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Il Comitato popolare sorto a Doria per gridare il “no” della
gente alla Centrale termoelettrica a metano chiama in causa
l’universo scolastico locale. Nei giorni scorsi il gruppo civico
ha indirizzato una dettagliata lettera a presidi, docenti e
studenti, affinché, come previsto dai rispettivi Piani
dell’offerta formativa (Pof), valutino la possibilità d’aprire
un dibattito sul caso per fornire validi contributi a chi dovrà
decidere.
Il Comitato ha chiesto alle scuole di riflettere su una serie di
questioni, a cominciare dalla vocazione agro-turistica del
territorio cassanese. Poi, la vicinanza del sito scelto dalla
“Ansaldo” con l’abitato di Doria e l’area che dovrebbe
accogliere il nascente aeroporto della Sibaritide; il già alto
tasso d’inquinamento subito dal Comune a causa delle ferriti di
zinco, del piombo, dell’amianto e di molto altro; la
disponibilità della “Ansaldo” di risarcire con opere edilizie
gli eventuali rischi provocati dalla Centrale termoelettrica. I
militanti del Comitato per il no mettono l’accento sulle chance
occupazionali garantite dal colosso a metano, chiedendosi quante
centinaia di posti di lavori in agricoltura saranno spazzati via
dai circa cento offerti dalla Centrale.
«Viene esportato più del 30% della energia elettrica prodotta in
Calabria -conclude la sensibilizzazione del Comitato al panorama
scolastico locale-. Ci chiediamo a cosa possa servire
un’ulteriore centrale, perdippiù a poca distanza da quella Enel
già esistente a Rossano e da quella in via di realizzazione ad
Altomonte».
Domenico Marino |