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<<Un
confronto schietto, che ancora non c’è, non può prescindere da
un giudizio conclusivo meditato e convinto, che coinvolga la
città. Francamente, il referendum consultivo è l’unica strada
percorribile per capire cosa voglia davvero la gente>>.
Pietro Maradei sintetizza in poche battute fulminanti ore ed ore
di ragionamenti, ipotesi, desideri. Al centro dell’attenzione
sempre lei, la centrale termoelettrica a metano che l’Ansaldo
vorrebbe realizzare nelle campagne di Doria.
Maradei, portavoce del circolo “Nelson Mandela”, era stato uno
dei primi a suonare l’allarme ambientale, passando alle cronache
come il padrino del referendum. L’idea, ripresa anche da altri,
non ha però avuto successo. Il sindaco Roberto Senise l’ha
addirittura scartata, rivendicando al consiglio il compito di
decidere. Il leader dei mandeliani, però, non ci sta. <<La
centrale – dice Maradei – è solo l’elemento scatenante di una
più ampia e diversa discussione. In ballo non c’è un semplice
impianto infrastrutturale, ma lo scontro tra modelli di sviluppo
alternativi. Tutti legittimi, ma tra loro incompatibili>>.
Il portavoce del “Mandela” non si perde dietro giri di parole.
<<Per tre anni il centrodestra s’è vantato di poter riuscire
laddove gli altri avevano fallito: turismo, agricoltura,
archeologia. Adesso la virata netta verso l’industrializzazione.
Un ritorno inconfessabile a quel passato detestato, a quegli
anni ’70 quando in molti, nel centrosinistra dell’epoca,
spinsero, fortunatamente senza riuscirvi, per fare della Piana
la Ruhr calabrese>>. Una decisione politica, quindi, ipoteca sul
futuro della Sibaritide. Palazzo di città rassicura: nessuna
scelta sarà adottata contro il volere dei cittadini, ma intanto
dribbla la via del referendum. <<Un palese controsenso – taglia
corto Maradei – che evidenzia contraddizioni insormontabili.
Assodato infatti che il consiglio comunale, anche per le
defezioni già annunciate tra le fila della maggioranza, non si
esprimerà mai unitariamente sull’argomento, è possibile ritenere
che poco più di dieci consiglieri comunali posano decidere per
tutti?>>
Il dubbio è di quelli che fanno riflettere. Maradei intuisce di
aver centrato il bersaglio, ed incalza. <<D’altronde – insiste –
numerosi elementi ispirano diffidenza, e mi meraviglia che molti
prendano tempo, forse confidando in qualche miracolo del
cielo>>. Ecco i dati del legittimo sospetto. Prelevati di peso
dal progetto targato Ansaldo. <<Il 14 marzo 2002 – rivela – i
Vigili Urbani di Cassano accompagnarono i tecnici Ansaldo a
Doria per i rilievi fonometrici. Il progetto fu presentato al
Ministero dell’Ambiente un mese dopo. Il procedimento,
pubblicizzato sui quotidiani regionali e nazionali, fu avviato
il 25 giugno. Il 18 luglio, poi, a Roma, la Conferenza dei
servizi. Con il Comune che dà il proprio assenso di massima,
sostituendosi anche alla Provincia. E garantendo che questa non
avrebbe avuto nulla da obiettare. Ad agosto, infine, il progetto
arriva in Regione>>. Quale il succo? <<In tanti, forse anche
troppi, sapevano quel che accadeva, ma è stato solo il 20 di
settembre, grazie alle notizie diffuse con coraggio dalla stampa
locale, che la città intera ha saputo>>.
Un segreto di pulcinella, dunque, ignorato, sostengono quelli
del “Mandela”, non solo in Municipio, ma anche in Provincia e
Regione. Da destra a sinistra, passando per il centro dello
schieramento politico, probabilmente con buona dose di
volontarietà.
Perplessità ed incertezze in quantità industriale. Maradei
affonda inesorabile l’ultimo colpo. <<A questo punto – chiosa
serafico – il referendum è il minimo. A meno di non voler
continuare a prendere in giro la città>>.
Gianpaolo Iacobini |