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Tre
giorni di studi e dibattiti sui sistemi di scrittura dei
dialetti dell’Italia meridionale ed insulare.
Da domani, e fino a domenica prossima, il Golf Village di Marina
di Sibari ospiterà la serie di seminari tematici organizzati
dall’Istituto di ricerca e studi di demologia e dialettologia,
diretto dal professor Leonardo Alario. Una manifestazione
certamente riservata agli
esperti del settore, ma di sicura valenza internazionale. Messa
in piedi con la collaborazione delle Università di Messina, Bari
e Cosenza, e del centro di dialettologia calabrese di Locri.
<<Il convegno – spiega Alario – si prefigge l’individuazione di
una piattaforma comune, alla quale fare riferimento nello studio
delle differenze grafiche presenti nella scrittura dei dialetti
romanzi ed alloglotti del meridione e delle isole d’Italia.
Diversità spesso notevoli, che traggono origine dalla scarsa
autorità della tradizione scritta, mai codificata in norme
ortografiche precise>>. Al fine dunque di evitare il disperdersi
di un sicuro patrimonio linguistico, studiosi di fama mondiale
si confronteranno sull’esistente, proponendo l’adozione di
sistemi di scrittura semplificati ed unificati. Una rete,
insomma, per tenere assieme, sia pure nel rispetto delle
reciproche peculiarità, lingue minori, quali, ad esempio, i
dialetti pugliesi e lucani, quelli grecanici ed occitani, gli
arabeggianti idiomi siciliani. Passando, naturalmente, per il
calabrese.
Molti, e tutti qualificati, i relatori che prenderanno la parola
per offrire un contributo alla discussione. Al comitato
organizzatore, composto, oltre che da Alario, dagli accademici
baresi Annaluisa Rubano e Pasquale Caratù, e dal messinese
Giuseppe Falcone, si aggiungeranno i leccesi Giovambattista
Bancarella e Pietro Salamac, i cagliaritani Massimo Arcangeli e
Maria Antonietta Dettori, i romani Rita Fresu e Maria Rosaria
Carosella, i catanesi Salvatore Menza e Salvatore Trovato, il
cosentino Ottavio Cavalcanti.
Domani, prima giornata, si terranno due sessioni, una mattutina
e l’altra pomeridiana. Identico il programma di sabato.
Domenica, invece, sessione mattutina conclusiva, seguita dalla
celebrazione della Santa messa. Nel pomeriggio, infine, prima
della chiusura ufficiale dell’evento, visita ai Musei Diocesano
e Archeologico.
Gianpaolo Iacobini |