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Dal cielo piovono sassi, a terra si brinda all’inaugurazione
della nuova strada: l’importante è esserci.
Cassano. Questa è la storia di via Luigi Praino, tortuoso
budello che dal centro della città si snoda tra le campagne fino
a congiungersi con la tangenziale. Quella lingua d’asfalto che
una volta in mezzo agli ulivi si faceva viottolo in terra
battuta, dal primo maggio sarà bretella destinata al grande
traffico. Cento milioni delle vecchie lire, scuciti pronto cassa
dal Municipio, ne faranno una valvola di sfogo per gli
automobilisti cittadini. Per l’occasione, annuncia Palazzo di
città, autorità civili e religiose, con alla testa il sindaco
Roberto Senise, taglieranno il nastro inaugurale. Dove sta
l’inghippo? Annidato tra i fichi d’india che penzolano gioiosi
dalla Pietra del Castello, la collina rocciosa che sovrasta il
centro abitato e che, nelle mappe geologiche, è un puntino rosso
affiancato dalla sigla “R4”, ovvero massimo rischio. Che
c’azzecca? Nulla, se non fosse per il fatto che la Pietra del
Castello costeggia ampi tratti di via Praino, che appena un anno
fa fu chiusa per caduta massi. Adesso tutti, in Comune, giurano
sull’inesistenza di pericoli. Ad ogni buon conto, però, il
settore Protezione Civile ha più volte richiesto, finora invano,
lo stanziamento di fondi specifici per la messa in sicurezza
dell’infido costone roccioso.
Pinzillacchere. Resterà tempo per pensarci. Magari dopo il primo
maggio, giorno dell’inaugurazione in pompa magna. Gli ospiti
sono pregati di munirsi d’ombrello. Sarà colpa dell’effetto
serra o di qualche altra diavoleria moderna, ma a Cassano,
qualche volta, piovono anche sassi. E non s’è mai capito
perché….
Gianpaolo Iacobini |