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Liceali in protesta per alzare la voce contro la riforma
Moratti e le troppe carenze di un istituto che non ritengono al
passo coi tempi. Da ieri mattina giovanotti e signorine del
Liceo cittadino “Raffaele Lombardi Satriani” hanno alzato
barricate umane schierandosi nel cortile della scuola e
disertando le lezioni, in aperto scontro con il preside Aldo
Viola. Reo, a parere dei ribelli, di non avere concesso
l’autogestione richiesta e motivata. “Si tratta di una protesta
del tutto insensata -chiarisce il dirigente scolastico- perché a
giorni ci saranno gli scrutini trimestrali che devono svolgersi
in un regime di normalità e tranquillità. Avevo proposto ai
ragazzi di avviare la protesta giovedì prossimo, continuandola
sino a sabato 20 (ultimo giorno di scuola, ndc) e organizzandola
con le tematiche e le iniziative che preferivano. Perdippiù,
mercoledì è in programma un interessante confronto con il
vescovo della diocesi di Cassano, monsignor Domenico Graziani”.
Il preside Viola ha aggiunto che ieri sera il consiglio
d’istituto avrebbe chiarito quali provvedimenti adottare nei
confronti dei ragazzi. Stamattina, invece, qualora la protesta
continuerà, saranno convocati i genitori.
Occhio ai cinque punti dolenti che gli studenti hanno
sottolineato in una lettera al dirigente scolastico: la mancanza
di una scala antincendio, di un certificato di agibilità e di un
certificato igienico-sanitario, la carenza di un piano di
evacuazione in caso di sisma o incendio, la mancanza di
laboratori e palestra. I soliti problemi, dunque, annualmente
rispolverati nei momenti utili. “Se le nostre richieste non
verranno prese in considerazione e non arriveranno i dovuti
-precisano ragazzi e ragazze che vogliono riassaporare il gusto
sempre vivo delle lotte studentesche- continueremo a manifestare
il nostro disagio”. Quindi, un passaggio apposito è riservato a
Letizia Moratti, che come molti altri ministri della Pubblica
istruzione è pochissimo amata dagli studenti: “È inaccettabile
prevedere cento milioni di euro di finanziamenti per le scuole
private e concederne appena una decima parte per l’edilizia
scolastica”.
Per evitare disordini e disciplinare l’entrata e l’uscita dal
cortile scolastico occupato, i ragazzi hanno messo in piedi il
più classico dei servizi d’ordine fai-da-te col compito di
lasciare passare solo prof, bidelli e qualche cronista.
Domenico Marino |