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A.A.A. Cercasi disperatamente spazio vitale nella piazzetta di
Marina di Sibari. Centinaia di metri quadri di suolo pubblico
invaso da tavoli, tavolini e tavolinetti, sedie, panche e
panchine, vasi, ombrelloni e altri mille aggeggi utilizzati dai
gestori dei diversi locali per delimitare il territorio di
"competenza". E così per i poveri pedoni (immaginate, poi, per
una mamma con la carrozzella o qualche disabile) il semplice
passeggiare è al limite del possibile. Soprattutto nell'ultima
stagione turistica, quando la già più florida presenza di tavoli
e sedie è cresciuta ulteriormente a tutto discapito del suolo
pubblico. Il presidente della Confcommercio cittadina, Mimmo
Lione, non si sbilancia parlando di irregolarità certe,
limitandosi a chiamare in causa gli organi competenti. "Sono
loro che devono controllare se le regole vengono rispettate ed
eventualmente provvedere". Ma a parere di Lione l'invasione del
centro commerciale è solo un ramo di un albero che ne ha molti
altri. A suo parere Marina di Sibari necessita di una
regolamentazione a 360 gradi, cominciando dai parcheggi
(soprattutto di sera le auto invadono ogni angolo) per
proseguire con gli stabilimenti balneari (anche sulla spiaggia
gli spazi pubblici sono, ahinoi, ridotti al minimo) e molto
altro. Consumato il capitolo pubblico/privato, con Lione il
discorso scivola inevitabilmente sulle presenze in calo lungo
tutto il litorale cassanese, con picchi negativi che alcuni
imprenditori quantificano nel 40%. A parere del leader dei
commercianti la Sibaritide sta pagando il cambio delle richieste
turistiche registrato a livello internazionale. "Il periodo di
villeggiatura s'è ridotto al minimo ma ha visto aumentare le
aspettative. In quei pochi giorni di relax, in pratica, il
turista vuole non avere alcun problema né inconveniente. E le
nostre strutture, invece, ne offrono molti. È vero, poi, che
l'euro ha fatto lievitare i costi facendo sentire il peso del
carovita". Anche nei villaggi cassanesi i commercianti sono nel
mirino per i prezzi esagerati. "Purtroppo -risponde Lione- è un
trend nazionale al quale è difficile sottrarsi, soprattutto nel
settore dei beni primari". In coda, il presidente della
Confcommercio fa appello al commissario prefettizio affinché
puntando sulla sua autorità e magari coinvolgendo il prefetto,
risolva il contenzioso decennale tra società lottizzatici e
Comune circa la proprietà (e quindi la responsabilità) delle
opere di urbanizzazione primaria del villaggio. "Dopo tanti
fallimenti lui può farcela, salvando Marina di Sibari dal
collasso mortale cui sembra malinconicamente destinato".
Domenico Marino |