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 Sabato 19 Aprile 2003

Cassano Ionio - Il Triduo pasquale e il messaggio del vescovo, S.E. monsignor Domenico Graziani


Intenso e partecipato come tradizione il triduo pasquale in città, tra l’altro sede di una delle più antiche Diocesi calabresi. Cominciati giovedì mattina con la Messa Crismale e continuati in serata con solenni celebrazioni della Messa in Coena Domini, gli appuntamenti clou hanno raggiunto il picco più coinvolgente venerdì con l’ormai secolare processione dei misteri (“i varette”) e della statua della Madonna Addolorata per le strade del borgo antico e del centro cittadino. Una via crucis guidata dall’inizio al termine dal vescovo monsignor Domenico Graziani e accompagnata da una folla di fedeli, turisti e studiosi richiamati in ogni angolo d’Italia da una tradizione che da tempo ha valicato i confini locali affascinando moltissimi.
Interessante particolare della Messa in Coena Domini è stata la numerosa partecipazione di disabili tra i “dodici apostoli” sottoposi al rito della lavanda dei piedi. Tanto dalla Curia quanto dalla Comunità “Giovanni XXIII” hanno sottolineato si è trattato di una scelta mirata, che risponde non solo al 2003 anno dedicato ai disabili ma anche alla corsia privilegiata che da tempo lega determinate realtà ad ampi spezzoni della comunità locale. Ennesimo tassello, giovedì sera, di un puzzle che sarà ancora ricco di altri, importanti colori.
Intanto, in occasione della Santa Pasqua il vescovo ha diffuso un suo tradizionale messaggio ai fedeli. «Celebrare la Pasqua è sempre un dono sorprendente: fa sempre, infatti, meraviglia ritrovarsi la capacità di mettere insieme, in una considerazione ugualmente lucida ed esigente, la crudeltà più efferata e il buio più intenso e, d’altra parte, l’indefettibile rinnovamento della vita nelle forme dell’amore più tenero e della speranza più luminosa e gratuita. La meraviglia sta nel fatto che i due piani di esistenza non vengono soltanto composti insieme per l’esigenza di un irenismo rassegnato e, alla fine, pur necessario per sopravvivere; meraviglia soprattutto che nella sintesi-scontro si riesca a vedere con sempre maggiore certezza la luce e a cantarla e che questo canto si riesca a renderlo fermo perché si può riconoscere che a vincere è non la luce ma la luce di Cristo, il Risorgente e Risorto di sempre, l’esempio, il pegno, la garanzia di ogni risurrezione. Cristo regni nei vostri cuori e vi renda testimoni di questa speranza. Christus vere surrexit, alleluja!».

Domenico Marino

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