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Sabato 26 Aprile 2003

Cassano - Alle Terme Sibarite si discute di "Risorse e beni culturali: un patrimonio da valorizzare.


 «Risorse e beni culturali: un patrimonio del territorio»; è questo il tema di un interessante convegno in programma alle Terme Sibarite, oggi (inizio alle ore 18.30), promosso e organizzato dall'Associazione culturale «Nuova idea cittadina». Nutrita quanto qualificata la scaletta degli interventi. Il «via» ai lavori lo darà l'intervento del padrone di casa, il presidente delle Terme Sibarite, Stefano Forleo, cui farà seguito la relazione di Giampaolo Chiappetta, già assessore regionale ai Beni culturali. Si proseguirà con una riflessione dello scrittore Pierfranco Bruni, rappresentante del ministero Beni e attività culturali nella Commissione Unesco. Le conclusioni saranno tratte dal vescovo diocesano Domenico Graziani. In chiusura dell'assise culturale, avrà luogo la presentazione delle opere di pittura e scultura dell'artista Pasquale Malagrinò, con una relazione critica del prof. Alfonso Curto. Nel dare la notizia della manifestazione, Pierfranco Bruni ha detto che il convegno mira a evidenziare il sentimento di un territorio, analizzarne le varie parti,penetrare nel di dentro, per capirne identità e potenzialità culturali che costituiscono un vero e proprio giacimento da utilizzare. Sta proprio nella consapevolezza e conoscenza dei luoghi trovare la chiave di lettura per programmare il futuro dei territori tendendo a «processi a ragnatela» e non per comparti, atteso che la Calabria presenta, come non poche regioni d'Italia, incomparabili bellezze. Le testimonianze di un territorio – ha sottolineato Bruni – non vanno individuate perché sono loro che ci vengono incontro. Sta a noi stabilire i percorsi, le vie da monitorare, recuperare le radici che creano vita nel tempo, considerato che la storia e i territori non possono essere più vissuti con delle parentesi. C'è bisogno – a parere dell'esperto del settore – di interazioni che permettono di capire l'evoluzione stessa di un territorio in un intreccio di civiltà e di epoche, poiché la vera industria è il territorio. I giacimenti culturali – ha aggiunto Bruni – non sono un involucro separato dal resto del contesto. È naturale che in una direttrice storica medievale e rinascimentale (dai castelli alle chiese e prima ancora alle cripte) la presenza del reperto archeologico è fondamentale. Come si può, infatti, avere consapevolezza, in termini di progetto di valorizzazione storica del territorio, della Chiesa di San Marco di Rossano (IX-X secolo) senza un raccordo con la Cattolica di Stilo. O come si può capire il IX e X secolo senza una comparazione con i processi esistenziali di una civiltà mediterranea che trova nella Magna Graecia una chiave di lettura interpretativa dell'evoluzione di un territorio e di un popolo e che successivamente si collega a un itinerario dei conventi «paolani» che insistono in questo territorio». Occorre – ha detto ancora Bruni – credere, fermamente a questi legami che danno vita ai cosiddetti itinerari, poiché in questa visione il ruolo del paesaggio come ambiente è notevole. La necessità di rendere cultura fruibile (stabilendo una sinergia tra investimento e promozione, programmazione e progettazione culturale) i parchi diventa sempre più un fatto fondamentale, atteso che non abbiano solo i parchi naturali e le aree archeologiche da trasformare in parchi archeologici.

Antonio Franzese

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