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Centrale Ansaldo: nasce il comitato per il no.
È una Doria sferzata da pioggia e venti di tramontana a tenere a
battesimo il fronte dei contrari, di quelli che il gigante
termoelettrico a metano proprio non lo vogliono.
Nei saloni della delegazione municipale, chiamati a raccolta dal
consigliere comunale Federico Carlucci, si ritrovano in tanti.
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In sala fanno capolino diversi imprenditori agricoli della zona,
sostenitori del no, e molti cittadini: non c’è ancora il
pienone, e la campagna d’informazione diventa uno dei primari
obiettivi del neonato movimento.
Al gran completo il centrosinistra: Ds, Rc, Pdci, Psde, Sdi, i
Verdi, il circolo “Nelson Mandela”, i cugini della Margherita.
Dall’altra parte, ben visibili, esponenti di An, Fi e Cdu,
“Movimento Monarchico”. In mezzo tanti consiglieri comunali, i
non allineati di “Cittadini a Sibari” e della “Lisa”, gli ospiti
d’onore della serata: gli assessori provinciali Aurelio Morrone
e Donatella Laudadio, il consigliere regionale Franco Pacenza.
Un altro assessore provinciale, Rosina Console, trattenuto da
impegni istituzionali, fa pervenire un messaggio di solidarietà
ed adesione.
Saluti e convenevoli, quindi si parte. E la parola passa ai
rappresentanti del governo municipale, il vicesindaco Tonino Di
Cicco e l’assessore alle attività produttive Irene Garofalo.
<<Il progetto – precisa Di Cicco – è in itinere. Non vi sono
stati protocolli d’intesa, e non c’è nulla di definitivo:
nessuna decisione sarà presa contro la volontà popolare>>. A
ruota, tocca a Pacenza. <<Lo scambio ambiente – occupazione non
regge più. La battaglia – dice – va spostata sul piano politico
e strategico per sostenere un diverso modello di sviluppo.
Altrimenti diventeremo il Kuwait d’Italia>>. Applausi, poi
ancora bordate. <<C’è il rischio che a decidere siano in pochi.
L’azione della Regione Calabria è delittuosa>>.
La serata prende subito una piega politica. L’aula si riempie a
vista d’occhio, ma i partiti conservano il predominio. E di
questioni tecniche e scientifiche non si parla: sarà per
un’altra volta. <<Siamo istintivamente per il no – afferma
Gianluca Gallo, segretario del Cdu, un attimo dopo aver espresso
il proprio rammarico per le tante assenze tra le fila delle
associazioni civiche e dei cittadini doriani – ma poiché si
tratta di decisioni fondamentali, riteniamo necessario il filtro
dei partiti>>.
Il dibattito, intanto, continua. <<Contro i cittadini –
sottolinea l’aennino Gigi Serra – non andremo. Verificheremo se
il gioco vale la candela>>. Gianni Papasso, per lo Sdi, accusa
l’amministrazione Senise di voler <<stuprare il territorio>>,
l’assessore Laudadio conferma <<la solidarietà della Provincia e
l’impegno a sostenere una battaglia per affermare il primato
dell’uomo sull’economia>>. L’ex senatore Salvatore Frasca punta
il dito <<contro gli imprenditori che scelgono la Calabria solo
per costruire le loro centrali>>, paventando il pericolo che il
gran fiume di soldi in arrivo <<possa distrarre dalle proprie
responsabilità la classe politica cassanese>>.
Alfredo Serrago da Sibari, dirigente di Forza Italia ma presente
in veste di presidente del Consorzio cooperative agricole “Magna
Graecia”, chiarisce: <<Lo studio dei venti realizzato per il
vicino aeroporto attesta lo spirare, per 268 giorni all’anno,
del ponente. Il che vuol dire che i fumi sarebbero trasportati
su Sibari. Per noi non si deve fare. Nel modo più assoluto>>.
Buona la prima: il comitato c’è. Nei prossimi giorni l’esordio
in società.
Gianpaolo Iacobini |