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Le
mamme insorgono, i papà le sostengono: i parchi comunali a pezzi
priverebbero i bambini cassanesi del <<diritto di giocare>>.
Palazzo di città si difende: <<Stiamo facendo e faremo il
possibile>>.
C’era una volta il verde pubblico attrezzato. Qualche miliardo
delle vecchie lire speso tra il 1985 ed il 1992 per dare alla
città parchi e aree di divertimento. <<Somme pazzesche>>,
sostennero in molti all’epoca. Fatto sta che dal 1992, complice
il dissesto finanziario in cui il Comune sprofondò anche a causa
di quegli investimenti, dei parchi più nessuno si occupò. Scarsa
la manutenzione ordinaria, praticamente inesistente quella
straordinaria. Gli unici a non abbassare la guardia sono stati i
vandali. Non solo i teppisti, ma anche gente con la fedina
penale pulita e la coscienza civica sporca. Risultato: nel giro
di dieci anni i parchi sono praticamente scomparsi.
Ne sanno qualcosa una ventina di mamme. I loro figli, tutti al
di sotto dei dieci anni, erano soliti sgambettare, fino a poco
tempo fa, all’interno del parco di Milone, alle pendici delle
Terme Sibarite. Poi, di fronte ai pericoli, la rivolta. Civile e
democratica, naturalmente, con tanto di lettera firmata
indirizzata al sindaco, Roberto Senise. Sotto accusa la
sporcizia, giochi fatiscenti, sicurezza zero. <<E’ vero –
scrivono le venti giovani madri nella loro pacata missiva – a
Cassano esiste uno spazio adibito a parco giochi, ma non ne ha
affatto le sembianze. Oltre ad essere incustodito, è diventato
estremamente pericoloso. Le chiediamo, semplicemente, di vedere
ripristinato il diritto dei nostri figli a giocare>>.
Sulla stessa lunghezza d’onda si muovono i capi famiglia con
prole al seguito. Promotori di una petizione sottoscritta, in
pochi giorni, da 120 persone. <<La storia – spiega Battista
Giardino, improvvisato portavoce del gruppo – è cominciata un
anno fa. Il Municipio ci rassicurò verbalmente, garantendoci un
pronto intervento. Prima dell’estate ci furono promessi
provvedimenti immediati, ma fino ad oggi non abbiamo ottenuto
niente>>. Per cui restano in piedi le lamentele e le richieste.
<<Il parco – sostiene il gruppo dei 120 – si presenta
impraticabile nella stagione invernale, ricettacolo di cani
randagi, carente di verde pubblico e pericoloso per la pubblica
incolumità a causa di giochi ed attrezzature ludiche
fatiscenti>>. L’ironia si abbatte sulle pecore di legno, tutte
peraltro “decapitate” dai vandali, che dovrebbero allietare i
cassanesi in erba. <<Sembrano la clonazione malriuscita – ride
amaro Giardino – della pecora Dollie. Sarebbe opportuno pensare
a giochi forse più istruttivi>>.
Diversa, tuttavia, l’opinione di Palazzo di città. Che accoglie
le molteplici istanze, ma precisa d’essere già all’opera. <<Per
la prima volta dopo lustri – spiega Vincenzo Forastiere,
assessore ai lavori pubblici – si è dato il via alla
manutenzione dei giochi in legno, che tra breve saranno
completamente ripristinati, eliminando i pericoli più seri, come
viti e chiodi sporgenti. Abbiamo provveduto a ripulire l’area
del parco di Milone, e presto vi pianteremo altri alberi. Ci
occuperemo dei cani randagi, ma invitiamo i possessori di
quattro zampe ad un maggior senso civico>>.
Certo, andare oltre e rifare tutto sarebbe l’ideale, ma i soldi
proprio non ci sono. Così, mentre genitori ed amministratori si
dimenano tra passato e presente, ai bambini cassanesi non resta
altro da fare che giocare con Dollie, la pecora di legno.
Gianpaolo Iacobini |