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Si
intensifica l’attività del comitato cittadino per il “no” alla
centrale termoelettrica di Doria. Da poco è stata siglata
l’unione con l’altro emergente comitato, che era sorto a
Lauropoli. L’uno e l’altro comitato, dunque, uniti per uno scopo
comune: impedire l’insediamento della centrale.
Il comitato di Doria, sempre più rinvigorito da cittadini e da
esponenti politici di centrosinistra, ha teso la mano al
comitato sorto a Lauropoli di area, invece, di centrodestra.
Annullate, dunque, le polemiche su inutili lotte di propaganda
politica, si sono rimboccate le maniche per sostenere sempre più
convinti il loro ”no” alla centrale. Il comitato, continuando
l’opera di sensibilizzazione, ha aperto un dibattito con tutti
gli interessati al problema. Sono stati coinvolti anche il
comitato per il “no” alla centrale di Firmo e il comitato
contrario alla preselezione dei rifiuti di Cammarata. Nel
confronto, abbastanza ricco di interventi, l’assessore al
Turismo del Comune di Cassano, Liborio Piscitelli, ha
rappresentato l’Amministrazione .Che il Comune sia stato
rappresentato proprio dall’Assessore al Turismo non è stato
salutato con favore dai presenti all’assemblea che si è tenuta
sabato scorso. << Il sito per la centrale ancora non è stato
individuato dal Comune>>, ha detto Piscitelli: parole che hanno
fatto scatenare la platea. L’Assessore è stato zittito dai
presenti e soprattutto, dalla firma del Sindaco Roberto Senise
sui verbali della conferenza dei Servizi di qualche mese fa. Con
quella firma Senise ha dato “ok” alla centrale.. In difficoltà,
Piscitelli ha preferito non rispondere alle provocazioni e alle
domande del pubblico, abbandonando l’assemblea. Intanto, Antonio
Vasto, del comitato di Firmo ha chiesto l’intervento dell’asessore
regionale all’ Agricoltura, Giovanni Dima: <<Conosciamo la sua
sensibilità verso questi problemi e il suo impegno per
l’istituzione della Provincia della Sibaritide e del Pollino.
Con l’insediamento delle centrali sul nostro territorio
rischiamo, però, di trovarci in eredità, quando il sogno
diventerà realtà, non una zona dove programmare lo sviluppo e la
crescita civile e culturale, ma un territorio dove versare le
lacrime>>.
Erminia Zuccaro |