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«La proposta che mira all’istituzione della Provincia di
Castrovillari negli ultimi anni si è obiettivamente indebolita,
soprattutto per lo spostamento sulle posizioni di Sibari
consumato dai Comuni dell’Alto Jonio cosentino. Ho già espresso
questa opinione nel corso di una recente riunione con tutta la
delegazione parlamentare»: l’onorevole Domenico Pappaterra,
guarda in faccia la realtà, rompe gli indugi e immola
sull’altare del quarantennale sogno provincia il campanilistico
tutto nostrano che storicamente separa Sibaritide e Pollino.
Anche a suo parere, infatti, è fondamentale che entroterra e
litorale cominciano a ragionare unitariamente, trovando quell’unità
che purtroppo finora è mancata.
«Sul capoluogo, sull’organizzazione e strutturazione della nuova
provincia -aggiunge il parlamentare socialista- sulla sua
dislocazione policentrica a livello territoriale se ne potrà
discutere a iosa. Ma in questo momento, per raggiungere
l’obiettivo, bisogna compattare un compatto e forte fronte
comune. Le diversità non pagheranno, è bene che lo sappiano sia
su un versante (Pollino, ndc) sia sull’altro (Sibaritide, ndc).
Nessuno dei due può continuare a porre veti. Su questo terreno,
un ruolo cruciale spetta ai sindaci del territorio. E senza
nulla togliere alla maggioranza, ritengo che i più impegnati
debbano essere i primi cittadini delle realtà urbane più
significative del comprensorio: penso agli assi
Corigliano-Rossano e Castrovillari-Cassano. Ovviamente non
dimentico il ruolo cruciale dei parlamentari, cui spetta di
perorare le istanze nelle opportune sedi istituzionali. Se nei
Comuni, tra i Comitati popolari, nel Parlamento consumeremo una
lotta fratricida, credo che a Roma non avremo la possibilità di
ottenere nulla».
Pappaterra non nega che Fermo, Monza e Barletta-Andria-Trani
siano in pole position tra le aspiranti province, epperò è
convinto che anch’esse siano ben lontane dal traguardo. «Mi
sembra che la battuta d’arresto sia generale e riguardi pure le
città che avevano già avuto il via libera delle Commissioni
competenti e sembravano in dirittura d’arrivo. Uno stop imposto
dall’attuale situazione finanziaria del Paese. Non credo che per
la Sibaritide-Pollino sia preclusa alcuna possibilità.
Soprattutto adesso che l’articolo quinto della Costituzione ha
avviato questa grande stagione federalista, con Regioni più
snelle ed enti locali, province in testa, rafforzati nei loro
poteri. Se poi consideriamo l’ampiezza del territorio cosentino,
l’aspirazione a un decentramento appare addirittura sacrosanta».
Domenico Marino |