|
Centrale
Ansaldo: i dubbi del giorno dopo inquietano la città e dividono
il centrodestra.
Archiviato il consiglio comunale, emergono le prime certezze.
Palazzo di città sapeva. Tanto che alcuni consiglieri della
stessa maggioranza hanno avvertito il dovere, come Gigi Serra,
capogruppo di An, di censurare <<l’errata gestione per ciò che
riguarda la corretta informazione dell’opinione pubblica>>. Il
dato più significativo, però, è l’ordine del giorno approvato
dal centrodestra. Alle minoranze che sostenevano la necessità di
esprimere <<la netta contrarietà all’ipotesi di costruzione
della centrale nel territorio di Cassano>>, la maggioranza ha
replicato scartando l’ipotesi Doria, rinviando la discussione ad
altra data, imponendo al primo cittadino di convocare il
consiglio comunale prima di sedere nuovamente al tavolo della
Conferenza dei Servizi.
Morale: Doria vince la battaglia, Cassano perde la guerra, ed il
centrodestra affronta un altro passaggio delicato. L’ora della
verità, infatti, ha messo a nudo il re. La fiaba è raccontata
dalla viva voce dei consiglieri comunali di centrodestra.
<<Ribadisco la mia posizione contraria – manda a dire da
Porretta Terme l’azzurra Maria Luisa Varcasia – poiché la
centrale vincolerebbe lo sviluppo agricolo e turistico che
ricerchiamo da anni>>. A ruota, ecco Pierluigi Pennini, altro
forzista ormai in rotta di collisione con Palazzo di città.
<<Dico no – ha spiegato in consiglio – perché si rischia di fare
della Sibaritide la pattumiera d’Italia>>. Sempre tra le mura di
Fi, accanto alle perplessità dell’imprenditore agricolo Domenico
Alfano, convive la prudenza di Gianni Lombardi. Che non azzarda
prese di posizione, in attesa di <<approfondire la
documentazione disponibile>>, ma intanto lancia l’ipotesi <<di
una valutazione ambientale complessiva, a livello
comprensoriale>>.
Fin qui gli azzurri. E se il Nuovo Psi e la Fiamma Tricolore al
momento tacciono, chi si dibatte tormentata è Alleanza
Nazionale. Gianfranco Fini, appena sabato scorso, a Reggio aveva
disegnato per la Calabria linee di sviluppo legate a turismo ed
agricoltura. Ecco come hanno risposto i suoi in consiglio
comunale. Gigi Serra, capogruppo, ha tracciato il sentiero sulla
quale il resto della maggioranza, trascinata da Liborio Bloise,
Vittorio Martucci e Giuseppe Graziadio, si è poi incamminata per
evitare scivoloni. <<Contro la volontà popolare – ha detto Serra
– non andremo, ma la questione va comunque discussa, ed i pro ed
i contro esaminati attentamente>>. Un’apertura ai possibilisti,
smentita però dagli altri due aennini. <<Come medico e
consigliere – gli ha fatto eco Roberto Bruno – sono contrario ad
una centrale in quel sito>>. <<Mio figlio – ha aggiunto il
collega di gruppo Pietro Francomano – mi ha imposto di dire no.
Serra ha lasciato uno spiraglio, ma An è nettamente contraria>>.
Alla fine, con un ordine del giorno puramente politico e di
nessuna valenza giuridico – amministrativa, Doria è stata
salvata. Ma la centrale - pendolare inizia ora il suo viaggio
per il Comune. Cassano conta quattro centri abitati, tra loro
distanti, l’uno dall’altro, non più di otto chilometri. Ovunque
vada, la centrale sarà sempre vicina a case, campagne,
agricoltori e modelli di sviluppo confliggenti. Per lei, adesso,
due soluzioni: contrada Silva, al confine con Francavilla, o
contrada Garda, a ridosso della Piana di Cammarata. Altri siti
l’impervia Cassano non permette: la natura, diffidando degli
uomini e dei politici, preferisce difendersi da sola.
Gianpaolo Iacobini |