|
Cassano
Ionio – L'estate del Museo nazionale e del Parco archeologico
della Sibaritide nelle parole dell'archeologa Silvana Luppino,
che coordina le due realtà a ventiquattro carati dell'Eldorado
nostrano. Che oltre a mare, sole, clima californiano (anche se
quest'anno se n'è visto poco) offre risorse storico e culturali.
Come, appunto, Museo e Parco archeologico. La Luppino racconta
con soddisfazione e una sottile striscia d'amarezza l'estate
2002. L'orgoglio è giustificato dai numeri più che buoni e in
netto aumento rispetto al 2001. Il rammarico è provocato dalla
coscienza che si potrebbe fare molto di più. Basterebbe crederci
e approntare per tempo e con capacità una minima campagna
promozionale. «Non credo d'esagerare – precisa – quando affermo
che potremmo anche raddoppiare le presenze». La studiosa non
s'affida unicamente alle parole, affiancando cifre. «A giugno,
luglio e agosto al Museo abbiamo registrato 7350 presenze. Oltre
8000, invece, i visitatori del Parco archeologico. Durante il
mese di giugno, il Museo ha toccato quota 1232 mentre il Parco
1373. A luglio, 2552 al Museo e 2300 al Parco. Ad agosto,
infine, il vero boom con 3560 presenze al Museo e 4619 al Parco
archeologico. L'aumento rispetto all'estate 2001 ha sfiorato le
3000 unità, considerato che l'anno scorso ci siamo fermati a più
o meno a quota 12000». Chiuso il capitolo freddamente numerico,
giusto spazio al rammarico per quanto si potrebbe fare e non
viene fatto. «Nessuno degli enti attivi sul territorio, Comune,
Provincia e Regione, ha fatto e fa molto per promuovere il
prodotto Sibari. Non mi risultano iniziative specifiche e
concordate, ma solo idee sporadiche. Ultimi della serie sono
stati gli spettacoli teatrali messi in cantiere nel Parco
archeologico dall'assessorato regionale al Turismo e dall'Apt di
Cosenza. Si tratta di serate che richiamano molto pubblico,
dalle 500 alle 600 persone a serata, ma organizzate fuori da un
cartellone accurato. Quest'anno, a esempio, abbiamo saputo della
prima rappresentazione solo pochi giorni prima della data
prevista. Se Regione, Apt e Comune organizzassero assieme a noi
un programma magari allargato alla musica classica oltreché al
teatro, i risultati sarebbero decisamente migliori, con benefici
per tutti. Certo che appena due manifestazioni sono poche per
una realtà culturale e turistica del calibro di Sibari. Che in
estate riesce a richiamare centinaia di migliaia di vacanzieri.
Non si può abbandonare l'iniziativa promozionale unicamente
nelle mani dei privati. Che nonostante lavorino bene non vendono
un prodotto complessivo». La dottoressa Luppino invita a
individuare dei grandi poli attrattivi su cui puntare con
decisione a livello regionale e provinciale. Quindi, rende
ancora più gustoso il piatto sibarita precisando che le
eventuali manifestazioni potrebbero essere accolte anche nel
cuore degli scavi, tra ruderi, capitelli e mosaici d'epoca greca
e romana. «Con gli opportuni accorgimenti previsti dalla legge
si potrebbe fare anche questo. Ma bisogna volerlo e prevederlo
per tempo». L'archeologa sibarita affonda le unghie in una piaga
fin troppo evidente dell'indotto turistico comprensoriale: la
noncuranza dei Palazzi nonostante la straordinaria ricchezza
concessa da Madre Natura: sole, mare, montagna, grotte, terme,
archeologia e altro ancora. Ingredienti capaci di creare un menù
da sogno, appetibile per i palati turistici più diversi ed
eventualmente esigenti. Senza dimenticare la chance che saranno
aperte dal nascente aeroporto della Sibaritide
Domenico Marino |