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Giovedì 10 Ottobre 2002

Vertice nella sede della Comunità montana del Pollino. Sindaci e associazioni hanno ribadito la loro contrarietà al progetto.
Venti comuni dicono “no” alla centrale Edison
<Non cederemo. Preferiamo puntare sull’agricoltura biologica e di alta qualità>


Continua l’instancabile opera di sensibilizzazione del comitato del NO alla centrale di Serragiumenta. Ieri sera a Castrovillari, nella sede della Comunità montana, incontro al vertice tra sindaci, comitati e cittadini. Siglato a fine serata un documento di comunione d’intenti sulle future iniziative. “L’agricoltura è vita, è sviluppo economico e sociale del comprensorio” è solo uno degli slogan della serata e del documento. Si punta sull’agricoltura e sul settore agroalimentare, una centrale proprio non può avere spazio. Una voce di un cittadino grida: <Si è fatta la centrale Sibari – Pollino, non la Provincia, attesa da tutti>. E cresce il disappunto e la convinzione di non volere una centrale ad Altomonte, ma soprattutto di non volere nessuna centrale in tutto il territorio. E il sindaco di Lungro, Vincenzo Iannuzzi sottolinea come siano fuorvianti le notizie sponsor a corredo dell’insediamento della centrale ad Altomonte: <Dov’è lo sviluppo occupazionale, se saranno solo 30 i lavoratori previsti nella pianta organica della centrale? Ci sono stati forniti altri numeri, ma riguardano soltanto la fase dei lavori di cantiere>. E l’insediamento di nuove centrali non riguarda soltanto Altomonte, ma tutta la Calabria, così come ha sottolineato un esponente del comitato del No, Antonio Vasto. <Tutto è stato fatto molto in fretta, ma dobbiamo prendere coscienza che non è una realtà che investe soltanto Altomonte o Firmo, ma che interessa tutta la Calabria>. Da Vasto è stato posto l’accento sul fatto che sempre più i sindaci sono chiamati a decidere dello sviluppo del territorio, o, in questo caso, dell’insediamento di una centrale. Un dato che riguarda tutta l’Italia. Nell’intera penisola, infatti, son ben 6 le centrali convenzionate con lo Stato, che potrebbero ricevere dei fondi anche dai POR regionali. Intanto secondo Gennaro Russo del comitato del No, mancano ancora tutte le convenzioni necessarie per il corretto insediamento della centrale di Altomonte. Già la posa della prima pietra è stato un falso, in quanto fino a marzo 2003 la zona che deve ospitare la centrale non è cantierabile, in quanto mancano le concessioni edilizie: <Ad altomonte è stato piantato solo un alberello, non è stata posta nessuna pietra>. Sensibilizzare la gente, dunque, il messaggio e il compito dei comitati e dei sindaci che non vogliono le centrali. Incontri allargati a tutti e che coinvolgeranno anche altri comitati. Per sabato alle 18, infatti, è stata fissata una riunione a Lauropoli con il nuovo comitato del No alla centrale di Cassano, i sindaci e tutti gli esponenti dei vari comitati del comprensorio. Intanto anche il vescovo della diocesi di Cassano sarà chiamato a dare risposte più incisive e a prendere posizioni forti. Molta gente confida proprio nell’aiuto “autorevole” della Chiesa per scongiurare il pericolo centrali che porterebbe inquinamento e disoccupazione per tutti gli operatori turistici, gli agricoltori e gli addetti all’industria agroalimentare. Proprio Schiavelli, dirigente dell’Osas di Cammarata, ha richiesto un incontro per il 26 ottobre prossimo con gli agricoltori e i sindacati di categoria.

Erminia Zuccaro

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