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Domenica 15 Settembre 2002

Cassano Ionio - Topo Gigio racconta la leggenda di Sybaris


Intervista a Topo Gigio tra i resti magnogreci e romani del Museo nazionale archeologico della Sibaritide. Di fronte a taccuino e biro non c’è lui, però, ma i suoi genitori, produttori, autori e amici di sempre: Maria Perego e Peppe Mazzullo. Solo loro che dal 1961 gli danno vita, carattere, gesti e parole. L’ideatrice è stata Perego. Ma solo l’incontro con l’attore messinese Mazzullo, che di Gigio è la voce e molto altro, ha fruttato quel mix che da quarantuno anni diverte mezzo mondo. Perché nato a Milano e svezzato dalle telecamere Rai, Gigio ha conquistato i quattro angoli del globo. Ovunque, un successo straordinario.
«Gigio sa d’essere piccolo di fronte alla realtà e ai problemi del mondo -racconta "mamma Maria”- ma ha un grande ottimismo e quindi cerca di vincere le difficoltà. Non sempre gli va bene, ma si perdona qualche piccolo errore. È un personaggio perennemente stupito. Da ingiustizie e problemi ambientali, a esempio».
Che figlio è, Gigio?
«Un figlio che ha una sua personalità ben definita. E a volte ci scappa anche dalle mani. Non sempre riusciamo a contenerlo».
Il nome? Perché proprio Topo Gigio?
«Topo perché è un topo e perché così non rischiava di stridere in un determinato ambiente scenico. Gigio perché è il diminutivo veneto (io sono nata a Venezia) di Luigi, con un nonsocché di campagnolo. E Gigio ha del topo di campagna dentro di sé, non è né vuole essere cittadino».
Nonostante sia solo un “bambino”, Topo Gigio vorrebbe andare a fare uno spettacolo anche nel rifugio di Bin Laden. «Chissà che non possa insegnare qualcosa anche a lu. Perché Gigio ha la forza d’arrivare al cuore di tutti, anche a quello dei cattivi. Non si sa mai!».
“Mamma Maria” racconta con un pizzico di comprensibile soddisfazione un messaggio che Walt Disney le inviò l’anno prima di morire, durante uno dei diversi e fortunatissimi tour americani di Gigio. «“Carissima -mi scrisse- sono molto contento che tu sia italiana. Perché gli italiani ammazzano i loro talenti e quindi non mi darai mai fastidio”».
“Papà Peppe” parla di un rapporto speciale con Gigio, senza dubbio il suo personaggio preferito. «Per un attore è un’esperienza meravigliosa. Perché è davvero un bel personaggio, che regala molta gioia e fa riflettere parecchio prima di parlare. Mi calo molto nella parte e non nego che in quei momenti, se qualcuno mi chiama Peppino Mazzullo, mi da fastidio». L’attore non nega qualche difficoltà a girare il mondo con Gigio, costretto, quasi come il Papa, a conoscere decine di lingue.
Al Museo nazionale sibarita, alle 18.30 di domenica, è andato in scena lo spettacolo “Topo Gigio il piccolo archeologo”, col quale il piccolo grande topolino ha raccontato agli adulti e soprattutto ai bambini la leggendaria storia di Sybaris.

Domenico Marino

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