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Giovedì 26 Settembre 2002

Il nuovo impianto termoelettrico di Cassano creerebbe pochi posti di lavoro e molti interrogativi sull’utilità - Tutti i dubbi sulla centrale - I problemi di compatibilità con l’aeroporto e con l’agricoltura biologica


 Aumentano i dubbi sull’insediamento a Doria della centrale termoelettrica a ciclo combinato alimentata a metano. Il progetto dell’Ansaldo Energia prevede un investimento di circa 500 milioni di euro. La centrale, che occuperà un area di circa 15 ettari, avrà una potenza lorda di circa 780 MW e un'efficienza netta pari a oltre il 56%. Ma per Vittorio Mincato, amministratore delegato dell’Eni nel 2005 potrebbero verificarsi le prime carenze di metano a seguito di un’insufficienza di strutture. <Dovrebbe verificarsi – secondo Mincato – un deficit di offerta, con una domanda di gas naturale, che nei prossimi anni è stimata in crescita a tassi superiori alla media europea: intorno al 2010 il consumo annuo sarà prossimo ai 100 miliardi di metri cubi (oggi siamo sui 70 miliardi di metri cubi) e il contributo di gas alla copertura del fabbisogno energetico nazionale crescerà dall’attuale 32 al 37 per cento>. Per la centrale di Doria, che sarà terminata nel 2007, dunque, ci sarebbero dei problemi di reperimento metano,  in quanto già fra tre anni si prevede un black out sul reperimento del gas. Ma niente paura, a venire incontro alla possibile defaillance del metano, c’è il vecchio, caro carbone. Nel decreto legge del 7 marzo 2002, della legge n°82 del 6 maggio 2002, infatti, si prevede la trasformazioni delle combustioni delle centrali da metano in carbone. <Negli impianti di combustione con potenza termica nominale, per singolo focolare, uguale o superiore a 50mega watt, è consentito l’uso di coke da petrolio con contenuto di zolfo non superiore al 3 per cento in massa>. Dunque, il carbone come soluzione alla difficoltà di reperimento di metano.

Occupazione
Potrebbe la centrale di Doria diminuire il numero di disoccupati a Cassano? Forse si, forse no. La centrale progettata dall’Ansaldo prevede sicuramente della manodopera specializzata, che al momento Cassano non riesce ad assicurare. L’apertura del nuovo impianto prevede nella fase dei lavori di cantiere, una manodopera che richiede circa 250 unità, che però, scenderebbero a 150 unità come addetti diretti della centrale. Tra questi 150, una parte dovrebbe essere riservata agli operai del luogo. Secondo l’Ansaldo il sindaco di Cassano, Roberto Senise, avrebbe firmato un protocollo d’intesa per definire il numero di persone che andrebbero a lavorare alla centrale, per i quali l’Ansaldo avrebbe previsto dei corsi di formazione.

Inquinamento
Con un insediamento di una centrale termoelettrica di certo non sono trascurabili le conseguenze ambientali.  Con una potenza di circa 800 megawatt (800.000 kilowatt) ci sarebbe un consumo di un miliardo di metri cubi di metano in una superficie occupata di oltre 15 ettari, con ciminiere bicanna fino a 60 metri d'altezza e immensi fabbricati di 25 metri d'altezza.  Le polveri sottili, di ossidi e biossidi di azoto e di ossidi e biossidi di carbonio, attraverso le alte ciminiere, si andrebbero a disperdere nell’area circostante per un raggio di 20 chilometri.  I fumi smaltiti dai camini, oltre al carico inquinante, potrebbero addurre nell'atmosfera un notevole apporto energetico, avendo temperatura non inferiore ai 100°C, dunque con possibili conseguenze sul microclima locale e interazioni con le precipitazioni e le temperature ambientali.  Verrebbero consumati 40 metri cubi di acqua all’ora, con un consumo di acqua potabile pari a 1800 metri cubi all’anno. Ci sarebbe uno scarico di acque reflue di 40 mila metri cubi all’anno, con 30 tonnellate di fanghi da trattamento delle acque reflue all’anno.

Compatibilità aeroporto
Per il sindaco di Cassano, Roberto Senise, la centrale è compatibile con l’Areroporto. In merito, però, si deve attendere ancora il parere dell’Enac ed ell’Enab. Nessun problema, secondo gli ingegneri dell’Ansaldo. Sarebbero già state avviate le procedure di compatibilità. L’aeroporto di terzo livello di Sibari prevede una pista di 1600 metri, che potrebbe trasformarsi, in tempi migliori, in una da 2400 metri. L’Ansaldo ha fatto sapere che il parere è stato chiesto proprio per la pista da 2400 metri. Tutti ottimisti, ma oltre alla pista si dovrebbero tener conto anche delle distanze di sicurezza tra l’Aeroporto e qualsiasi tipo di insediamento. La centrale, infatti dovrebbe sorgere a ridosso del centro abitato di Doria e la pista di decollo e atterraggio degli aerei.

Agricoltura
Non fanno salti di gioia per l’insediamento della centrale gli agricoltori, i cui insediamenti produttivi si troverebbero a ridosso o nel perimetro a rischio inquinamento della centrale. Sarà una novità difficile da digerire per gli agricoltori che finora hanno predisposto per le loro colture di olive, di agrumi e vigneti dei trattamenti biologici. Per i loro appezzamenti di terreno nessun pesticida finora o antiparassitario. Da oggi potrebbero dover fare i conti con gli ossidi di carbonio e azoto. Un futuro a rischio per qualsiasi coltura agricola.

Dismissione centrali
Durante la presentazione del progetto da parte della centrale è anche emerso un dato importante riguardante la dismissione delle centrali. Secondo i tecnici sarebbe <più redditizio dimetterle che costruirle>. Se ci fosse carenza di metano, dunque, sarebbe abbastanza facile dismettere una centrale per costruirne un’altra, magari a carbone. La legislazione in merito alle centrali prevede infatti che prima della costruzione si proceda a reperire dei fondi per una sicura dismissione, che avverrebbe non oltre i venti anni. Se prima, ancora meglio.

Erminia Zuccaro

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