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Domenica 29 Settembre 2002

E’ stata posata la prima pietra della megastruttura che sorgerà ad Altomonte. I timori di cittadini e agricoltori. Ma il ministro Marzano: ci si è presi cura degli aspetti ambientali - La centrale della protesta - In funzione nel 2005. Investimenti per 300 milioni di euro


Ad Altomonte la posa della prima pietra per la centrale termoelettrica a ciclo combinato, alimentata a metano.  Una centrale da 800 megawatt, che entrerà in funzione agli inizi del 2005 per produrre 5 miliardi di chilowattora l’anno per un rendimento di oltre il 56 per cento e investimenti complessivi previsti per 300 milioni di euro. Un’occasione per il sindaco di Altomonte, Costantino Belluscio, di sviluppo e di modernità per tutto il territorio. A trarne beneficio, per il sindaco, saranno soprattutto i lavoratori locali. <Sarà un vantaggio,  in modo particolare, per gli agricoltori>. Ma ad Altomonte non la pensano tutti così. E’ una centrale che rientra nel Comune di Altomonte, ma che dista 8 chilometri dal centro abitato, che invece si trova molto più vicina a Firmo. Divideranno le ciminiere della centrale dagli abitanti di Firmo soltanto due chilometri. Intanto era presente all’inaugurazione anche il ministro alle Attività produttive, Antonio Marzano. <Ci si è presi cura degli aspetti ambientali – ha sottolineato Marzano – Bisogna, comunque, ricordare che nell’ambiente ci sono anche gli uomini che devono essere occupati e non rimanere disoccupati>. Non erano della stessa idea del ministro Marzano tutte quelle persone che hanno manifestato contro l’insediamento della centrale. A Marzano, infatti, invece di applausi sono stati riservati anche dei fischi. Dei sassi hanno anche raggiunto delle automobili. Dei gesti non di certo di incoraggiamento, che sintetizzano come l’opinione pubblica e gli abitanti di Altomonte e Firmo non hanno scelto, né voluto la centrale, ma di come siano state decisioni calate dall’alto. <Si tratta  - è stato commentato - di un attacco agroalimentare della zona e alle 4mila persone che lavorano nel settore>.  La manifestazione è stata animata dal no dei Col diretti che sventolavano le loro bandiere e che hanno rallentato il traffico è ostruito il passaggio che porterà alla centrale. Intanto, secondo il presidente di Edison, la società che ha progettato e costruirà la centrale, Umberto Quadrino <la centrale di Altomonte sarà la prima a entrare in esercizio tra le centrali del piano strategico di Edison, che prevede la costruzione di 4 mila nuovi megawatt in Italia, il raggiungimento nei prossimi cinque anni di una potenza istallata complessiva di 14 mila megawatt>. Presente alla manifestazione anche il vescovo della Diocesi di Cassano, monsignor Domenico Graziani, anche lui presente alla posa della prima pietra della centrale che ha fatto registrare non pochi dissenzi da parte della popolazione.

Erminia Zuccaro

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