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«Risorse
e beni culturali: un patrimonio del territorio»; è questo il
tema di un interessante convegno in programma alle Terme
Sibarite, oggi (inizio alle ore 18.30), promosso e organizzato
dall'Associazione culturale «Nuova idea cittadina». Nutrita
quanto qualificata la scaletta degli interventi. Il «via» ai
lavori lo darà l'intervento del padrone di casa, il presidente
delle Terme Sibarite, Stefano Forleo, cui farà seguito la
relazione di Giampaolo Chiappetta, già assessore regionale ai
Beni culturali. Si proseguirà con una riflessione dello
scrittore Pierfranco Bruni, rappresentante del ministero Beni e
attività culturali nella Commissione Unesco. Le conclusioni
saranno tratte dal vescovo diocesano Domenico Graziani. In
chiusura dell'assise culturale, avrà luogo la presentazione
delle opere di pittura e scultura dell'artista Pasquale
Malagrinò, con una relazione critica del prof. Alfonso Curto.
Nel dare la notizia della manifestazione, Pierfranco Bruni ha
detto che il convegno mira a evidenziare il sentimento di un
territorio, analizzarne le varie parti,penetrare nel di dentro,
per capirne identità e potenzialità culturali che costituiscono
un vero e proprio giacimento da utilizzare. Sta proprio nella
consapevolezza e conoscenza dei luoghi trovare la chiave di
lettura per programmare il futuro dei territori tendendo a
«processi a ragnatela» e non per comparti, atteso che la
Calabria presenta, come non poche regioni d'Italia,
incomparabili bellezze. Le testimonianze di un territorio – ha
sottolineato Bruni – non vanno individuate perché sono loro che
ci vengono incontro. Sta a noi stabilire i percorsi, le vie da
monitorare, recuperare le radici che creano vita nel tempo,
considerato che la storia e i territori non possono essere più
vissuti con delle parentesi. C'è bisogno – a parere dell'esperto
del settore – di interazioni che permettono di capire
l'evoluzione stessa di un territorio in un intreccio di civiltà
e di epoche, poiché la vera industria è il territorio. I
giacimenti culturali – ha aggiunto Bruni – non sono un involucro
separato dal resto del contesto. È naturale che in una
direttrice storica medievale e rinascimentale (dai castelli alle
chiese e prima ancora alle cripte) la presenza del reperto
archeologico è fondamentale. Come si può, infatti, avere
consapevolezza, in termini di progetto di valorizzazione storica
del territorio, della Chiesa di San Marco di Rossano (IX-X
secolo) senza un raccordo con la Cattolica di Stilo. O come si
può capire il IX e X secolo senza una comparazione con i
processi esistenziali di una civiltà mediterranea che trova
nella Magna Graecia una chiave di lettura interpretativa
dell'evoluzione di un territorio e di un popolo e che
successivamente si collega a un itinerario dei conventi «paolani»
che insistono in questo territorio». Occorre – ha detto ancora
Bruni – credere, fermamente a questi legami che danno vita ai
cosiddetti itinerari, poiché in questa visione il ruolo del
paesaggio come ambiente è notevole. La necessità di rendere
cultura fruibile (stabilendo una sinergia tra investimento e
promozione, programmazione e progettazione culturale) i parchi
diventa sempre più un fatto fondamentale, atteso che non abbiano
solo i parchi naturali e le aree archeologiche da trasformare in
parchi archeologici.
Antonio Franzese |