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L’eldorado
turistico sibarita piace al popolo delle vacanze. Non ci sono
dubbi. Come nel resto della Calabria, anche qui l’estate 2002 ha
registrato un trend decisamente positivo. Ma i professionisti
del settore giurano che si può fare molto di più. Come?
Promovendo a dovere il “prodotto”, migliorando le infrastrutture
e i collegamenti, creando un reticolo comprensoriale,
arricchendo l’offerta. Sia l’analisi del grafico in salita sia
il rammarico per quanto si potrebbe fare e non è fatto, segnano
le parole di tutti gli intervistati, anche se con toni e per
ragioni diverse.
Titolo d’apertura per Rossana, responsabile delle pubbliche
relazioni a “Golf village”. «Evidente un aumento rispetto al
2001, soprattutto perché abbiamo recuperato la bassa stagione.
Il turismo continua a essere soprattutto italiano anche se gli
stranieri non mancano: Tedeschi, Ungheresi, e Cechi. È pure
cresciuta la “qualità” del vacanziero straniero rispetto al
passato». Rossana parla del rapporto coi Cral aziendali, che si
stanno rilevando ottimi canali per veicolare vacanzieri. E
affonda il dito nella piaga lamentando l’ambiente vergognoso di
Marina di Sibari, che oltre a sconsigliare ai clienti d’uscire
spesso dal villaggio, rischia d’inficiare pure l’appetibilità
della struttura privata. Prima di salutare, racconta della
vacanza ormai limitata a una settimana e dell’euro che ha un po’
facilitato gli scambi col resto d’Europa.
Sulla stessa lunghezza d’onda è Ida, vice direttrice della “Baia
degli Achei”. «Abbiamo registrato un aumento di circa 3000
presenze rispetto al 2001. E sarebbe potuta andare molto meglio
se il meteo ci avesse aiutato». Confessando quello che non va,
Ida sistema in prima fila i collegamenti con aeroporti e
ferrovie, completamente in mano ai privati per la mancanza
d’iniziativa pubblica. «Pensate -racconta- che per compiere i
3-4 chilometri che separano la stazione FFSS dal villaggio
arrivano a chiedere anche più di 20 euro». La numero due della
“Baia degli Achei” non parla di grandi variazioni nelle presenze
dalla seconda metà di giugno alla prima di settembre, ed è
convinta che se i Palazzi ci credessero i numeri sarebbero
d’oro. «Perché la Calabria non ha nulla da invidiare alle mete
turistiche considerate doc».
Non cambia di molto il tiro il direttore di “Bagamoyo”, Benito
Bernardo. «Tranne un luglio leggermente fiacco e un meteo
inclemente, il bilancio è senza dubbio positivo. Certo che
fiere, sagre, spettacoli e serate organizzate ad hoc farebbero
molto bene Il nostro turista continua a essere prevalentemente
italiano e familiare, con appena un 5-6% di estero.
Giugno-luglio sono dominati da gente del centronord mentre
agosto dal centrosud. A settembre, invece, le percentuali
finiscono per livellarsi perfettamente».
Anche Benito, come Ida e Rossana, ritiene che un eventuale
aeroporto nella Sibaritide aprirebbe al comprensorio ampi e
floridi mercati internazionali.
Gli accenti più critici, nonostante i buoni numeri, spettano al
presidente dell’Associazione “Laghi di Sibari”, Manlio Stassi.
«È un turismo di bassa qualità. D’altronde, oltre alle spartane
bellezze naturali non offriamo nulla. In questi settori bisogna
saperci fare e cominciare a lavorare seriamente per creare un
sistema di qualità. Altrimenti si fa poca strada e molta gente
dopo il primo anno non ritorna, come succede già adesso». Il
presidente mette l’accento sul turismo scolastico che ai “Laghi”
è una ricchezza a 24 carati, epperò lamenta le enormi difficoltà
riscontrate per garantire una vacanza tranquilla a minorenni
provenienti da tutta Italia. Perché i controlli non sono
«assolutamente sufficienti». In coda, Stassi lamenta con estrema
amarezza la giungla urbanistica del “suo villaggio”, dove si
costruisce e demolisce senza il minimo criterio e controllo.
Domenico Marino |