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“Ci sono tutte le condizioni per dichiarare un nuovo dissesto
comunale oppure prolungare il primo”. Parla Gianni Graziadio,
assessore comunale uscente al Bilancio. È stato lui l’ultimo
cassiere del Palazzo prima della crisi della sindacatura Senise
(proprio a causa di una doppia bocciatura del bilancio di
previsione 2003) e del conseguente scioglimento del consiglio
comunale, commissario prefettizio. Dopo la delibera n. 11 del 21
novembre, con cui il funzionario ha certificato di non potere
procedere al riequilibrio di bilancio (che normalmente provoca
lo scioglimento del consiglio comunale), il commercialista
analizza la situazione delle casse comunali e la scelta del
commissario. “Ha certificato la drammaticità delle finanze
locali, che ho più volte sottolineato da assessore. Ai circa 5
milioni di euro di debiti non coinvolti nel dissesto, bisogna
aggiungerne atri successivi al ’92 e ancora non quantificati per
carenze della burocrazia comunale, incapace di farlo. Una realtà
che lascia perplessi e fa trasparire una confusione che
coinvolge anzitutto l’ufficio contenzioso. Un marasma che la
giunta Senise aveva cercato di risolvere con l’incarico al dr.
Arango. In passato ho più volte chiesto notizie precise per
monitorare un settore che sfuggiva a ogni controllo. Solo per
debiti col personale ci solo 4.175.813 euro. La parte più
cospicua (1,8 milioni di euro) è a favore delle signore che
dall’81 al ’94 hanno lavorato coi cosiddetti appaltini ma a cui
l’ispettorato provinciale del lavoro ha riconosciuto un rapporto
di lavoro subordinato e quindi imposto il pagamento dei
contributi previdenziali. Significa che in Comune non c’è mai
stata una seria politica del personale. E che dopo la
dichiarazione del dissesto non è stato fatto tutto quanto
dovuto”.
In che senso?
“Alcune amministrazioni comunali avrebbero dovuto aiutare la
commissione straordinaria di liquidazione”. Graziadio afferma
che un eventuale nuovo dissesto sarebbe una panacea per il
Comune, in quanto bloccherebbe i creditori garantendo una
boccata d’ossigeno al prossimo sindaco, che potrebbe gestire
almeno l’ordinario. L’ex indica in circa 25 milioni di euro
l’indebitamento totale e aggiunge un dettaglio inquietante.
“Nelle mie carte non vedo 3,5 milioni di euro che l’ex Get, ora
Etr, ha chiesto al Comune quale rimborso di somme anticipate ma
poi non incassate. Questo significa che l’esposizione debitoria
lieviterà ulteriormente.
Graziadio difende dagli attacchi degli ultimi giorni
l’interrogazione parlamentare degli onorevoli di centrosinistra
Luigi Meduri, Mario Oliverio e Domenico Pappaterra sul dissesto
cassanese, che non ha sortito effetti. “È ingeneroso criticarli.
Come il nostro ricorso al Tar del Lazio (bocciato, ndc), la loro
iniziativa voleva anzitutto rilanciare in un ambito nazionale la
gravità della situazione finanziaria locale, magari riuscendo a
bloccare quell’autentico mostro che è il Piano d’estinzione
delle passività elaborato dalla commissione straordinaria di
liquidazione, i cui 7 anni di lavoro allo Stato sono costati 1,3
milioni di euro”.
La gestione Senise è responsabile di qualcosa?
“Si potrebbero imputarle solo i 25.000 euro procurati dai
ricorsi per le multe provocate dall’autovelox ma poi
contestate”.
Ora, dopo la delibera n. 11, a suo parere cosa succederà?
“Bisognerà verificare come risponderà il ministero dell’Interno.
Potrebbe suggerire una chiusura anticipata del dissesto
rilanciando la procedura semplificata per trattare i debiti con
i creditori”.
E il mutuo integrativo?
“È una soluzione. Ma cedo sia difficile non farlo gravare sulle
casse comunali, quindi sui cittadini”.
Invidia il prossimo sindaco?
“Assolutamente no. Anzi non riesco proprio a capire l’affanno
dei tanti aspiranti”.
Domenico Marino |