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Martedì 24 Settembre 2002

Doria – Doria è categorica: qui non la vogliamo


<<La centrale? Nessuno ci ha detto niente, ma noi qua non la vogliamo. Tra ferriti e pesticidi, è già difficile respirare. Ci manca solo quella…..>>.
Doria, paese di mille anime sperso tra i colli cassanesi e la costa sibarita. In una mattinata come tante, “quella”, ovvero la centrale termoelettrica a metano che l’Ansaldo vorrebbe costruire da  queste parti, diventa il nemico pubblico numero uno.
La bandiera della protesta, inaspettatamente, la sventolano gli anziani del paese. <<Quella cosa – dicono – non vedrà la luce. Se necessario, bloccheremo il traffico, occuperemo la ferrovia, ci inventeremo qualcos’altro, ma ci opporremo ad un’iniziativa di cui nessuno s’è degnato di informarci>>.
L’informazione, in effetti, fa un po’ difetto. I pensionati chiedono lumi ai cronisti sulle ricadute occupazionali dell’impianto, su dislocazione ed estensione, ma su un punto paiono irremovibili: l’ambiente, così com’è, fa già <<schifo abbastanza>>. Testualmente. <<Le nostre campagne – gridano in coro Achille e i suoi amici di piazza Roma – sono vittima dei pesticidi. Sotto terra ci sono poi quelle porcherie che arrivano fino a Sibari>>. Dove “quelle”, in questo caso, sta per ferriti di zinco. Trentamila tonnellate sotterrate anni fa, ed ancora in attesa di essere bonificate.
Anziani decisi, giovani, arrabbiati. <<Il sindaco – incalza Adriano, venticinque anni – non si è neppure degnato di rispondere ai nostri inviti. Lo avevamo esortato a venire qui per spiegarci la situazione, ma ha fatto sapere di essere indaffarato>>.
Nelle scuole ed in parrocchia la musica non cambia: tutti per il no. Il parroco non rilascia dichiarazioni, ma chi lo conosce bene assicura: sarà in prima fila al momento opportuno. Nelle aule della sezione staccata dell’istituto comprensivo “Giuseppe Troccoli”, invece, gli alunni di elementari e medie non hanno dubbi. Nella V A in tanti conoscono già la questione. Nella seconda classe della media anche. Ed il giudizio, semplice quanto significativo, è unanime: non se ne parla nemmeno. Chiedere alle mamme in attesa dei figli all’ora della campanella, poi, è come sfondare una porta aperta: i posti di lavoro fanno gola, ma la salute viene prima di tutto. E il ritornello dei pesticidi e delle ferriti torna a risuonare tragico in ogni commento.
Così Doria si prepara alla rivolta. Pacifica e democratica. <<Venerdì prossimo, nella sala della delegazione municipale – rivela Federico Carlucci, consigliere comunale diessino e doriano doc – terremo a battesimo un comitato che reclamerà confronto, chiarezza ed informazione>>. Senza colori e casacche politiche. <<La partecipazione – precisa Carlucci - è aperta a tutti. Va coinvolto il paese. Un confronto preventivo sarebbe stato necessario. Occorre ora valutare se il progetto Ansaldo sia compatibile con le risorse esistenti e con il sito prescelto, ad alta densità agricola. Il sindaco non può servirci questa pietanza indigesta dalla sera alla mattina>>.
Palazzo di città, intanto, va avanti per la sua strada: stamattina, alle 11, in Municipio, conferenza stampa di presentazione della centrale che Doria non vuole.

Gianpaolo Iacobini

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