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Martedì 12 Agosto 2003

Cassano Ionio - Marina di Sibari Colpa di chi non controlla, secondo il presidente della Confcommercio - Suolo pubblico invaso da tavoli e ombrelloni


A.A.A. Cercasi disperatamente spazio vitale nella piazzetta di Marina di Sibari. Centinaia di metri quadri di suolo pubblico invaso da tavoli, tavolini e tavolinetti, sedie, panche e panchine, vasi, ombrelloni e altri mille aggeggi utilizzati dai gestori dei diversi locali per delimitare il territorio di "competenza". E così per i poveri pedoni (immaginate, poi, per una mamma con la carrozzella o qualche disabile) il semplice passeggiare è al limite del possibile. Soprattutto nell'ultima stagione turistica, quando la già più florida presenza di tavoli e sedie è cresciuta ulteriormente a tutto discapito del suolo pubblico. Il presidente della Confcommercio cittadina, Mimmo Lione, non si sbilancia parlando di irregolarità certe, limitandosi a chiamare in causa gli organi competenti. "Sono loro che devono controllare se le regole vengono rispettate ed eventualmente provvedere". Ma a parere di Lione l'invasione del centro commerciale è solo un ramo di un albero che ne ha molti altri. A suo parere Marina di Sibari necessita di una regolamentazione a 360 gradi, cominciando dai parcheggi (soprattutto di sera le auto invadono ogni angolo) per proseguire con gli stabilimenti balneari (anche sulla spiaggia gli spazi pubblici sono, ahinoi, ridotti al minimo) e molto altro. Consumato il capitolo pubblico/privato, con Lione il discorso scivola inevitabilmente sulle presenze in calo lungo tutto il litorale cassanese, con picchi negativi che alcuni imprenditori quantificano nel 40%. A parere del leader dei commercianti la Sibaritide sta pagando il cambio delle richieste turistiche registrato a livello internazionale. "Il periodo di villeggiatura s'è ridotto al minimo ma ha visto aumentare le aspettative. In quei pochi giorni di relax, in pratica, il turista vuole non avere alcun problema né inconveniente. E le nostre strutture, invece, ne offrono molti. È vero, poi, che l'euro ha fatto lievitare i costi facendo sentire il peso del carovita". Anche nei villaggi cassanesi i commercianti sono nel mirino per i prezzi esagerati. "Purtroppo -risponde Lione- è un trend nazionale al quale è difficile sottrarsi, soprattutto nel settore dei beni primari". In coda, il presidente della Confcommercio fa appello al commissario prefettizio affinché puntando sulla sua autorità e magari coinvolgendo il prefetto, risolva il contenzioso decennale tra società lottizzatici e Comune circa la proprietà (e quindi la responsabilità) delle opere di urbanizzazione primaria del villaggio. "Dopo tanti fallimenti lui può farcela, salvando Marina di Sibari dal collasso mortale cui sembra malinconicamente destinato".

Domenico Marino

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