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Il problema dell'eventuale costruzione di una centrale
termoelettrica a ciclo combinato alimentata a metano che si
vorrebbe realizzare a Doria (un'opera che certamente potrebbe
cambiare il futuro di Cassano), continua a essere oggetto di
dibattito tra le forze politiche locali e non solo. Vista
l'importanza della questione, nel quartiere Lauropoli si è
costituito un Comitato che ha lo scopo di informare i cittadini
circa il progetto della Centrale, sensibilizzarli verso il
problema, discutere e approfondire la tematica anche in
considerazione del fatto – viene osservato – che ci si trova
dinnanzi a un'opera che potrebbe cambiare totalmente l'assetto
dello sviluppo socio-economico cassanese. Il Comitato è formato
da: Alfonso Curto, Roberto Aloise, Franco Giuseppe Pennini,
Antonio Golia, Giuseppe Clausi, Francesco Cerchiara, Francesco
Filardi, Confcommercio. Il Comitato (aperto al contributo di
tutti) in una nota manifesta la sua opposizione alla Centrale
per una serie di motivi: indicati in ben sette punti. In primo
luogo si evidenzia la mancata possibilità di documentazione e la
possibilità di ascoltare il parere di esperti che possano
rassicurare sugli effetti della Centrale che – si
sottolinea-sicuramente – avrà un effetto negativo sull'ambiente.
Infatti – sottolinea il Comitato – nessuno ci ha spiegato cosa
succederà ai nostri terreni, alle nostre colture, alle nostre
acque, alla nostra aria. Prima di decidere vogliamo sapere – si
sottolinea nella nota – cosa succederà dopo, nel tempo. Che
quantitativo di metano brucerà in un'ora? Quanto ossido di azoto
e coc produrrà nell'arco dell'anno? I componenti il Comitato
chiedono di sapere, sotto il profilo dell'impatto ambientale, se
è stata fatta la valutazione del grado di inquinamento dell'aria
in considerazione anche degli insediamenti urbani (le caldaie
che già funzionano sul territorio atteso che nei pressi del sito
dove dovrà sorgere la Centrale, vi è una superstrada e che a
pochi chilometri dovrà sorgere un aeroporto: che a poca distanza
vi sono altri rifiuti altamente tossici. La nota continua
chiedendo di conoscere quale sarà l'impatto delle onde
elettromagnetiche con l'ambiente e se gli unici settori
trainanti, il turismo e l'agricoltura, non potrebbero essere
rovinati. Per tutti questi motivi, i componenti il Comitato
precisano che nel caso in cui tutti i dubbi elencati non fossero
sciolti, l'idea di costruire la Centrale venga abbandonata.
Antonio Franzese |