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Mercoledì 06 Agosto 2003

Cassano Ionio - Suggerita dal presidente di Pianeta Calabria ai proprietari di immobili nel villaggio -Una “ricetta” per Marina di Sibari


 La ricetta di Antonio Milano per salvare Marina di Sibari e sperare di annullare il calo di presenze turistiche di questa calda estate 2003. Il presidente di "Pianeta Calabria" (associazione con sede a Roma ma vocata a promuovere la nostra regione) nonché membro del comitato regionale del Cdu laziale, cassanese d'origini, è in vacanza nella "sua" Sibari. Un fiore che soffre a vedere sì tristemente appassito. "Non è accettabile - attacca - lasciare morire una ricchezza del genere, importante per il Cassanese e l'intera Sibaritide. Insopportabile tanta incapacità umana a valorizzare un capitale sì cospicuo concesso a fondo perduto da madre natura". Nel mirino di Milano c'è la scarsa lungimiranza e l'incapacità degli amministratori di ieri e oggi. Che a suo parere non devono chiudersi alle iniziative imprenditoriali, epperò devono essere capaci di disciplinarle. Gli stessi imprenditori, oltre a prendere, devono dare. Altrimenti siamo al caos degli ultimi anni. "Tornando da Roma - aggiunge - spero sempre di trovare novità positive. E invece! In questa situazione ogni turista che sceglie le nostre coste è un elemento negativo, perché, quando torna in città non può che fare cattiva pubblicità a una terra che invece ha le carte in regola per essere ricordata come un paradiso". Milano ha una proposta per Marina di Sibari: un commissario ad acta e 500 euro versati da ogni proprietario. "Potendo contare su circa 2.500 unità abitative, si sfiorerebbero i 1.300 euro da investire per aggredire alla radice i mali del villaggio, partendo con rete idrica e fogne. Un utente che in dieci anni ha visto almeno dimezzarsi l'investimento sostenuto per acquistare una villetta, accetterebbe di buon grado questo sforzo mirato a recuperare il suo stesso investimento". Milano sa del contenzioso lottizzatori-Comune per la proprietà (e quindi la responsabilità) delle opere d'urbanizzazione primaria. Epperò - nota - si tratta di un problema decennale che sta rubando ogni speranza di ripresa al villaggio. Ecco perché ritiene cruciale risolverlo una volta per tutte! E richiama con sarcasmo il rapporto Comune/imprenditori, lanciando un interrogativo devastante per la sua semplicità. "Perché si permettono altre lottizzazioni prima di risolvere problemi tanto importanti, che perdippiù hanno gli stessi lottizzatori come protagonisti?". Perché???

Domenico Marino

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