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Si
chiama “Solar”, batte bandiera inglese, è lungo quattordici
metri, pesa quindici tonnellate, ha un pescaggio (la profondità
dello scafo in mare) di due metri e settanta centimetri,
vorrebbe attraccare nel porto turistico dei Laghi di Sibari
mercoledì 27 agosto e rimanervi almeno un anno. È la storia (in
cifre) di uno yacht dell’armatore britannico Silvie Domercq in
crociera nel Mediterraneo, che nei prossimi giorni vorrebbe fare
scalo nella splendida realtà vacanziera sibarita, per rimettere
in sesto la barca e svernare godendosi la Calabria
settentrionale e il resto del meridione. Purtroppo per lui, e
non solo, oggi come oggi il suo attracco ai Laghi di Sibari è
reso impossibile dal basso fondale della foce del canale
“Stombi” che lega il porticciolo turistico con lo Jonio. Il 14
agosto la motovedetta Cp 841 della Guardia costiera di
Corigliano ha segnalato un metro e ottanta centimetri, mentre il
“Solar” ha bisogno almeno un metro in più. È per questo piccolo
dettaglio che da giorni i Cantieri nautici dei Laghi sono in
difficoltà a elaborare la risposta al fax con cui alle 10,10 di
martedì 19 agosto l’imbarcazione inglese ha inoltrato formale
richiesta d’attracco. Il responsabile della realtà navale
ionica, il geometra Antonio Vuoto, non nega che molto
probabilmente non si potrà rispondere positivamente, negando
l’ingresso nel porto.
Il racconto di “Solar” è solo una storia, ma rappresenta un
esempio emblematico di un’emergenza che ai Laghi di Sibari è
ormai normalità. Perché quel benedetto “Stombi" è bloccato un
giorno sì e l’altro pure. O quasi! E quindi crea mille
difficoltà all’intero indotto nautico esistente ai Laghi, come
racconta il segretario amministrativo dell’Associazione che
gestisce la realtà diportistica, Nunzio Masotina. “Il continuo
insabbiamento del canale oltre a strapare utenza al villaggio in
generale, sottrae commesse ai Cantieri nautici (una realtà di
prima qualità a livello nazionale) che non a caso circa un anno
fa hanno dovuto licenziare del personale”. Masotina racconta del
miliardo di vecchie lire finanziato dalla Regione al Comune di
Cassano per un sommario intervento di bonifica sulla foce del
canale, ma sottolinea che non va all’origine del problema.
Perciò rilancia la necessità di un lavoro strutturale, già
progettato su loro richiesta dall’ing. Matteotti, che prevede
l’allungamento del molo attuale e la creazione di un sabbiadotto
per rilasciare sulla spiaggia prospiciente (nel frattempo erosa
dal mare) la sabbia strappata alla foce del canale. Per questo,
però, servono circa quattro milioni di euro che al momento la
Regione non vuole finanziare. Anche se, aggiunge Masotina, l’ex
assessore Misiti aveva inserito il caso “Stombi” nell’accordo di
programma recentemente elaborato. Il segretario definisce
cruciale il ruolo dell’esecutivo calabrese nella faccenda,
giudicando quindi monco il tavolo convocato su loro
sollecitazione per martedì 26 agosto dal commissario prefettizio
cassanese, e che oltre a Comune e Associazione “Laghi di Sibari”
prevede la presenza della ditta responsabile del dragaggio del
canale, il Consorzio di bonifica “Ferro e Sparviere”, l’Ufficio
circondariale marittimo di Corigliano e il Genio civile di
Cosenza. Masotina non ha dubbi. “Se non s’interviene a fondo,
buttiamo soldi ma non risolviamo il problema”.
Domenico Marino |