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Alcuni momenti della manifestazione |
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Nelson
Mandela
Associazione socio-politico-culturale
Cassano Ionio |
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Cortile
Curia Vescovile - Giovedì 08 Maggio 2003 - Ore 18:30 |
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Forum |
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sul
tema
IL RUOLO DELLE ASSOCIAZIONI NEI PROCESSI POLITICI E
NELLA DEFINIZIONE DI UN PROGETTO DI SOCIETA'
Presiede e coordina
prof. Pietro Maradei
Giuseppe Fasanella
Intervengono
don Attilio Foscaldi
Presidente Associazione "Il Samaritano"
dott. Antony Gioia
Comitato Cittadino Sibari
rag. Giuseppe Martire
Presidente de "La Misericordia"
prof. Antonio Franzese
Presidente Movimento Nuova Idea Cittadina
dott. Gianpaolo Iacobini
Associazione Anno Zero
Lelia Risolè
Esser-Ci
Conclude
Mons. Domenico Graziani
Vescovo della Diocesi di Cassano
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Interventi |

Prof. Pieto
Maradei
Associazione "Nelson Mandela" |
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Presiede e
coordina il prof. Pietro Maradei, il
quale illustra contenuti e motivazioni
dell’iniziativa, precisando che la stessa è
esclusivamente finalizzata a proporre degli
stimoli nei confronti del mondo della politica
per allargare i margini di democrazia e le
capacità propositive e progettuali,
puntualizzando anche che il mondo
dell’associazionismo cassanese è molto più ampio
e articolato di quello presente all’iniziativa
e che esso dovrà essere comunque coinvolto nel
dibattito. |
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Giuseppe
Fasabella
Associazione "Nelson Mandela |
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Nell’introduzione
sviluppa un’analisi complessiva, anche dal punto
di vista storico, della situazione politica
nazionale e locale, mettendo in evidenza, in
particolare la crisi dei partiti, soprattutto in
termini di democrazia e di partecipazione. In
questo contesto, un passaggio sulle classi
dirigenti meridionali e sulle recenti uscite del
presidente della giunta regionale Chiaravalloti,
per poi passare decisamente alla situazione
cassanese. Nella realtà locale è necessario e
urgente, a suo avviso, lavorare per progettare
il futuro della città e in questa direzione le
associazioni e i movimenti possono svolgere un
ruolo fondamentale. |
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Don Attilio
Foscaldi
Presidente Associazione di
volontariato “Il samaritano” |
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Esordisce
illustrando la storia e le finalità
dell’associazione che presiede e gli effetti
concreti che la sua azione produce all’interno
della società.
Nel merito del tema, muove poi da
un’approfondita analisi delle trasformazioni in
atto nella società contemporanea e delle
dinamiche socio-economiche dei processi di
globalizzazione.
Evidenzia, quindi, la necessità di attivare
strutture democratiche e partecipative
all’interno della società per promuovere una
democrazia sostanziale e sottolinea che, in
questa direzione, l’associazionismo rappresenta
il sangue vitale della democrazia. Una funzione
fondamentale la affida anche alla formazione dei
volontari e di coloro i quali si vogliono
occupare di problematiche specifiche.
Nell’elaborazione di proposte e progetti ritiene
che le associazioni possono offrire un
contributo determinante poiché, essendo
continuamente a contatto con la realtà, esse
colgono prima degli altri bisogni ed esigenze
reali della collettività. In questa ottica è
indispensabile lavorare e progettare insieme,
sulla base della condivisione, della
solidarietà, della partecipazione e della
centralità della persona. |
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Gianpaolo
Iacobini
Associazione "Anno Zero" |
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Per fare politica
bisogna partire dalla vita quotidiana e
riaffermare la centralità della questione
morale. L’associazionismo deve avere un
atteggiamento critico nei confronti della realtà
e della politica che consenta di saper
discriminare opportunamente le forze da mettere
in campo. Il problema non è la politica ma hi la
politica la fa e come la fa. Ricollegandosi
all’intervento precedente, sottolinea il ruolo
primario della formazione che ha il compito
essenziale di formare un uomo nuovo. Entrando
nello specifico afferma che le Elezioni
amministrative sembrano ogni volta la panacea di
tutti i mali per voltare pagina e innestare
processi innovativi. La pagina però, di fatto,
non si è mai voltata. Dinamiche, atteggiamenti e
metodi sono sempre uguali. Mette poi in guardia
le associazioni a non ripetere gli errori dei
partiti e a chiudersi in se stesse e, al
riguardo, propone la costituzione di un
coordinamento delle stesse, pur senza intaccare
le singole peculiarità e prerogative. E’
necessario sviluppare un’azione concretamente
riformatrice, che al momento viene svolta
esclusivamente dalla Chiesa, basata su una
svolta generazionale, sulla rottura con il
passato e sull’affermazione della cultura. Il
problema di fondo è il cassanese inteso come
uomo. |
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Prof. Antonio Francese
Presidente Movimento Nuova Idea
Cittadina |
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Pone l’accento
sulla specificità delle associazioni, la cui
attività deve essere essenzialmente finalizzato
a modificare lo stato delle cose. Per questo c’è
bisogno di un confronto continuo tra
associazioni, partiti e società.
