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Al museo nazionale e parco archeologico della Sibaritide il
grafico che evidenzia le presenze turistiche segue
malinconicamente la stessa china negativa fatta registrare dal
resto dell'Eldorado (ex?) turistico ionico. Soprattutto lungo il
litorale targato Cassano Ionio si racconta un netto calo di
visitatori, con percentuali che alcuni operatori non esitano a
quantificare ai limiti del 40%. Sistemati appena fuori
dall'insediamento nautico Laghi di Sibari, a due passi dal mega
villaggio Marina di Sibari e dal resto degli insediamenti
turistici più importanti della Piana, d'altronde, nella bella
stagione museo e parco vivono una vita quasi parallela al fronte
vacanziero ionico. Soprattutto quando, con l'arrivo dell'estate
vera e propria, si chiude definitivamente il periodo delle gite
scolastiche, che anche quest'anno, come sempre, è stato più che
positivo. "Rispetto al luglio 2002 - afferma l'archeologa
Silvana Luppino, direttrice del museo e responsabile dell'area
archeologica sibarita - il calo c'è ed è evidente". Anche a suo
parere, come a parere di molti altri, le cifre piangenti si
spiegano con la bassa qualità dei servizi offerti ai
villeggianti potenziali ed effettivi. La dottoressa Luppino
affonda poi il dito nella piaga trasporti che isola nei fatti la
ricchezza archeologica dal resto del comprensorio per quei pochi
non dotati di auto privata, ma prima di strapparsi le vesti
suggerisce di attendere la famigerata settimana di ferragosto:
se il trend non cambierà in quella manciata di giorni, sarà
crisi vera, buia! Quest'anno, perdippiù, l'area archeologica di
Sibari ha perso una ricchezza piccola ma importante che invece
ha potuto vantare nelle estati passate. Almeno fino a questo
momento non è stato previsto nessuno spettacolo teatrale tra i
ruderi di Copia, Sybaris e Turi. Serate in palcoscenico che
l'anno passato, a fine agosto, grazie all'Azienda di promozione
turistica (Apt) cosentina hanno messo in scena nell'area di
"Parco del cavallo" prima "Molto rumore... trame d'amore" di
William Shakespeare per la regia di Gianni Fortunato Pisano, la
sceneggiatura dello stesso Pisano e di Margherita Pesendorfer,
le musiche originali di Giancarlo Parisi e la direzione tecnica
di Giuseppe Ardizzone; e poi il dramma in due atti di Rocco
Familiari, "Agata" per la regia di Walter Manfré. Tra gli altri,
hanno recitato Laura Nardi e Daniela Di Bitonto. Un appuntamento
di qualità potrebbe, invece, andare in palcoscenico al museo tra
settembre e ottobre. Quando, sotto la supervisione nazionale del
ministero per i beni e le attività culturali, le sale dovrebbero
ospitare una mostra che racconterà moda e bellezza
nell'antichità, riservando uno spazio particolare ai segreti che
caratterizzano l'abbigliamento degli insediamenti italoalbanesi
di cui è ricca la Calabria e soprattutto il Cosentino.
L'iniziativa è anticipata dalla responsabile della sezione
Didattica del Museo, la dottoressa Anna Casolaro, che tuttavia
preferisce non aggiungere altro preferendo attendere il via
libera ufficiale da Roma.
Domenico Marino |