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 Giovedì 05 Settembre 2002

Sibaritide-  Più di ottomila presenze al Museo nazionale e al Parco archeologico - Il fascino della cultura - L'archeologa Luppino: ma si può fare meglio   


 Cassano Ionio – L'estate del Museo nazionale e del Parco archeologico della Sibaritide nelle parole dell'archeologa Silvana Luppino, che coordina le due realtà a ventiquattro carati dell'Eldorado nostrano. Che oltre a mare, sole, clima californiano (anche se quest'anno se n'è visto poco) offre risorse storico e culturali. Come, appunto, Museo e Parco archeologico. La Luppino racconta con soddisfazione e una sottile striscia d'amarezza l'estate 2002. L'orgoglio è giustificato dai numeri più che buoni e in netto aumento rispetto al 2001. Il rammarico è provocato dalla coscienza che si potrebbe fare molto di più. Basterebbe crederci e approntare per tempo e con capacità una minima campagna promozionale. «Non credo d'esagerare – precisa – quando affermo che potremmo anche raddoppiare le presenze». La studiosa non s'affida unicamente alle parole, affiancando cifre. «A giugno, luglio e agosto al Museo abbiamo registrato 7350 presenze. Oltre 8000, invece, i visitatori del Parco archeologico. Durante il mese di giugno, il Museo ha toccato quota 1232 mentre il Parco 1373. A luglio, 2552 al Museo e 2300 al Parco. Ad agosto, infine, il vero boom con 3560 presenze al Museo e 4619 al Parco archeologico. L'aumento rispetto all'estate 2001 ha sfiorato le 3000 unità, considerato che l'anno scorso ci siamo fermati a più o meno a quota 12000». Chiuso il capitolo freddamente numerico, giusto spazio al rammarico per quanto si potrebbe fare e non viene fatto. «Nessuno degli enti attivi sul territorio, Comune, Provincia e Regione, ha fatto e fa molto per promuovere il prodotto Sibari. Non mi risultano iniziative specifiche e concordate, ma solo idee sporadiche. Ultimi della serie sono stati gli spettacoli teatrali messi in cantiere nel Parco archeologico dall'assessorato regionale al Turismo e dall'Apt di Cosenza. Si tratta di serate che richiamano molto pubblico, dalle 500 alle 600 persone a serata, ma organizzate fuori da un cartellone accurato. Quest'anno, a esempio, abbiamo saputo della prima rappresentazione solo pochi giorni prima della data prevista. Se Regione, Apt e Comune organizzassero assieme a noi un programma magari allargato alla musica classica oltreché al teatro, i risultati sarebbero decisamente migliori, con benefici per tutti. Certo che appena due manifestazioni sono poche per una realtà culturale e turistica del calibro di Sibari. Che in estate riesce a richiamare centinaia di migliaia di vacanzieri. Non si può abbandonare l'iniziativa promozionale unicamente nelle mani dei privati. Che nonostante lavorino bene non vendono un prodotto complessivo». La dottoressa Luppino invita a individuare dei grandi poli attrattivi su cui puntare con decisione a livello regionale e provinciale. Quindi, rende ancora più gustoso il piatto sibarita precisando che le eventuali manifestazioni potrebbero essere accolte anche nel cuore degli scavi, tra ruderi, capitelli e mosaici d'epoca greca e romana. «Con gli opportuni accorgimenti previsti dalla legge si potrebbe fare anche questo. Ma bisogna volerlo e prevederlo per tempo». L'archeologa sibarita affonda le unghie in una piaga fin troppo evidente dell'indotto turistico comprensoriale: la noncuranza dei Palazzi nonostante la straordinaria ricchezza concessa da Madre Natura: sole, mare, montagna, grotte, terme, archeologia e altro ancora. Ingredienti capaci di creare un menù da sogno, appetibile per i palati turistici più diversi ed eventualmente esigenti. Senza dimenticare la chance che saranno aperte dal nascente aeroporto della Sibaritide

Domenico Marino

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