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Domenica 29 Settembre 2002

Una nuova “era” energetica In Calabria quattro impianti - Il Sole 24 Ore: <Biossido di carbonio quanto 20mila auto>


Sono in tutto 646 i nuovi progetti di impianti elettrici presentati sul territorio italiano. Così la potenza installata in Italia passerebbe dagli attuali 77 mila a 189 mila megawatt. Anche la Calabria è stata presa in considerazione. E’ stato, infatti, firmato un accordo di programma tra la Regione Calabria e la Sondel per la realizzazione di 4 centrali termoelettriche proprio in Calabria. La produzione dovrebbe essere di circa 3200 megawatt complessivi, con un investimento di natura privata di oltre 1600milioni di euro. Regione Calabria e Sondel hanno individuato <come aree di interesse prioritario per lo sviluppo del progetto> le province di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria. Già avviati i progetti delle centrali termoelettriche a ciclo combinato da metano, da 800megawatt ciascuna per Altomonte e Simeri Crichi. Per Cassano e la Piana di Gioia Tauro si è in attesa della Valutazione d’impatto ambientale (VIA). Visto un incremento tale della produzione di energia in Calabria, potrebbe essere imminente la dismissione delle attuali centrali a olio o ad altro combustibile. Solo così si potrebbe giustificare un così elevato insediamento di centrali termoelettriche sul territorio calabrese. Secondo una fonte del Sole 24ore, se questi progetti saranno realizzati, la potenza elettrica della rete nazionale aumenterà di 114mila 600 megawatt, più del doppio del fabbisogno massimo dell’Italia. Con l’incremento della produzione di energia, aumenteranno anche i fattori inquinanti. Un’innovazione che non ci si può permettere perché c’è la necessità di diminuire le emissioni di anidride carbonica (CO2, il principale “gas serra”) del 6,5% entro il 2008-2012, in Italia le emissioni di CO2 sono invece aumentate, dal 1990, di più del 5%. Entro soli 4 anni dovrebbero entrare nel sistema energetico nazionale almeno altre 26 tra centrali elettriche e nuove unità di centrali già esistenti, per un'iniezione di potenza di 8.300 megawatt. Il che equivale al fabbisogno di oltre 2 milioni di famiglie. <Un impianto da 1.000 megawatt  - si legge nella relazione del Sole 24ore - produce tanto biossido di carbonio quanto 20 mila auto, in moto 24 ore su 24 con l'acceleratore pigiato al massimo. In un'ora una centrale da 350 megawatt consuma 40 mila metri cubi di metano: un appartamento ne utilizza per il riscaldamento 3 mila in un anno. Senza contare l'emissione di ossidi di azoto che portano le piogge acide, il calore diffuso nell'ambiente circostante e la presenza di colossi industriali a pochi metri dai centri abitati>.

Erminia Zuccaro

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