In questo senso è indispensabile mettere da
parte conflitti e personalismi e ridimensionare
esasperati protagonismi per lavorare, invece,
insieme per progettare il futuro.
Propone quindi la costituzione di un Forum
permanente delle associazioni, all’interno del
quale discutere e confrontarsi continuamente e
pervenire all’elaborazione di proposte concrete
e di ipotesi di Progetti. |
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Rag. Giuseppe Martire
Governatore della
Misericordia |
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Inizialmente
mette in risalto il ruolo che il volontariato
svolge all’interno del tessuto sociale e
l’esigenza della progettualità.
Passa poi ad analizzare la specificità del
territorio del comune di Cassano, evidenziando
che la presenza di quattro centri urbani, ognuno
con la loro specifica identità, non contribuisce
ad omogeneizzare i processi di sviluppo, anche
perché le rappresentanze consiliari delle
frazioni sono state storicamente limitate
rispetto a quelle del centro.
Le associazioni devono rappresentare un
osservatorio sul territorio. Le loro funzioni
sono quelle di aiutare l’uomo, di cui ribadisce
la centralità, di riaffermare i valori positivi,
promuovere processi di aggregazione.
Parla quindi dell’esperienza in atto relativa
alla costituzione di un gruppo sportivo per
ragazzi, che può svolgere, come altre attività
di questo tipo, un ruolo determinante per
combattere le varie forme di devianza.
Promuovere iniziative e progettare ci può dare
una speranza per il futuro. |
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Dott.
Anthony Gioia
Associazione Cittadini
a Sibari |
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Avvia la sua
riflessione mettendo in evidenza la necessità
del dialogo e del confronto, rimarcando che il
confronto rappresenta l’anima della democrazia
mentre la denigrazione è l’arma di chi non ha
niente da dire.Per il ruolo che svolge la sua
associazione, parla poi della situazione di
Sibari, sottolineandone i problemi , il mancato
sviluppo, la necessità di dare voce a un
territorio.
Entrando, quindi, nel merito della tematica del
forum, sviluppa una circostanziata e diffusa
analisi del potere politico, mettendo in rilievo
il distacco tra governanti e governati, la
lontananza della società dalla politica e la
difficoltà dei partiti ad interpretare i bisogni
della società e a guidare i processi di
trasformazione. Pur non volendo asserire con
sicurezza che i partiti ormai rappresentano solo
dei comitati elettorali e sono solo forme di
organizzazione e riproduzione del ceto politico,
sottolinea che c’è un maggiore bisogno di
democrazia rappresentativa. In questo contesto
non si esime dallo sviluppare delle
considerazioni sulla storia politica locle,
nazionale ed internazionale.
Fai poi degli esempi concreti che dimostrano il
deficit di democrazia in atto, quali la mancanza
di informazione e la mancata costituzione dei
consigli di quartiere. I partiti non vogliono
essere controllati, afferma, e impediscono di
fatto il controllo democratico dei cittadini.
Passando alle proposte operative ritiene che la
progettualità debba essere avviata in tre
direzioni fondamentali: bilancio, Piano
regolatore generale, progetto locale.
