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Aumentano
i dubbi sull’insediamento a Doria della centrale termoelettrica
a ciclo combinato alimentata a metano. Il progetto dell’Ansaldo
Energia prevede un investimento di circa 500 milioni di euro. La
centrale, che occuperà un area di circa 15 ettari, avrà una
potenza lorda di circa 780 MW e un'efficienza netta pari a oltre
il 56%. Ma per Vittorio Mincato, amministratore delegato
dell’Eni nel 2005 potrebbero verificarsi le prime carenze di
metano a seguito di un’insufficienza di strutture. <Dovrebbe
verificarsi – secondo Mincato – un deficit di offerta, con una
domanda di gas naturale, che nei prossimi anni è stimata in
crescita a tassi superiori alla media europea: intorno al 2010
il consumo annuo sarà prossimo ai 100 miliardi di metri cubi
(oggi siamo sui 70 miliardi di metri cubi) e il contributo di
gas alla copertura del fabbisogno energetico nazionale crescerà
dall’attuale 32 al 37 per cento>. Per la centrale di Doria, che
sarà terminata nel 2007, dunque, ci sarebbero dei problemi di
reperimento metano, in quanto già fra tre anni si prevede un
black out sul reperimento del gas. Ma niente paura, a venire
incontro alla possibile defaillance del metano, c’è il vecchio,
caro carbone. Nel decreto legge del 7 marzo 2002, della legge
n°82 del 6 maggio 2002, infatti, si prevede la trasformazioni
delle combustioni delle centrali da metano in carbone. <Negli
impianti di combustione con potenza termica nominale, per
singolo focolare, uguale o superiore a 50mega watt, è consentito
l’uso di coke da petrolio con contenuto di zolfo non superiore
al 3 per cento in massa>. Dunque, il carbone come soluzione alla
difficoltà di reperimento di metano.
Occupazione
Potrebbe la centrale di Doria diminuire il numero di disoccupati
a Cassano? Forse si, forse no. La centrale progettata
dall’Ansaldo prevede sicuramente della manodopera specializzata,
che al momento Cassano non riesce ad assicurare. L’apertura del
nuovo impianto prevede nella fase dei lavori di cantiere, una
manodopera che richiede circa 250 unità, che però, scenderebbero
a 150 unità come addetti diretti della centrale. Tra questi 150,
una parte dovrebbe essere riservata agli operai del luogo.
Secondo l’Ansaldo il sindaco di Cassano, Roberto Senise, avrebbe
firmato un protocollo d’intesa per definire il numero di persone
che andrebbero a lavorare alla centrale, per i quali l’Ansaldo
avrebbe previsto dei corsi di formazione.
Inquinamento
Con un insediamento di una centrale termoelettrica di certo non
sono trascurabili le conseguenze ambientali. Con una potenza di
circa 800 megawatt (800.000 kilowatt) ci sarebbe un consumo di
un miliardo di metri cubi di metano in una superficie occupata
di oltre 15 ettari, con ciminiere bicanna fino a 60 metri
d'altezza e immensi fabbricati di 25 metri d'altezza. Le
polveri sottili, di ossidi e biossidi di azoto e di ossidi e
biossidi di carbonio, attraverso le alte ciminiere, si
andrebbero a disperdere nell’area circostante per un raggio di
20 chilometri. I fumi smaltiti dai camini, oltre al carico
inquinante, potrebbero addurre nell'atmosfera un notevole
apporto energetico, avendo temperatura non inferiore ai 100°C,
dunque con possibili conseguenze sul microclima locale e
interazioni con le precipitazioni e le temperature ambientali.
Verrebbero consumati 40 metri cubi di acqua all’ora, con un
consumo di acqua potabile pari a 1800 metri cubi all’anno. Ci
sarebbe uno scarico di acque reflue di 40 mila metri cubi
all’anno, con 30 tonnellate di fanghi da trattamento delle acque
reflue all’anno.
Compatibilità aeroporto
Per il sindaco di Cassano, Roberto Senise, la centrale è
compatibile con l’Areroporto. In merito, però, si deve attendere
ancora il parere dell’Enac ed ell’Enab. Nessun problema, secondo
gli ingegneri dell’Ansaldo. Sarebbero già state avviate le
procedure di compatibilità. L’aeroporto di terzo livello di
Sibari prevede una pista di 1600 metri, che potrebbe
trasformarsi, in tempi migliori, in una da 2400 metri. L’Ansaldo
ha fatto sapere che il parere è stato chiesto proprio per la
pista da 2400 metri. Tutti ottimisti, ma oltre alla pista si
dovrebbero tener conto anche delle distanze di sicurezza tra
l’Aeroporto e qualsiasi tipo di insediamento. La centrale,
infatti dovrebbe sorgere a ridosso del centro abitato di Doria e
la pista di decollo e atterraggio degli aerei.
Agricoltura
Non fanno salti di gioia per l’insediamento della centrale gli
agricoltori, i cui insediamenti produttivi si troverebbero a
ridosso o nel perimetro a rischio inquinamento della centrale.
Sarà una novità difficile da digerire per gli agricoltori che
finora hanno predisposto per le loro colture di olive, di agrumi
e vigneti dei trattamenti biologici. Per i loro appezzamenti di
terreno nessun pesticida finora o antiparassitario. Da oggi
potrebbero dover fare i conti con gli ossidi di carbonio e
azoto. Un futuro a rischio per qualsiasi coltura agricola.
Dismissione centrali
Durante la presentazione del progetto da parte della centrale è
anche emerso un dato importante riguardante la dismissione delle
centrali. Secondo i tecnici sarebbe <più redditizio dimetterle
che costruirle>. Se ci fosse carenza di metano, dunque, sarebbe
abbastanza facile dismettere una centrale per costruirne
un’altra, magari a carbone. La legislazione in merito alle
centrali prevede infatti che prima della costruzione si proceda
a reperire dei fondi per una sicura dismissione, che avverrebbe
non oltre i venti anni. Se prima, ancora meglio.
Erminia Zuccaro |