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Il problema della costruzione di
una Centrale termoelettrica a ciclo combinato alimentata a
metano che si vorrebbe realizzare nel quartiere Doria, dopo
essere finito in Parlamento con una interrogazione
dell'onorevole diessino Mario Oliverio, approda finalmente in
consiglio comunale. La Massima assise cittadina è stata
convocata dal vicepresidente Francesca Guzzo (Fiamma
Tricolore-Msi) per le ore 17.30 di oggi in sessione di prima
convocazione. La scaletta dei lavori consiliari prevede un solo
argomento: Centrale termoelettrica. Alla riunione parteciperanno
anche i tecnici dell'Ansaldo Energia del Gruppo Finmeccanica –
International Power che provvederanno a illustrare il quadro
progettuale proposta che prevede un investimento di circa 500
milioni di euro. La Centrale, che dovrebbe occupare un'area di
circa 15 ettari, avrà una potenza lorda di circa 780 mw e
un'efficienza netta parti a oltre il 56%. Secondo quanto si
legge nella premessa del progetto, in prima battuta i benefici
dovrebbero essere legati all'aumento dell'occupazione: tra
diretti e indotto si stimano oltre 250 nuovi posti di lavoro
oltre ai 250 necessari per i tre anni di costruzione
dell'impianto. Sempre secondo quanto si evince dal progetto si
prevede, inoltre, una riduzione dei costi energetici per tutte
le attività imprenditoriali dell'area nonché opere di
compensazione. Questo significherebbe – secondo la proposta
presentata – per le aziende locali ridurre i costi e divenire
più competitivi sui mercati nazionali e internazionali e,
quindi, potere contare su maggiori possibilità di sviluppo nel
futuro. Giova, intanto, rilevare che i comitati spontanei
popolari costituitisi sia a Doria che a Lauropoli hanno
inoltrato al ministero dell'Ambiente, ricorso avverso la
costruzione della Centrale evidenziando, tra le altre cose, i
potenziali pericoli che la popolazione potrebbe correre a causa
della messa in opera in una Centrale a turbogas. Secondo i
ricorrenti, lo studio di impatto ambientale della proposta
Centrale elettrica non farebbe minimamente menzione che, nel
sito immediatamente vicino all'ipotizzata Centrale, dovrà
sorgere un aeroporto. I Comitati, in una nota esortano il
sindaco a tenere conto del fatto che la popolazione di Cassano
vuole scegliere consapevolmente il proprio futuro, atteso che
una scelta di tale portata deve essere sottoposta
all'approvazione delle coscienze civili e non può essere
demandata a una sola persona o a un piccolo gruppo di politici.
I Comitati rivendicano quindi il diritto all'informazione e
all'autodeterminazione sconfessando il comportamento di chi «ben
consapevole del problema e dei suoi risvolti, ne ha sottaciuto
la portata e ha cercato di fare autorizzare la costruzione della
Centrale in modo inosservato e senza aver consultato il popolo
che, per legge e per coscienza, deve compiere in modo informato
e obiettivo una scelta così radicale e importante». Dal canto
suo, il coordinatore comunale del Movimento per l'Unione dei
socialisti (Uds), Domenico Stabile, sostiene che sarebbe
opportuno organizzare sull'importante tematica un «referendum
popolare» consultivo della popolazione in modo che tutti i
cittadini possano liberamente esprimersi in merito attuando,
così, un atto di democrazia concreta. Il consiglio comunale di
oggi, comunque, dovrà decidere in via definitiva se si vuole o
meno che venga realizzata la Centrale assumendosi ognuno le
proprie responsabilità, atteso che il problema, di rilevante
importanza, non sembra essere ulteriormente procrastinabile
investendo il futuro assetto dello sviluppo socio-economico
cassanese. Intanto, il fronte del «no» alla Centrale
termoelettrica a metano in un volantino ha invitato tutti i
cittadini a essere presenti oggi in consiglio comunale per non
distruggere l'agricoltura, il turismo e la ricchezza culturale e
archeologica di Sibari» e per non «compromettere le possibilità
di sviluppo del territorio».
Antonio Franzese |