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Domenica 20 Aprile 2003

Cassano Ionio - Cassano tradita dal nuovo Piano sanitario regionale


Come temuto, previsto e anticipato, il nuovo Piano sanitario regionale abbozzato dall’assessore Gianfranco Luzzo ignora completamente il Cassanese. Nonostante le promesse fatte a iosa durante la campagna elettorale del 2000 da Chiaravalloti e dal resto del centrodestra regionale, provinciale e locale, l’ospedale di località “Ponte nuovo” rimane malinconicamente chiuso. A quarant’anni dalla realizzazione e chissà per quanto tempo ancora. Ma non è finita! Perché oltre a non prevedere alcuna possibilità d’entrata in funzione per l’ospedale, il Piano Luzzo strozza definitivamente il sogno costituito dalla creazione di un centro di Riabilitazione annunciato in pompa magna appena un anno addietro dall’Azienda sanitaria di Rossano e dall’amministrazione comunale; mette in pericolo l’Hospice per malati terminali già finanziato dal ministero della Sanità con un miliardo e trecento milioni di vecchie lire; e sbatte la porta in faccia all’Unità Spinale anch’essa sparata dal Municipio. Cassano, in pratica, esce con le rotta spezzate dal nuovo universo sanitario disegnato dall’assessore Luzzo e dal centrodestra. Questa situazione sta provocando una levata di scudi generale nel fronte cittadino. Il quale, stanco di subire col capo chino i soprusi dei Palazzi, sembra avere trovato la dignità per reagire. Tra l’altro, il Cassanese rappresenta pure anagraficamente una fetta determinante della torta sanitaria dell’As n. 3 di Rossano.

Dopo le dure posizioni assunte nei giorni scorsi da un gruppo civico creato ad hoc e “domiciliato” nella cellula cittadina della Comunità “Giovanni XXIII”, dal consigliere comunale di An Roberto Bruno e da alcuni professionisti, si piazza in trincea anche il sindaco Roberto Senise. Dopo tre anni di speranze e attesa (c’era pure lui sul palco quando Chiaravalloti e gli altri assicuravano l’apertura dell’ospedale) il primo cittadino rompe gli indugi definendo il silenzio del Piano Luzzo per il Cassanese «una colpa grave, che non può passare sotto silenzio. Altro che politica sanitaria riferita alla centralità della persona. Qui l’utenza è abbandonata a se stessa. Il rammarico è provocato soprattutto dal mancato rispetto di programmi e promesse che soprattutto negli ultimi tempi erano state assicurate e prefiguravano una soluzione positiva per la struttura ospedaliera cittadina. La Calabria ha perso un’ennesima e grande occasione per uniformarsi a un modello sanitario moderno».
Roberto Senise annuncia che dopo questi ultimi sgoccioli di festività pasquali promuoverà un tavolo di concertazione (già ne esistono parecchi) aperto a tutte le forze politiche, sindacali, sociali e culturali per organizzare una massiccia mobilitazione di massa contro la Regione. Il primo cittadino non esita a definire «insensate» le scelte dell’amministrazione regionale, che a suo avviso penalizzano i cittadini di Cassano, «sempre più delusi e distaccati dalle istituzioni per la loro scarsa attenzione, soprattutto in ambito sanitario».

Domenico Marino

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