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Un referendum per la centrale a metano di Doria. Tra le tante
ipotesi circa la realizzazione del gigante termoelettrico della
“Ansaldo” non manca la possibilità di chiamare a decidere
direttamente il popolo cassanese. Da giorni presente nel
dibattito locale, la pista referendum è stata ribadita
nell’incontro svoltosi martedì sera in Municipio tra il sindaco
(Roberto Senise) e i rappresentanti del “Comitato per il no”,
nato a Doria. Un faccia a faccia sollecitato dal gruppo civico e
accolto dal primo cittadino. Che per l’occasione era “scortato”
dall’assessore Liborio Piscitelli.
Sia i politici sia i rappresentanti di mondo agricolo e società
civile hanno ribadito che l’idea centrale non piace da nessun
punto di vista e quindi va accantonata. Il socialista Gianni
Papasso e molti altri hanno citato, chiarito e sottolineato le
drammatiche conseguenze che l’«ecomostro» potrebbe avere per la
vocazione turistica e storico archeologica della Sibaritide,
oltreché per l’ottimo indotto agricolo del Doriano.
«Coltivazioni -ha affermato l’imprenditore Gennaro Pugliese-
capaci di dominare, imponendo la legge della qualità sui mercati
di mezzo mondo. Senza dimenticare che negli ultimi anni stiamo
puntando sul biologico, per il quale la centrale sarebbe un
disastro».
Il capogruppo consiliare dei Ds, Federico Carlucci, ha lamentato
il ritardato coinvolgimento della comunità nel discorso da parte
del Palazzo, chiedendo al sindaco se già esista un Protocollo
d’intesa tra Comune e Ansaldo e se è vero che in inizialmente
l’opera dovesse essere realizzata vicino la discarica di
contrada “Silva”. Senise ha smentito la prima ipotesi,
confermando la seconda.
L’ex consigliere comunale, Salvatore Caruso, ha fatto notare
l’esigua distanza tra la centrale e Doria, invitando il sindaco
a preoccuparsi dell’inquinamento del Crati e del Raganello prima
di altro. Un altro ex consigliere, Marcellino Alunni Pattoia
(Margherita) ha suggerito di fare attenzione alle scadenze oltre
le quali la Conferenza dei servizi non potrà più dire no
all’opera. Tutti, hanno notato come Calabria e Sibaritide
rischino d’essere ferite da una concentrazione esagerata di
centrali termoelettriche: Cassano, Altomonte, Rossano.
Senise ha scartato l’ipotesi referendum e ribadito che ancora
non c’è nulla di deciso. In seconda battuta ha citato i circa 3
miliardi per 20 anni che la “Ansaldo” verserebbe nelle casse
comunali, escludendo inquinamenti da polveri e da acque, e
limitando al minimo problemi acustici ed elettromagnetici. A suo
dire, nemmeno la centrale Enel di Rossano è così dannosa come
raccontano i più. Il sindaco ha citato la centrale di Altomonte,
cercando appoggi nel sì del collega Costantino Belluscio, che ha
definito «un amministratore dalle grandi vedute». L’unica
preoccupazione di Senise è la vicinanza del sito scelto con
l’abitato di Doria.
In un primo momento le parti si sono date appuntamento a sabato
mattina, ma poi l’incontro è slittato alla prossima settimana.
Anche perché Senise ha assicurato che non c’è nessuna fretta per
i termini della Conferenza dei servizi.
Mercoledì mattina il Comitato ha incontrato il vescovo della
diocesi di Cassano, monsignor Domenico Graziani. Il confronto di
chiara matrice etico-morale ha trattato prevalentemente
l’opportunità d’innalzare le ciminiere “Ansaldo” nel cuore della
Piana. Nelle prossime ore il presule dovrebbe indirizzare una
lettera al sindaco per sollecitare un blocco dei termini utili
per dire eventualmente no alla realizzazione. Lo stop dovrebbe
servire per allargare quanto più possibile il coinvolgimento
della comunità sull’incubo-centrale
Domenico Marino |