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L’ampio comprensorio della Calabria settentrionale racchiuso dal
Pollino e dalla Piana di Sibari rischia d’essere sfregiato dalla
concentrazione di una serie d’impianti dal preoccupante impatto
ambientale in un raggio di poche decine di chilometri. La Piana
di Cammarata, nel Comune di Castrovillari, è stata indicata
dalla Regione per accogliere un impianto per lo smaltimento dei
rifiuti di ambiti provinciale; alla periferia di Doria, nel
Comune di Cassano, la “Ansaldo energia” del gruppo
“Finmeccanica” intende realizzare una centrale termoelettrica a
metano; un’opera simile è già prevista all’interno del
territorio comunale di Altomonte al confine con Firmo; per il
Porto di Corigliano, infine, è in programma un gassificio.
Pareri duramente negativi sui quattro progetti sono stati
espressi dal senatore Cesare Marini (eletto nel collegio
Corigliano-Rossano) e dall’onorevole Domenico Pappattera (eletto
nel collegio di Castrovillari). Marini s’è detto «scettico»
sulla centrale di Doria, perché a suo parere «non serve». «Già
esiste quella di Rossano -aggiunge- a Altomonte ha già detto sì
e addirittura si parla di un’altra centrale che dovrebbe
funzionare con le biomasse per la zona di Rocca Imperiale. Se
aggiungiamo quella prevista a Simeri Crichi avremmo una costa
ionica zeppa di centrali. E non penso che tutto questo sia
compatibile con le risorse che abbiamo. È evidente il rischio di
rovinare tutto».
Sulla stessa lunghezza d’onda è Domenico Pappaterra. «La Regione
Calabria deve chiarirci cosa vuole fare in questo comprensorio.
I vecchi progetti puntavano su agroalimentare, cultura e terme,
ma oggi pare che si sia invertita la rotta con la volontà di
riempire il territorio d’impianti che stravolgono la vocazione
di questa zona, promettendo appena poche decine di posti di
lavoro». Riferendosi specificatamente dell’impianto di selezione
dei rifiuti previsto per “Cammarata”, il parlamentare socialista
sottolinea la necessità di localizzare impianti del genere, ma
rifiuta decisamente la scelta castrovillarese perché si tratta
di un’area a spiccata vocazione agricola in cui esistono i «più
grandi stabilimenti agroalimentari del sud Italia». (AGI).
Domenico Marino |