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In lotta per l’ospedale: prove tecniche di comitato.Il piano
sanitario regionale che il consiglio regionale s’appresta a
varare esclude Cassano dal circuito ospedaliero cassanese. Ma se
nelle intenzioni della Regione la struttura di rione Pontenuovo
pare non avere futuro, nelle menti dei cassanesi non è così. Lo
testimonia l’incontro, avvenuto nei giorni scorsi,
dell’istituendo comitato dei cittadini pro ospedale.
L’iniziativa, nata per impulso di Mauro Aluigi, responsabile
della casa famiglia “Papa Giovanni XXIII”. Dal confronto, libero
ed aperto, è emersa una flebile speranza. <<Alla luce
dell’attuale piano sanitario e della normativa vigente –
aggiungono i promotori del comitato – crediamo possa esserci
ancora spazio per l’apertura del reparto di riabilitazione
presso la struttura ospedaliera di rione Pontenuovo>>. Non sono
ovviamente mancate le critiche, rivolte soprattutto <<alle
resistenze odierne manifestate dall’Asl e dalla regione verso
Cassano>>, ma la voglia di reagire e <<dire basta>> è prevalsa.
<<Stavolta – aggiungono i novelli agit prop della società civile
cassanese – andremo fino in fondo>>. Decisionismo allo stato
puro, intaccato solo dalla commozione riservata al ricordo dello
scomparso Francesco Risolè ed al suo attivismo in favore degli
handicappati. Per il resto, linea dura. <<Siamo aperti alla
collaborazione di tutti – aggiungono quelli del nascituro
movimento civico – ma senza strumentalizzazioni. L’obiettivo
comune è l’apertura del reparto di riabilitazione>>.
Tra gli aderenti, anche il consigliere comunale aennino Roberto
Bruno. <<La situazione locale – commenta Bruno – impone di dire
basta alle tante promesse. Le necessità che la comunità
cassanese avverte non possono più essere trascurate. Solo a
Cassano centro sono oltre 110 i portatori di handicap che
abbisognano di trattamenti riabilitativi e costretti a lunghi
viaggi alla ricerca di strutture e professionalità adeguate>>.
C’è dell’altro. <<Vivo in mezzo alla gente – prosegue Bruno – e
vedo i disagi patiti dagli oltre 40 dializzati residenti in
città, anch’essi alle prese con lunghi trasferimenti. Vedo
malati e pazienti che si recano quotidianamente, tra mille
difficoltà, al centro d’igiene mentale di Trebisacce. Il
presidente della giunta regionale ci aveva promesso una sanità
migliore e più efficiente. È l’ora di dare risposte ad una
popolazione troppo spesso illusa e puntualmente ingannata>>.La
città va alla guerra per la sanità. Dopo tanti proclami, sarà
questa la volta buona?
Gianpaolo Iacobini |