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Giovedì 24 Ottobre 2002

Cassano – La centrale divide il centrodestra.


Centrale Ansaldo: i dubbi del giorno dopo inquietano la città e dividono il centrodestra.
Archiviato il consiglio comunale, emergono le prime certezze. Palazzo di città sapeva. Tanto che alcuni consiglieri della stessa maggioranza hanno avvertito il dovere, come Gigi Serra, capogruppo di An, di censurare <<l’errata gestione per ciò che riguarda la corretta informazione dell’opinione pubblica>>. Il dato più significativo, però, è l’ordine del giorno approvato dal centrodestra. Alle minoranze che sostenevano la necessità di esprimere <<la netta contrarietà all’ipotesi di costruzione della centrale nel territorio di Cassano>>, la maggioranza ha replicato scartando l’ipotesi Doria, rinviando la discussione ad altra data, imponendo al primo cittadino di convocare il consiglio comunale prima di sedere nuovamente al tavolo della Conferenza dei Servizi.
Morale: Doria vince la battaglia, Cassano perde la guerra, ed il centrodestra affronta un altro passaggio delicato. L’ora della verità, infatti, ha messo a nudo il re. La fiaba è raccontata dalla viva voce dei consiglieri comunali di centrodestra. <<Ribadisco la mia posizione contraria – manda a dire da Porretta Terme l’azzurra Maria Luisa Varcasia – poiché la centrale vincolerebbe lo sviluppo agricolo e turistico che ricerchiamo da anni>>. A ruota, ecco Pierluigi Pennini, altro forzista ormai in rotta di collisione con Palazzo di città. <<Dico no – ha spiegato in consiglio – perché si rischia di fare della Sibaritide la pattumiera d’Italia>>. Sempre tra le mura di Fi, accanto alle perplessità dell’imprenditore agricolo Domenico Alfano, convive la prudenza di Gianni Lombardi. Che non azzarda prese di posizione, in attesa di <<approfondire la documentazione disponibile>>, ma intanto lancia l’ipotesi <<di una valutazione ambientale complessiva, a livello comprensoriale>>.
Fin qui gli azzurri. E se il Nuovo Psi e la Fiamma Tricolore al momento tacciono, chi si dibatte tormentata è Alleanza Nazionale. Gianfranco Fini, appena sabato scorso, a Reggio aveva disegnato per la Calabria linee di sviluppo legate a turismo ed agricoltura. Ecco come hanno risposto i suoi in consiglio comunale. Gigi Serra, capogruppo, ha tracciato il sentiero sulla quale il resto della maggioranza, trascinata da Liborio Bloise, Vittorio Martucci e Giuseppe Graziadio, si è poi incamminata per evitare scivoloni. <<Contro la volontà popolare – ha detto Serra – non andremo, ma la questione va comunque discussa, ed i pro ed i contro esaminati attentamente>>. Un’apertura ai possibilisti, smentita però dagli altri due aennini. <<Come medico e consigliere – gli ha fatto eco Roberto Bruno – sono contrario ad una centrale in quel sito>>. <<Mio figlio – ha aggiunto il collega di gruppo Pietro Francomano – mi ha imposto di dire no. Serra ha lasciato uno spiraglio, ma An è nettamente contraria>>.
Alla fine, con un ordine del giorno puramente politico e di nessuna valenza giuridico – amministrativa, Doria è stata salvata. Ma la centrale - pendolare inizia ora il suo  viaggio per il Comune. Cassano conta quattro centri abitati, tra loro distanti, l’uno dall’altro, non più di otto chilometri. Ovunque vada, la centrale sarà sempre vicina a case, campagne, agricoltori e modelli di sviluppo confliggenti. Per lei, adesso, due soluzioni: contrada Silva, al confine con Francavilla, o contrada Garda, a ridosso della Piana di Cammarata. Altri siti l’impervia Cassano non permette: la natura, diffidando degli uomini e dei politici, preferisce difendersi da sola.

Gianpaolo Iacobini

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