|
“Siamo in picchiata libera e senza paracadute. E’ arrivato il
momento di svegliarci e di riprenderci il nostro destino”. La
società civile cassanese, stanca di dare deleghe in bianco ai
politici di turno, prende coscienza delle proprie capacità e
comincia a prendere posizione su alcune questioni di primaria
importanza, come a esempio la totale mancanza di qualsivoglia
struttura sanitaria. Dopo la sortita del nascente comitato per
l’apertura dell’Ospedale, adesso tocca a un medico di base,
Bruno Oliveti, da sempre attento a ciò che avviene nella città
sibarita, a fare alcune considerazioni che non sono per niente
tenere nei confronti della classe dirigente che finora ha
governato Cassano. Il dottor Oliveti inizia con il porre la sua
attenzione “sull’eterna e costosa incompiuta che farsescamente”,
a dir suo, si continua a chiamare Ospedale. Racconta un aneddoto
che vuole che, negli anni scorsi, un turista che albergava a
Sibari, una notte, sentitosi male, ha raggiunto la struttura
cassanese solo perché, qualche giorno prima, passando da
Pontenuovo, aveva avuto modo di leggere le grandi insegne
(Ospedale – Pronto Soccorso) che qualche sindaco aveva fatto
collocare durante una delle tanti campagne elettorali. Bruno
Oliveti non manca di far rilevare come i tanti malati cassanesi,
specialmente anziani e quelli con particolari problemi, siano
costretti per le loro cure a girovagare per l’intera provincia
cosentina. Parla dei circa cento dializzati della cittadina
delle Terme che sono costretti a recarsi a Castrovillari, Lungro,
Trebisacce e Rossano, perché “i vari responsabili dell’As n° 3
che si sono succeduti, nel corso degli anni, nonostante il
grande numero di dializzati, non hanno mai pensato e provveduto
a realizzare una struttura di questo tipo a Cassano”. Stessa
sorta dei dializzati tocca a quelle centinaia di giovani
cassanesi che quotidianamente devono portarsi presso il Sert di
Trebisacce o della città del Pollino per avere la loro dose di
metadone. Oliveti tiene a evidenziare come tutti i politici
cassanesi, nelle campagne elettorali, hanno promesso mari e
monti. “Tutti hanno sostenuto che Cassano con loro decollava.
Siamo nel 2003 e il volo”, sostiene Oliveti, “Cassano lo ha
fatto: in picchiata libera e senza paracadute!”. E’ ora che i
cassanesi si sveglino! Esorta il medico. Non devono scagliarsi
necessariamente contro la classe politica ma devono
intraprendere, con loro o senza di loro, tutte le forme di lotta
per ottenere ciò che gli spetta. La città delle Terme, pur
essendo uno dei maggiori centri dell’As n° 3, finora non ha mai
avuto niente, tanto che non presenta, sul suo territorio, alcuna
struttura sanitaria degna di questo nome.
Antonio Iannicelli |