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Un coordinamento comprensoriale che riunisca i comitati popolari
sorti per gridare “no” al gassifico di Corigliano, all’impianto
per il trattamento dei rifiuti di Castrovillari, alle centrali
termoelettriche a metano di Altomonte e Cassano. È l’idea
lanciata dai circoli territoriali di Rifondazione comunista
attivi nella Sibaritide e nel Pollino. Che nei giorni scorsi si
sono riuniti a Sibari per fare il punto sulle quattro “questioni
bollenti” e cercare quell’unità d’intenti senza la quale si è
condannati a fare poca strada. I militanti di Prc hanno notato
come questo lembo di Calabria rischi di diventare ricettacolo di
troppe industrie ad alto impatto ambientale e trascurabile
impatto occupazionale. A loro parere sarebbe la sciagura di una
zona che vedrebbe ipotecata qualsiasi ipotesi di sviluppo delle
ricchezze agroalimentari e manifatturiere. Senza dimenticare le
conseguenze per turismo e agricoltura. Rifondazione annuncia
lotta dura sul caso, e invita le istituzioni, le forze
politiche, i sindacati e le associazioni ambientali a sostenere
l’azione dei comitati popolari nati per lottare contro la
creazione degli impianti inquinanti e per difendere le
potenzialità di sviluppo del territorio
Domenico Marino |