|
“L’intitolazione
dell’aula consiliare al senatore socialista Gino Bloise è stato
un gesto di civiltà, di democrazia e di equilibrio”. Lo
sostengono i rappresentanti dell’associazione socio-politico e
culturale “Nelson Mandela” in una nota diramata dal loro
portavoce, Pietro Maradei. Per loro questa scelta “rappresenta
il giusto riconoscimento nei confronti di un uomo che ha
dedicato la propria vita al riscatto del popolo cassanese, alla
lotta per la democrazia, per la libertà, per la conquista dei
diritti civili, all’impegno politico, sociale intellettuale e
alla diffusione della cultura”. Sulla scelta di dedicare il
salone del Consiglio comunale al senatore socialista è
intervenuta anche la segretaria della sezione dello Sdi di
Cassano centro, Elena Ferrari. La presa di posizione
dell’esponete socialista è quasi tutta incentrata contro “la
prepotenza e l’arroganza” dimostrata dagli esponenti della
destra cassanese in questa occasione. Per Elena Ferrari aver
offeso la memoria di Bloise significa aver oltraggiato “l’intera
storia di Cassano che nella figura e nell’agire politico e
culturale del senatore socialista si identifica e si fonde”. La
segretaria dello Sdi ricorda che, solo grazie alle battaglie
per l’affrancazione dei ceti umili condotte da Bloise, Cassano è
diventata “una comunità di uomini liberi, uguali e capaci di
autodeterminarsi, non più sfruttati, soggiogati e sottomessi
alla volontà dei signori”. Per l’esponente socialista è stato un
atto di “rozzezza pura” quello messo in atto dagli esponenti di
An che “hanno osato mercanteggiare l’intitolazione dell’aula
consiliare a Gino Bloise con quella di una strada a gerarchi o
squadristi del fascio”. Neanche i rappresentanti della “Mandela”
condividono il comportamento tenuto dai rappresentanti della
destra cassanese. I mandeliani esprimono tutto il loro rammarico
“per il fatto che, purtroppo, anche in questo caso siano state
registrate delle polemiche inutili, inopportune, velleitarie e
infantili”. Per i rappresentanti dell’associazione non si
possono utilizzare simili momenti “come occasioni di scontro
politico o, addirittura, come spunto di contrattazione”. Questo
modo di agire non fa altro che dimostrare che “il cammino verso
la normalizzazione del nostro paese e dei suoi rapporti
politici, umani e sociali è ancora lunga e irta di ostacoli”.
Pietro Maradei si augura che l’intitolazione dell’aula
consiliare a Gino Bloise “resti esclusivamente un grande momento
di celebrazione collettiva, inserendoci nel solco della lezione
di vita e di civiltà che ha lasciato il senatore socialista”.
Antonio
Iannicelli |