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Come temuto, previsto e anticipato, il nuovo Piano sanitario
regionale abbozzato dall’assessore Gianfranco Luzzo ignora
completamente il Cassanese. Nonostante le promesse fatte a iosa
durante la campagna elettorale del 2000 da Chiaravalloti e dal
resto del centrodestra regionale, provinciale e locale,
l’ospedale di località “Ponte nuovo” rimane malinconicamente
chiuso. A quarant’anni dalla realizzazione e chissà per quanto
tempo ancora. Ma non è finita! Perché oltre a non prevedere
alcuna possibilità d’entrata in funzione per l’ospedale, il
Piano Luzzo strozza definitivamente il sogno costituito dalla
creazione di un centro di Riabilitazione annunciato in pompa
magna appena un anno addietro dall’Azienda sanitaria di Rossano
e dall’amministrazione comunale; mette in pericolo l’Hospice per
malati terminali già finanziato dal ministero della Sanità con
un miliardo e trecento milioni di vecchie lire; e sbatte la
porta in faccia all’Unità Spinale anch’essa sparata dal
Municipio. Cassano, in pratica, esce con le rotta spezzate dal
nuovo universo sanitario disegnato dall’assessore Luzzo e dal
centrodestra. Questa situazione sta provocando una levata di
scudi generale nel fronte cittadino. Il quale, stanco di subire
col capo chino i soprusi dei Palazzi, sembra avere trovato la
dignità per reagire. Tra l’altro, il Cassanese rappresenta pure
anagraficamente una fetta determinante della torta sanitaria
dell’As n. 3 di Rossano.
Dopo le dure posizioni assunte nei giorni scorsi da un gruppo
civico creato ad hoc e “domiciliato” nella cellula cittadina
della Comunità “Giovanni XXIII”, dal consigliere comunale di An
Roberto Bruno e da alcuni professionisti, si piazza in trincea
anche il sindaco Roberto Senise. Dopo tre anni di speranze e
attesa (c’era pure lui sul palco quando Chiaravalloti e gli
altri assicuravano l’apertura dell’ospedale) il primo cittadino
rompe gli indugi definendo il silenzio del Piano Luzzo per il
Cassanese «una colpa grave, che non può passare sotto silenzio.
Altro che politica sanitaria riferita alla centralità della
persona. Qui l’utenza è abbandonata a se stessa. Il rammarico è
provocato soprattutto dal mancato rispetto di programmi e
promesse che soprattutto negli ultimi tempi erano state
assicurate e prefiguravano una soluzione positiva per la
struttura ospedaliera cittadina. La Calabria ha perso
un’ennesima e grande occasione per uniformarsi a un modello
sanitario moderno».
Roberto Senise annuncia che dopo questi ultimi sgoccioli di
festività pasquali promuoverà un tavolo di concertazione (già ne
esistono parecchi) aperto a tutte le forze politiche, sindacali,
sociali e culturali per organizzare una massiccia mobilitazione
di massa contro la Regione. Il primo cittadino non esita a
definire «insensate» le scelte dell’amministrazione regionale,
che a suo avviso penalizzano i cittadini di Cassano, «sempre più
delusi e distaccati dalle istituzioni per la loro scarsa
attenzione, soprattutto in ambito sanitario».
Domenico Marino |