel Comune di Cassano, la “Ansaldo energia” del gruppo “Finmeccanica” intende realizzare una centrale termoelettrica a metano; un’opera simile è già prevista all’interno del territorio comunale di Altomonte al confine con Firmo; per il Porto di Corigliano, infine, è in programma un gassificio.
Pareri duramente negativi sui quattro progetti sono stati espressi dal senatore Cesare Marini (eletto nel collegio Corigliano-Rossano) e dall’onorevole Domenico Pappattera (eletto nel collegio di Castrovillari). Marini s’è detto «scettico» sulla centrale di Doria, perché a suo parere «non serve». «Già esiste quella di Rossano -aggiunge- a Altomonte ha già detto sì e addirittura si parla di un’altra centrale che dovrebbe funzionare con le biomasse per la zona di Rocca Imperiale. Se aggiungiamo quella prevista a Simeri Crichi avremmo una costa ionica zeppa di centrali. E non penso che tutto questo sia compatibile con le risorse che abbiamo. È evidente il rischio di rovinare tutto».
Sulla stessa lunghezza d’onda è Domenico Pappaterra. «La Regione Calabria deve chiarirci cosa vuole fare in questo comprensorio. I vecchi progetti puntavano su agroalimentare, cultura e terme, ma oggi pare che si sia invertita la rotta con la volontà di riempire il territorio d’impianti che stravolgono la vocazione di questa zona, promettendo appena poche decine di posti di lavoro». Riferendosi specificatamente dell’impianto di selezione dei rifiuti previsto per “Cammarata”, il parlamentare socialista sottolinea la necessità di localizzare impianti del genere, ma rifiuta decisamente la scelta castrovillarese perché si tratta di un’area a spiccata vocazione agricola in cui esistono i «più grandi stabilimenti agroalimentari del sud Italia». (AGI).

 

Domenico Marino

torna alle notizie

stampa

 Prenotatelo contribuirete alla crescita del sito.
Per  informazioni contattare la redazione info@cassanoalloionio.info












 

 

 


 





 

 

 

 

 

 




 

|top|

© Copyright 2002 Web Study - Gaetano Zaccato www.zaccato.it