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Continua l’instancabile opera di sensibilizzazione del comitato
del NO alla centrale di Serragiumenta. Ieri sera a
Castrovillari, nella sede della Comunità montana, incontro al
vertice tra sindaci, comitati e cittadini. Siglato a fine serata
un documento di comunione d’intenti sulle future iniziative.
“L’agricoltura è vita, è sviluppo economico e sociale del
comprensorio” è solo uno degli slogan della serata e del
documento. Si punta sull’agricoltura e sul settore
agroalimentare, una centrale proprio non può avere spazio. Una
voce di un cittadino grida: <Si è fatta la centrale Sibari –
Pollino, non la Provincia, attesa da tutti>. E cresce il
disappunto e la convinzione di non volere una centrale ad
Altomonte, ma soprattutto di non volere nessuna centrale in
tutto il territorio. E il sindaco di Lungro, Vincenzo Iannuzzi
sottolinea come siano fuorvianti le notizie sponsor a corredo
dell’insediamento della centrale ad Altomonte: <Dov’è lo
sviluppo occupazionale, se saranno solo 30 i lavoratori previsti
nella pianta organica della centrale? Ci sono stati forniti
altri numeri, ma riguardano soltanto la fase dei lavori di
cantiere>. E l’insediamento di nuove centrali non riguarda
soltanto Altomonte, ma tutta la Calabria, così come ha
sottolineato un esponente del comitato del No, Antonio Vasto.
<Tutto è stato fatto molto in fretta, ma dobbiamo prendere
coscienza che non è una realtà che investe soltanto Altomonte o
Firmo, ma che interessa tutta la Calabria>. Da Vasto è stato
posto l’accento sul fatto che sempre più i sindaci sono chiamati
a decidere dello sviluppo del territorio, o, in questo caso,
dell’insediamento di una centrale. Un dato che riguarda tutta
l’Italia. Nell’intera penisola, infatti, son ben 6 le centrali
convenzionate con lo Stato, che potrebbero ricevere dei fondi
anche dai POR regionali. Intanto secondo Gennaro Russo del
comitato del No, mancano ancora tutte le convenzioni necessarie
per il corretto insediamento della centrale di Altomonte. Già la
posa della prima pietra è stato un falso, in quanto fino a marzo
2003 la zona che deve ospitare la centrale non è cantierabile,
in quanto mancano le concessioni edilizie: <Ad altomonte è stato
piantato solo un alberello, non è stata posta nessuna pietra>.
Sensibilizzare la gente, dunque, il messaggio e il compito dei
comitati e dei sindaci che non vogliono le centrali. Incontri
allargati a tutti e che coinvolgeranno anche altri comitati. Per
sabato alle 18, infatti, è stata fissata una riunione a
Lauropoli con il nuovo comitato del No alla centrale di Cassano,
i sindaci e tutti gli esponenti dei vari comitati del
comprensorio. Intanto anche il vescovo della diocesi di Cassano
sarà chiamato a dare risposte più incisive e a prendere
posizioni forti. Molta gente confida proprio nell’aiuto
“autorevole” della Chiesa per scongiurare il pericolo centrali
che porterebbe inquinamento e disoccupazione per tutti gli
operatori turistici, gli agricoltori e gli addetti all’industria
agroalimentare. Proprio Schiavelli, dirigente dell’Osas di
Cammarata, ha richiesto un incontro per il 26 ottobre prossimo
con gli agricoltori e i sindacati di categoria.
Erminia Zuccaro |