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Sabato 19 Ottobre 2002

Cassano Ionio - Sibari-Provincia/ L’onorevole Pappaterra invita Sibaritide e Pollino all’unità


«La proposta che mira all’istituzione della Provincia di Castrovillari negli ultimi anni si è obiettivamente indebolita, soprattutto per lo spostamento sulle posizioni di Sibari consumato dai Comuni dell’Alto Jonio cosentino. Ho già espresso questa opinione nel corso di una recente riunione con tutta la delegazione parlamentare»: l’onorevole Domenico Pappaterra, guarda in faccia la realtà, rompe gli indugi e immola sull’altare del quarantennale sogno provincia il campanilistico tutto nostrano che storicamente separa Sibaritide e Pollino. Anche a suo parere, infatti, è fondamentale che entroterra e litorale cominciano a ragionare unitariamente, trovando quell’unità che purtroppo finora è mancata.
«Sul capoluogo, sull’organizzazione e strutturazione della nuova provincia -aggiunge il parlamentare socialista- sulla sua dislocazione policentrica a livello territoriale se ne potrà discutere a iosa. Ma in questo momento, per raggiungere l’obiettivo, bisogna compattare un compatto e forte fronte comune. Le diversità non pagheranno, è bene che lo sappiano sia su un versante (Pollino, ndc) sia sull’altro (Sibaritide, ndc). Nessuno dei due può continuare a porre veti. Su questo terreno, un ruolo cruciale spetta ai sindaci del territorio. E senza nulla togliere alla maggioranza, ritengo che i più impegnati debbano essere i primi cittadini delle realtà urbane più significative del comprensorio: penso agli assi Corigliano-Rossano e Castrovillari-Cassano. Ovviamente non dimentico il ruolo cruciale dei parlamentari, cui spetta di perorare le istanze nelle opportune sedi istituzionali. Se nei Comuni, tra i Comitati popolari, nel Parlamento consumeremo una lotta fratricida, credo che a Roma non avremo la possibilità di ottenere nulla».
Pappaterra non nega che Fermo, Monza e Barletta-Andria-Trani siano in pole position tra le aspiranti province, epperò è convinto che anch’esse siano ben lontane dal traguardo. «Mi sembra che la battuta d’arresto sia generale e riguardi pure le città che avevano già avuto il via libera delle Commissioni competenti e sembravano in dirittura d’arrivo. Uno stop imposto dall’attuale situazione finanziaria del Paese. Non credo che per la Sibaritide-Pollino sia preclusa alcuna possibilità. Soprattutto adesso che l’articolo quinto della Costituzione ha avviato questa grande stagione federalista, con Regioni più snelle ed enti locali, province in testa, rafforzati nei loro poteri. Se poi consideriamo l’ampiezza del territorio cosentino, l’aspirazione a un decentramento appare addirittura sacrosanta».

Domenico Marino

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