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Pensiero, azione e fede: la Chiesa scende in campo per
fronteggiare le emergenze sociali cassanesi.
Trentamila euro o giù di lì per undici progetti elaborati da
associazioni d’ispirazione cattolica e finalizzati ad affrontare
prima accoglienza e assistenza per anziani, disabili,
tossicodipendenti, famiglie in difficoltà e disoccupati. L’idea,
e i soldi, sono della Caritas diocesana, che s’appresta a
dichiarar guerra all’emarginazione ed alle devianze sul
territorio dell’intera Diocesi.
«Il finanziamento degli undici progetti – spiega don Attilio
Foscaldi, direttore della Caritas diocesana - è il frutto
tangibile di un albero piantato da anni e concimato con
attenzione nel tempo. Dopo i corsi di formazione finalizzati a
creare un volontariato responsabile e competente, è stato
costituito un coordinamento diocesano che ha raccolto diverse
associazioni, alcune già esistenti ed altre sorte per iniziative
della Caritas>>. Un lavoro certosino, carico di buoni frutti.
<<Ad oggi – aggiunge don Foscaldi - il gruppo coinvolge quindici
gruppi, distribuiti a macchia d’olio in tutti i centri del
territorio diocesano. Le diverse associazioni si sono incontrate
più volte, lavorando per elaborare uno stile, una modalità
d’intervento e una coscienza adeguata ai tempi e quindi alle
emergenze sociali e sanitarie sempre nuove esistenti sul
territorio. Così è giunta l’idea di proporre un’occasione di
finanziamento per progetti da realizzare in un ambito socio -
assistenziale e socio - sanitario. Ad ogni gruppo abbiamo
offerto la possibilità di scegliere in che ambito impegnarsi».
Immediata la risposta delle associazioni contattate, che hanno
risposto tutte positivamente, preparando ottimi progetti in
tutti i settori. A fine febbraio è scoccata l’ora delle scelte:
una Commissione giudicante, presieduta dal vescovo monsignor
Domenico Graziani, ha valutato gli elaborati giunti in
segreteria, decidendo quali e come finanziare. Sino ai
trentamila euro per undici progetti. Che interesseranno le
comunità di Castrovillari, Lauropoli, Cassano centro, Trebisacce,
Cerchiara, Oriolo, Montegiordano. Con i comprensori del Pollino
della Sibaritide e dell’Alto Ionio che, divisi da tensioni
campanilistiche ed accomunati da identici problemi sociali,
ritrovano l’unità nel segno della Chiesa.
Sembra poco, ma è già un miracolo. Laico, ovviamente.
Gianpaolo Iacobini |