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Domenica 29 Settembre 2002

Doria – Nasce il comitato per il no


Centrale Ansaldo: nasce il comitato per il no.
È una Doria sferzata da pioggia e venti di tramontana a tenere a battesimo il fronte dei contrari, di quelli che il gigante termoelettrico a metano proprio non lo vogliono.
Nei saloni della delegazione municipale, chiamati a raccolta dal consigliere comunale Federico Carlucci, si ritrovano in tanti.

In sala fanno capolino diversi imprenditori agricoli della zona, sostenitori del no, e molti cittadini: non c’è ancora il pienone, e la campagna d’informazione diventa uno dei primari obiettivi del neonato movimento.
Al gran completo il centrosinistra: Ds, Rc, Pdci, Psde, Sdi, i Verdi, il circolo “Nelson Mandela”, i cugini della Margherita. Dall’altra parte, ben visibili, esponenti di An, Fi e Cdu, “Movimento Monarchico”. In mezzo tanti consiglieri comunali, i non allineati di “Cittadini a Sibari” e della “Lisa”, gli ospiti d’onore della serata: gli assessori provinciali Aurelio Morrone e Donatella Laudadio, il consigliere regionale Franco Pacenza. Un altro assessore provinciale, Rosina Console, trattenuto da impegni istituzionali, fa pervenire un messaggio di solidarietà ed adesione.
Saluti e convenevoli, quindi si parte. E la parola passa ai rappresentanti del governo municipale, il vicesindaco Tonino Di Cicco e l’assessore alle attività produttive Irene Garofalo. <<Il progetto – precisa Di Cicco – è in itinere. Non vi sono stati protocolli d’intesa, e non c’è nulla di definitivo: nessuna decisione sarà presa contro la volontà popolare>>. A ruota, tocca a Pacenza. <<Lo scambio ambiente – occupazione non regge più. La battaglia – dice – va spostata sul piano politico e strategico per sostenere un diverso modello di sviluppo. Altrimenti diventeremo il Kuwait d’Italia>>. Applausi, poi ancora bordate. <<C’è il rischio che a decidere siano in pochi. L’azione della Regione Calabria è delittuosa>>.
La serata prende subito una piega politica. L’aula si riempie a vista d’occhio, ma i partiti conservano il predominio. E di questioni tecniche e scientifiche non si parla: sarà per un’altra volta. <<Siamo istintivamente per il no – afferma Gianluca Gallo, segretario del Cdu, un attimo dopo aver espresso il proprio rammarico per le tante assenze tra le fila delle associazioni civiche e dei cittadini doriani – ma poiché si tratta di decisioni fondamentali, riteniamo necessario il filtro dei partiti>>.
Il dibattito, intanto, continua. <<Contro i cittadini – sottolinea l’aennino Gigi Serra – non andremo. Verificheremo se il gioco vale la candela>>. Gianni Papasso, per lo Sdi, accusa l’amministrazione Senise di voler <<stuprare il territorio>>, l’assessore Laudadio conferma <<la solidarietà della Provincia e l’impegno a sostenere una battaglia per affermare il primato dell’uomo sull’economia>>. L’ex senatore Salvatore Frasca punta il dito <<contro gli imprenditori che scelgono la Calabria solo per costruire le loro centrali>>, paventando il pericolo che il gran fiume di soldi in arrivo <<possa distrarre dalle proprie responsabilità la classe politica cassanese>>.
Alfredo Serrago da Sibari, dirigente di Forza Italia ma presente in veste di presidente del Consorzio cooperative agricole “Magna Graecia”, chiarisce: <<Lo studio dei venti realizzato per il vicino aeroporto attesta lo spirare, per 268 giorni all’anno, del ponente. Il che vuol dire che i fumi sarebbero trasportati su Sibari. Per noi non si deve fare. Nel modo più assoluto>>.
Buona la prima: il comitato c’è. Nei prossimi giorni l’esordio in società.

Gianpaolo Iacobini

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