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Mercoledì 16 Aprile 2003

Cassano – Sanità: anche Cassano in lotta. Prove tecniche di comitato


In lotta per l’ospedale: prove tecniche di comitato.Il piano sanitario regionale che il consiglio regionale s’appresta a varare esclude Cassano dal circuito ospedaliero cassanese. Ma se nelle intenzioni della Regione la struttura di rione Pontenuovo pare non avere futuro, nelle menti dei cassanesi non è così. Lo testimonia l’incontro, avvenuto nei giorni scorsi, dell’istituendo comitato dei cittadini pro ospedale. L’iniziativa, nata per impulso di Mauro Aluigi, responsabile della casa famiglia “Papa Giovanni XXIII”. Dal confronto, libero ed aperto, è emersa una flebile speranza. <<Alla luce dell’attuale piano sanitario e della normativa vigente – aggiungono i promotori del comitato – crediamo possa esserci ancora spazio per l’apertura del reparto di riabilitazione presso la struttura ospedaliera di rione Pontenuovo>>. Non sono ovviamente mancate le critiche, rivolte soprattutto <<alle resistenze odierne manifestate dall’Asl e dalla regione verso Cassano>>, ma la voglia di reagire e <<dire basta>> è prevalsa. <<Stavolta – aggiungono i novelli agit prop della società civile cassanese – andremo fino in fondo>>. Decisionismo allo stato puro, intaccato solo dalla commozione riservata al ricordo dello scomparso Francesco Risolè ed al suo attivismo in favore degli handicappati. Per il resto, linea dura. <<Siamo aperti alla collaborazione di tutti – aggiungono quelli del nascituro movimento civico – ma senza strumentalizzazioni. L’obiettivo comune è l’apertura del reparto di riabilitazione>>.

Tra gli aderenti, anche il consigliere comunale aennino Roberto Bruno. <<La situazione locale – commenta Bruno – impone di dire basta alle tante promesse. Le necessità che la comunità cassanese avverte non possono più essere trascurate. Solo a Cassano centro sono oltre 110 i portatori di handicap che abbisognano di trattamenti riabilitativi e costretti a lunghi viaggi alla ricerca di strutture e professionalità adeguate>>. C’è dell’altro. <<Vivo in mezzo alla gente – prosegue Bruno – e vedo i disagi patiti dagli oltre 40 dializzati residenti in città, anch’essi alle prese con lunghi trasferimenti. Vedo malati e pazienti che si recano quotidianamente, tra mille difficoltà, al centro d’igiene mentale di Trebisacce. Il presidente della giunta regionale ci aveva promesso una sanità migliore e più efficiente. È l’ora di dare risposte ad una popolazione troppo spesso illusa e puntualmente ingannata>>.La città va alla guerra per la sanità. Dopo tanti proclami, sarà questa la volta buona?

Gianpaolo Iacobini

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