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Venerdì 22 Agosto 2003

Cassano Ionio - Laghi di Sibari irraggiungibili per uno yacht inglese. E non solo!


Si chiama “Solar”, batte bandiera inglese, è lungo quattordici metri, pesa quindici tonnellate, ha un pescaggio (la profondità dello scafo in mare) di due metri e settanta centimetri, vorrebbe attraccare nel porto turistico dei Laghi di Sibari mercoledì 27 agosto e rimanervi almeno un anno. È la storia (in cifre) di uno yacht dell’armatore britannico Silvie Domercq in crociera nel Mediterraneo, che nei prossimi giorni vorrebbe fare scalo nella splendida realtà vacanziera sibarita, per rimettere in sesto la barca e svernare godendosi la Calabria settentrionale e il resto del meridione. Purtroppo per lui, e non solo, oggi come oggi il suo attracco ai Laghi di Sibari è reso impossibile dal basso fondale della foce del canale “Stombi” che lega il porticciolo turistico con lo Jonio. Il 14 agosto la motovedetta Cp 841 della Guardia costiera di Corigliano ha segnalato un metro e ottanta centimetri, mentre il “Solar” ha bisogno almeno un metro in più. È per questo piccolo dettaglio che da giorni i Cantieri nautici dei Laghi sono in difficoltà a elaborare la risposta al fax con cui alle 10,10 di martedì 19 agosto l’imbarcazione inglese ha inoltrato formale richiesta d’attracco. Il responsabile della realtà navale ionica, il geometra Antonio Vuoto, non nega che molto probabilmente non si potrà rispondere positivamente, negando l’ingresso nel porto.

Il racconto di “Solar” è solo una storia, ma rappresenta un esempio emblematico di un’emergenza che ai Laghi di Sibari è ormai normalità. Perché quel benedetto “Stombi" è bloccato un giorno sì e l’altro pure. O quasi! E quindi crea mille difficoltà all’intero indotto nautico esistente ai Laghi, come racconta il segretario amministrativo dell’Associazione che gestisce la realtà diportistica, Nunzio Masotina. “Il continuo insabbiamento del canale oltre a strapare utenza al villaggio in generale, sottrae commesse ai Cantieri nautici (una realtà di prima qualità a livello nazionale) che non a caso circa un anno fa hanno dovuto licenziare del personale”. Masotina racconta del miliardo di vecchie lire finanziato dalla Regione al Comune di Cassano per un sommario intervento di bonifica sulla foce del canale, ma sottolinea che non va all’origine del problema. Perciò rilancia la necessità di un lavoro strutturale, già progettato su loro richiesta dall’ing. Matteotti, che prevede l’allungamento del molo attuale e la creazione di un sabbiadotto per rilasciare sulla spiaggia prospiciente (nel frattempo erosa dal mare) la sabbia strappata alla foce del canale. Per questo, però, servono circa quattro milioni di euro che al momento la Regione non vuole finanziare. Anche se, aggiunge Masotina, l’ex assessore Misiti aveva inserito il caso “Stombi” nell’accordo di programma recentemente elaborato. Il segretario definisce cruciale il ruolo dell’esecutivo calabrese nella faccenda, giudicando quindi monco il tavolo convocato su loro sollecitazione per martedì 26 agosto dal commissario prefettizio cassanese, e che oltre a Comune e Associazione “Laghi di Sibari” prevede la presenza della ditta responsabile del dragaggio del canale, il Consorzio di bonifica “Ferro e Sparviere”, l’Ufficio circondariale marittimo di Corigliano e il Genio civile di Cosenza. Masotina non ha dubbi. “Se non s’interviene a fondo, buttiamo soldi ma non risolviamo il problema”.

Domenico Marino

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