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.Lunedì 28 Ottobre 2002

Sibaritide – Aeroporto, storia di un sogno a rischio.


Aeroporto: la Calabria citeriore lo vuole, Roma frena. Storia di un sogno a rischio.
Sibari, contrada Olmo Torto. Cuore della Piana. Qui, in mezzo a campi pianeggianti coltivati ad ortaggi e grano, ai bordi della statale 534, dovrebbe sorgere lo scalo aeroportuale della Sibaritide. Il quarto della Calabria, destinato a servire un comprensorio popolato da oltre settecentomila anime, compresi i cugini lucani residenti nelle province di Matera e Potenza. Olmo Torto e i suoi contadini aspettano sereni il gran giorno, ma le notizie che giungono da Roma non ispirano fiducia.
Un passo indietro. Nel 1997 la regione Calabria approva il piano regionale dei trasporti. La Piana strappa l’aeroporto. L’11 novembre 1998 il senatore socialista Cesare Marini presenta un disegno di legge <<sull’istituzione e costruzione dell’aeroporto di Sibari>>. Due percorsi paralleli, uno regionale, l’altro parlamentare, per un unico traguardo: l’aeroporto.
La Regione prosegue spedita per la sua strada. Nel 2000 uno studio di fattibilità commissionato dal Dipartimento Trasporti abbozza i tratti del nascituro scalo, prevedendo un investimento da 90 miliardi di vecchie lire. Seguono progetti esecutivi e intese istituzionali. Nel frattempo, il cammino del ddl Marini s’impantana nella palude romana. Certo, stando alle prerogative riconosciute alle regioni dalla modifica in senso federalista dell’articolo 117 della Costituzione, la Regione potrebbe far da sé, ma Roma ha promesso investimenti cospicui, quasi 14 milioni di euro. Legati a due fattori tra loro in simbiosi: l’approvazione del ddl Marini e di una legge di spesa che trasferisca quei fondi in Calabria.
Facile? Tutt’altro. Il 13 febbraio 2001 il disegno di legge approda in Commissione Affari Costituzionali, sottocommissione pareri, e riceve il via libera. Il successivo dicembre lo scenario cambia. L’Italia ha mutato indirizzo già da tempo, scegliendo il Governo Berlusconi e la Casa delle Libertà. La questione approda nella Commissione lavori pubblici. <<Il relatore Francesco Chirilli (Fi), dopo aver ricordato che quello di Sibari sarebbe il quarto aeroporto nella regione Calabria – recitano i resoconti della seduta dell’11 dicembre – e che pertanto sarebbe necessaria un’attenta valutazione dei costi – benefici derivanti da questa infrastruttura, illustra il provvedimento>>.
Il testo contiene disposizioni analitiche, <<di dettaglio>>. Una precisione forse eccessiva, sulla quale già nella precedente legislatura, in molti avevano avuto da ridire. Ma sul finire del 2001 è bufera. <<Il relatore Chirilli – prosegue il verbale della seduta – ricorda che sulla proposta di costruzione di questo aeroporto esiste un parere molto complesso dell’Enac, che ne evidenzia i punti critici e farebbe propendere per un eventuale adeguamento strutturale degli aeroporti già esistenti>>. La ciliegina sulla torta l’aggiunge il senatore Egidio Pedrini (Udeur) <<per sottolineare come il provvedimento manchi della quantificazione degli oneri>>.
Inizia la via crucis. La Commissione territorio, ambiente e beni ambientali non pone ostacoli, ma nella Affari Costituzionali le cose si complicano. Terribilmente. Il 23 gennaio 2002 cambia il relatore, ma la musica è sempre la stessa. Il senatore Luciano Falcier (Fi) solleva presunti <<contrasti del ddl con il riformato articolo 117 della Costituzione>>, e propone pertanto <<l’espressione di un parere contrario>>.
Passa l’estate, arriva ottobre. Il primo del mese battaglia cruciale in Commissione. Parla Cesare Marini, che <<sottolinea l’importanza della costruzione dell’aeroporto in un’area, quella di Sibari, che rappresenta il più vasto ed omogeneo territorio della Calabria>>, segnalando <<l’esistenza di 26 miliardi di vecchie lire stanziati con le leggi finanziarie 2001 e 2002>>. <<Si tratta quindi – aggiunge Marini – di approvare una legge di spesa che consenta il trasferimento delle dette risorse alla Regione Calabria>>. A ciò si aggiungono una serie di emendamenti volti al superamento dei rilievi di incostituzionalità.
Ancora non basta. Chirilli ribadisce <<la necessità di verificare la fattibilità dell’opera sulla base di un preventivo studio dell’Enac>>. La verde Anna Donati rileva come <<la Commissione non abbia alcun elemento per valutare l’effettiva domanda di utilizzo, credibile e certificata, di una simile infrastruttura>>. Celestino Pedrazzini, senatur della Lega Nord, dichiara che <<non è immaginabile pensare che la costruzione di un aeroporto possa essere supportata, in termini di redditività, dal solo flusso turistico>>. L’aennino Giuseppe Menardi da Cuneo chiede <<quale sia la ragione per la quale, dato che si tratta di un’opera della regione Calabria, non sia la stessa regione a finanziarsela integralmente>>. Infine, a chiudere, l’opinione del sottosegretario ai Trasporti ed Infrastrutture, il forzista Guido Viceconte. <<Dopo la riforma del titolo V della Costituzione – fa osservare il viceministro – la materia della costruzione degli aeroporti civili rientra tra quelle concorrenti con le regioni. L’intervento finanziario dovrebbe pertanto essere a carico della regione Calabria>>.
Due settimane dopo, il quindici di ottobre, tocca gli emendamenti. Il ddl Marini viene “ripulito” dalle disposizioni di dettaglio e dalle incrostazioni incostituzionali. La Sottocommissione approva, ma l’aeroporto resta ancora un miraggio lontano. Prudentemente, dalle parti di Olmo Torto gli agricoltori continuano a coltivare ortaggi e grano. Per le ruspe e gli aerei c’è tempo: antica saggezza contadina.

Gianpaolo Iacobini

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