bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
 
 





 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Martedì 22 Ottobre 2002

Cassano –  La situazione del verde pubblico attrezzato fa insorgere mamme e papà –  In 10 anni i parchi sono praticamente scomparsi


Le mamme insorgono, i papà le sostengono: i parchi comunali a pezzi priverebbero i bambini cassanesi del <<diritto di giocare>>. Palazzo di città si difende: <<Stiamo facendo e faremo il possibile>>.
C’era una volta il verde pubblico attrezzato. Qualche miliardo delle vecchie lire speso tra il 1985 ed il 1992 per dare alla città parchi e aree di divertimento. <<Somme pazzesche>>, sostennero in molti all’epoca. Fatto sta che dal 1992, complice il dissesto finanziario in cui il Comune sprofondò anche a causa di quegli investimenti, dei parchi più nessuno si occupò. Scarsa la manutenzione ordinaria, praticamente inesistente quella straordinaria. Gli unici a non abbassare la guardia sono stati i vandali. Non solo i teppisti, ma anche gente con la fedina penale pulita e la coscienza civica sporca. Risultato: nel giro di dieci anni i parchi sono praticamente scomparsi.
Ne sanno qualcosa una ventina di mamme. I loro figli, tutti al di sotto dei dieci anni, erano soliti sgambettare, fino a poco tempo fa, all’interno del parco di Milone, alle pendici delle Terme Sibarite. Poi, di fronte ai pericoli, la rivolta. Civile e democratica, naturalmente, con tanto di lettera firmata indirizzata al sindaco, Roberto Senise. Sotto accusa la sporcizia, giochi fatiscenti, sicurezza zero. <<E’ vero – scrivono le venti giovani madri nella loro pacata missiva – a Cassano esiste uno spazio adibito a parco giochi, ma non ne ha affatto le sembianze. Oltre ad essere incustodito, è diventato estremamente pericoloso. Le chiediamo, semplicemente, di vedere ripristinato il diritto dei nostri figli a giocare>>.
Sulla stessa lunghezza d’onda si muovono i capi famiglia con prole al seguito. Promotori di una petizione sottoscritta, in pochi giorni, da 120 persone. <<La storia – spiega Battista Giardino, improvvisato portavoce del gruppo – è cominciata un anno fa. Il Municipio ci rassicurò verbalmente, garantendoci un pronto intervento. Prima dell’estate ci furono promessi provvedimenti immediati, ma fino ad oggi non abbiamo ottenuto niente>>. Per cui restano in piedi le lamentele e le richieste. <<Il parco – sostiene il gruppo dei 120 – si presenta impraticabile nella stagione invernale, ricettacolo di cani randagi, carente di verde pubblico e pericoloso per la pubblica incolumità a causa di giochi ed attrezzature ludiche fatiscenti>>. L’ironia si abbatte sulle pecore di legno, tutte peraltro “decapitate” dai vandali, che dovrebbero allietare i cassanesi in erba. <<Sembrano la clonazione malriuscita – ride amaro Giardino – della pecora Dollie. Sarebbe opportuno pensare a giochi forse più istruttivi>>.
Diversa, tuttavia, l’opinione di Palazzo di città. Che accoglie le molteplici istanze, ma precisa d’essere già all’opera. <<Per la prima volta dopo lustri – spiega Vincenzo Forastiere, assessore ai lavori pubblici – si è dato il via alla manutenzione dei giochi in legno, che tra breve saranno completamente ripristinati, eliminando i pericoli più seri, come viti e chiodi sporgenti. Abbiamo provveduto a ripulire l’area del parco di Milone, e presto vi pianteremo altri alberi. Ci occuperemo dei cani randagi, ma invitiamo i possessori di quattro zampe ad un maggior senso civico>>.
Certo, andare oltre e rifare tutto sarebbe l’ideale, ma i soldi proprio non ci sono. Così, mentre genitori ed amministratori si dimenano tra passato e presente, ai bambini cassanesi non resta altro da fare che giocare con Dollie, la pecora di legno.

Gianpaolo Iacobini

torna alle notizie

stampa

 Prenotatelo contribuirete alla crescita del sito.
Per  informazioni contattare la redazione info@cassanoalloionio.info












 

 

 


 





 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

|top|

© Copyright 2002 Web Study - Gaetano Zaccato www.zaccato.it