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Venerdì 08 Agosto 2003

Cassano Ionio - Il grafico dei visitatori segue malinconicamente l'andamento della stagione lungo il litorale di Cassano - Anche sul Museo della Sibaritide l'effetto del “calo” di turisti


Al museo nazionale e parco archeologico della Sibaritide il grafico che evidenzia le presenze turistiche segue malinconicamente la stessa china negativa fatta registrare dal resto dell'Eldorado (ex?) turistico ionico. Soprattutto lungo il litorale targato Cassano Ionio si racconta un netto calo di visitatori, con percentuali che alcuni operatori non esitano a quantificare ai limiti del 40%. Sistemati appena fuori dall'insediamento nautico Laghi di Sibari, a due passi dal mega villaggio Marina di Sibari e dal resto degli insediamenti turistici più importanti della Piana, d'altronde, nella bella stagione museo e parco vivono una vita quasi parallela al fronte vacanziero ionico. Soprattutto quando, con l'arrivo dell'estate vera e propria, si chiude definitivamente il periodo delle gite scolastiche, che anche quest'anno, come sempre, è stato più che positivo. "Rispetto al luglio 2002 - afferma l'archeologa Silvana Luppino, direttrice del museo e responsabile dell'area archeologica sibarita - il calo c'è ed è evidente". Anche a suo parere, come a parere di molti altri, le cifre piangenti si spiegano con la bassa qualità dei servizi offerti ai villeggianti potenziali ed effettivi. La dottoressa Luppino affonda poi il dito nella piaga trasporti che isola nei fatti la ricchezza archeologica dal resto del comprensorio per quei pochi non dotati di auto privata, ma prima di strapparsi le vesti suggerisce di attendere la famigerata settimana di ferragosto: se il trend non cambierà in quella manciata di giorni, sarà crisi vera, buia! Quest'anno, perdippiù, l'area archeologica di Sibari ha perso una ricchezza piccola ma importante che invece ha potuto vantare nelle estati passate. Almeno fino a questo momento non è stato previsto nessuno spettacolo teatrale tra i ruderi di Copia, Sybaris e Turi. Serate in palcoscenico che l'anno passato, a fine agosto, grazie all'Azienda di promozione turistica (Apt) cosentina hanno messo in scena nell'area di "Parco del cavallo" prima "Molto rumore... trame d'amore" di William Shakespeare per la regia di Gianni Fortunato Pisano, la sceneggiatura dello stesso Pisano e di Margherita Pesendorfer, le musiche originali di Giancarlo Parisi e la direzione tecnica di Giuseppe Ardizzone; e poi il dramma in due atti di Rocco Familiari, "Agata" per la regia di Walter Manfré. Tra gli altri, hanno recitato Laura Nardi e Daniela Di Bitonto. Un appuntamento di qualità potrebbe, invece, andare in palcoscenico al museo tra settembre e ottobre. Quando, sotto la supervisione nazionale del ministero per i beni e le attività culturali, le sale dovrebbero ospitare una mostra che racconterà moda e bellezza nell'antichità, riservando uno spazio particolare ai segreti che caratterizzano l'abbigliamento degli insediamenti italoalbanesi di cui è ricca la Calabria e soprattutto il Cosentino. L'iniziativa è anticipata dalla responsabile della sezione Didattica del Museo, la dottoressa Anna Casolaro, che tuttavia preferisce non aggiungere altro preferendo attendere il via libera ufficiale da Roma.

Domenico Marino

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