|
La
ricetta di Antonio Milano per salvare Marina di Sibari e sperare
di annullare il calo di presenze turistiche di questa calda
estate 2003. Il presidente di "Pianeta Calabria" (associazione
con sede a Roma ma vocata a promuovere la nostra regione) nonché
membro del comitato regionale del Cdu laziale, cassanese
d'origini, è in vacanza nella "sua" Sibari. Un fiore che soffre
a vedere sì tristemente appassito. "Non è accettabile - attacca
- lasciare morire una ricchezza del genere, importante per il
Cassanese e l'intera Sibaritide. Insopportabile tanta incapacità
umana a valorizzare un capitale sì cospicuo concesso a fondo
perduto da madre natura". Nel mirino di Milano c'è la scarsa
lungimiranza e l'incapacità degli amministratori di ieri e oggi.
Che a suo parere non devono chiudersi alle iniziative
imprenditoriali, epperò devono essere capaci di disciplinarle.
Gli stessi imprenditori, oltre a prendere, devono dare.
Altrimenti siamo al caos degli ultimi anni. "Tornando da Roma -
aggiunge - spero sempre di trovare novità positive. E invece! In
questa situazione ogni turista che sceglie le nostre coste è un
elemento negativo, perché, quando torna in città non può che
fare cattiva pubblicità a una terra che invece ha le carte in
regola per essere ricordata come un paradiso". Milano ha una
proposta per Marina di Sibari: un commissario ad acta e 500 euro
versati da ogni proprietario. "Potendo contare su circa 2.500
unità abitative, si sfiorerebbero i 1.300 euro da investire per
aggredire alla radice i mali del villaggio, partendo con rete
idrica e fogne. Un utente che in dieci anni ha visto almeno
dimezzarsi l'investimento sostenuto per acquistare una villetta,
accetterebbe di buon grado questo sforzo mirato a recuperare il
suo stesso investimento". Milano sa del contenzioso
lottizzatori-Comune per la proprietà (e quindi la
responsabilità) delle opere d'urbanizzazione primaria. Epperò -
nota - si tratta di un problema decennale che sta rubando ogni
speranza di ripresa al villaggio. Ecco perché ritiene cruciale
risolverlo una volta per tutte! E richiama con sarcasmo il
rapporto Comune/imprenditori, lanciando un interrogativo
devastante per la sua semplicità. "Perché si permettono altre
lottizzazioni prima di risolvere problemi tanto importanti, che
perdippiù hanno gli stessi lottizzatori come protagonisti?".
Perché???
Domenico Marino |