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“Non voglio essere ricordato come il sindaco che ha voluto per
forza la costruzione della centrale termoelettrica. Io resto
della mia opinione, ma, prima di prendere una qualsiasi
decisione, terrò conto dell’opinione della popolazione cassanese
e, in special modo, dei cittadini di Doria”. Il sindaco si dice
disponibile a confrontarsi sulla possibilità di costruire una
centrale termoelettrica nel territorio della città delle Terme e
delle Grotte. Martedì sera, nell’aula consiliare, una
delegazione del comitato cittadino sorto per la salvaguardia
dell’ambiente e della salute e che si oppone fermamente alla
costruzione dell’impianto che dovrebbe sorgere a Doria, ha
incontrato il primo cittadino cassanese e, nella mattinata di
ieri, una delegazione dello stesso comitato ha incontrato il
Vescovo della Diocesi di Cassano, monsignor Domenico Graziani.
Sugli esiti di quest’ultimo incontro non è stato emesso nessun
comunicato ufficiale. Si è riusciti solo a sapere che monsignor
Graziani ha ribadito, ancora una volta, che la Chiesa cassanese
ha bisogno di conoscere e approfondire, nei minimi
particolari, il progetto con gli eventuali costi e benefici.
Tutto ufficiale, invece, l’esito dell’incontro di martedì sera
con il sindaco, a cui hanno partecipato anche i giornalisti. La
riunione è stata introdotta da Gianni Papasso che ha messo
subito in evidenza l’eterogeneità del comitato che vede al suo
interno medici, operatori turistici, imprenditori agricoli e
singoli cittadini di ogni estrazione sociale, politica e
culturale. Papasso, così come altri esponenti del comitato
presenti all’incontro, ha disapprovato il comportamento del
sindaco Senise perché, nonostante fosse a conoscenza da diverso
tempo del progetto dell’Ansaldo, non ha mai sentito il bisogno
di informare il consiglio comunale o la popolazione. “Sulla
centrale avremmo preferito essere coinvolti e dire la nostra
dall’inizio e non a cose quasi già fatte”, ha affermato Papasso.
Poi, ha spiegato le motivazioni che hanno convinto i componenti
del comitato a schierarsi apertamente per il “no” alla
costruzione dell’impianto. Ha messo in evidenza, richiamando le
preoccupazioni dell’assessore regionale ai Lavori Pubblici, la
possibile incompatibilità tra la centrale e la costruzione
dell’aeroporto, nonché il possibile impatto ambientale, il
relativo impatto paesaggistico e i forti danni che potrebbero
derivare per l’agricoltura e il turismo. Per il comitato, la
città di Cassano, che già vive una situazione ambientale
allarmante, non ha bisogno di alcuna centrale, cosi come
l’intera Regione Calabria. “Esportiamo già più del 30%
dell’energia che produciamo”. All’incontro hanno dato il loro
contributo, intervenendo, anche Salvatore Caruso, Federico
Carlucci e Marcellino Alunni Pattoia. Senise ha sostenuto che le
preoccupazioni espresse dai rappresentanti del comitato sono
legittime, però queste non devono indurre al facile allarmismo e
creare preoccupazione nella popolazione. L’agire del sindaco è
stato dettato “dalla volontà di poter dare un’opportunità ai
cittadini cassanesi”. Per Senise bisogna valutare attentamente
“l’investimento di 1000 miliardi che comporta tre anni di lavoro
per circa 400 cittadini in fase di costruzione, 100 posti di
lavoro quando l’impianto sarà a regime, più l’indotto, circa
tre miliardi all’anno per il comune e l’urbanizzazione di alcune
zone.”. Senise ha precisato, però, che non prenderà mai una
decisione che sia in contrasto con la volontà popolare. Il
comitato e il sindaco si rivedranno nella mattinata di sabato
prossimo.
Antonio Iannicelli |