La città è l’insieme della rete di relazione che
deve impegnarsi per la costruzione di una
identità condivisa, conclude. |
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Giovanni
Papasso
- Dirigente dei socialisti democratici
italiani |
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Nel dibattito interviene anche
Gianni Papasso, dirigente dei socialisti
democratici italiani, che evidenzia il rischio
di una possibile contrapposizione nei confronti
dei partiti e dà rilievo, invece. al bisogno di
unità |
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Mons.
Domenico Graziani
Vescovo della Diocesi
di Cassano |
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Le conclusioni del
Forum sono affidate al vescovo, che nelle
intenzioni del coordinatore, vuole rappresentare
il popolo cassanese nella sua complessità.
All’inizio del suo intervento partecipa
all’uditorio le sue intime suggestioni provate
nell’ascoltare le voi del dibattito, che
paragona al concerto che, in occasione del
triduo pasquale, si è tenuto nello stesso luogo.
Racconta che all’inizio del suo apostolato
cassanese un suo amico gli aveva detto che in
questa realtà non avrebbe avuto modo di
annoiarsi e ciò ha potuto verificarlo.
Nell’affrontare il tema dei processi politici e
del progetto di società muove dal concetto la
Democrazia partecipativa ha innanzitutto bisogno
dell’identificazione dell’identità che deve
essere storica, personale, comunitaria, basarsi
sulla definizione rigorosa dei propri limiti, a
livello di considerazione di sé, della propria
realtà esistenziale e delle proiezioni
progettuali. Al centro di tutto ci deve essere
l’uomo e bisogna innanzitutto acquisire una
cultura dell’altro e sapersi confrontare
continuamente con le altre identità. Citando
Guido Calogero e Ugo Spirito afferma che tra le
diverse identità ci deve essere confronto e non
scontro e fondamentale deve essere
l’affermazione di una Idea, una Filosofia, una
Metodologia del Dialogo. Ciò connota le persone
mature e le distingue dall’infante, dal
mediocre.
Analizza, quindi il concetto di crisi,
riferendosi al significato biblico ma anche a
quello della grecità pagana, che non deve essere
interpretata necessariamente come deficienza,
male, assenza di bene, ma come sfida per la
promozione del bene, attraverso la capacità di
vagliare, decidere, scegliere. A Cassano non è
avvenuto il passaggio per cui la sofferenza
diventa ricchezza e promuove una reciprocità di
confronto e di dono. E’ necessario, quindi
appropriarsi della crisi, evitando i suoi
aspetti patologici (fare i conti con un passato
che non c’è più) e sistemici (i condizionamenti)
per farle assumere una funzione euristica.
Esorta, perciò, a fare i forum delle
associazioni. Riprendendo l’affermazione del
coordinatore, che gli ha affidato la funzione di
rappresentanza dell’intera collettività, dice
che questa prospettiva lo spaventa, ma la
accetta come sfida.
Rivolgendo la sua attenzione alla crisi
manifesta dei partiti, afferma che non è
ipotizzabile una prospettiva di sviluppo senza
il contributo determinante degli stessi e che il
distacco tra società e partiti dipende
essenzialmente da un deficit di cultura. Ognuno
deve mettere la propria intelligenza al servizio
degli altri. Un governo serio si deve
interessare di tutto ciò che viene affidato alle
sue cure. In questo contesto sottolinea la
differenza tra “governans” e “government”
Si rifà poi all’esperienza in atto di rendere
produttive delle terre della Chiesa, che
potranno offrire notevoli prospettive
occupazionale e darà un impulso allo sviluppo.
C’è estremo bisogno, afferma quindi, di una
mediazione politica e culturale per servire
l’uomo e ciò può avvenire attraverso un atto di
fiducia che consenta alle forze di mettersi
insieme, sulla base di un concetto
sostanzialmente comune di uomo, tenendo presente
che la verità non divide ma unisce.
Da parte sua esprime la propria disponibilità di
mettersi insieme a chiunque, indipendentemente
dai colori politici e dagli schieramenti, purché
ci sia il desiderio esclusivo di arrivare al
bene comune e non ci sia quell’errore madornale
contro l’intelligenza, che offenda
l’intelligenza, di far passare per bene quello
che è male e per intelligente quello che è
idiota. |
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Il coordinatore,
chiudendo la proficua e interessante serata,
promette che ci sarà l’impegno per verificare la
possibilità di continuare il confronto,
allargandolo alle associazioni e ai movimenti
non presenti. |
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