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 Sabato 19 Aprile 2003

Cassano- L'amara “fotografia” di un medico ed ex consigliere comunale che attacca il sistema «Sanità in picchiata libera e senza paracadute»


Il problema della sanità, con tutti i suoi riflessi diretti e immediati sulla salute dei cittadini, rimane sempre in primo piano. Tutti ovviamente sono pronti a dire la propria, sull'argomento; ma quando il giudizio giunge da un addetto ai lavori, occorre un'attenzione particolare. L'ex consigliere comunale Bruno Oliveti, in qualità di medico di base, quindi a contatto diretto con le tematiche sanitarie, in una nota fa alcune considerazioni in ordine alla situazione che la città vive a causa degli impegni non mantenuti, a partire dalla mancata apertura dell'ospedale di via Pontenuovo che da quasi 40 anni attende di essere reso fruibile dalla popolazione. «Siamo diventati famosi – afferma tra l'altro Oiveti – per l'eterna e costosa opera incompiuta che farsescamente continuiamo a chiamare ospedale. Ci sarebbe da ridere se la cosa non fosse così grave da fare piangere». Il medico rileva che l'Azienda sanitaria locale della Sibaritide non ha mai pensato o provveduto a realizzare una struttura in grado di offrire le necessarie cure in loco al grande numero di persone dializzate (oltre 40) costrette ad andare nei presidi sanitari vicini con grandi sacrifici e dispendio di tempo e di denaro, attesa la distanza che intercorre per raggiungere gli ospedali attrezzati. Il dottore Oliveti, continuando nelle sue amare esternazioni, evidenzia che pur essendo nel terzo millennio Cassano ha fatto un volo in negativo in «picchiata libera senza paracadute», rimarcando che è sbagliato delegare gli altri, e aspettando invano una risposta concreta dai rappresentanti politici che hanno fatto solo promesse. Non ultima l'istituzione dell'Hospice, facendosi vedere e rivedere muratori e imbianchini scaricare di giorno camion di attrezzature per realizzare un centro di fisioterapia e poi, di notte, riprendersi tutto per destinarlo ad altra località della nostra Azienda sanitaria». In chiusura, Oliveti mette in risalto la necessità – secondo, il suo punto di vista – che «è giunto il momento che i cittadini si sveglino, intraprendendo tutte le opportune forme di lotta per ottenere ciò che spetta alla città di Cassano, considerato che siamo uno dei paesi più popolati e rappresentativi dell'Azienda Sanitaria n. 3 di Rossano, che paga le tasse come tutti gli altri centri». Se qualcosa verrà fatta – conclude Oliveti – avremo occhi per vedere da soli. Ma se niente si farà può darsi che alla fine venga fuori il sangue che scorre nelle vene dei veri cassanesi e allora ognuno dovrà assumersi le proprie responsabiità».

Antonio Franzese

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