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Mercoledì 17 Dicembre 2003

Cassano Ionio - La minaccia di un nuovo Dissesto


“Ci sono tutte le condizioni per dichiarare un nuovo dissesto comunale oppure prolungare il primo”. Parla Gianni Graziadio, assessore comunale uscente al Bilancio. È stato lui l’ultimo cassiere del Palazzo prima della crisi della sindacatura Senise (proprio a causa di una doppia bocciatura del bilancio di previsione 2003) e del conseguente scioglimento del consiglio comunale, commissario prefettizio. Dopo la delibera n. 11 del 21 novembre, con cui il funzionario ha certificato di non potere procedere al riequilibrio di bilancio (che normalmente provoca lo scioglimento del consiglio comunale), il commercialista analizza la situazione delle casse comunali e la scelta del commissario. “Ha certificato la drammaticità delle finanze locali, che ho più volte sottolineato da assessore. Ai circa 5 milioni di euro di debiti non coinvolti nel dissesto, bisogna aggiungerne atri successivi al ’92 e ancora non quantificati per carenze della burocrazia comunale, incapace di farlo. Una realtà che lascia perplessi e fa trasparire una confusione che coinvolge anzitutto l’ufficio contenzioso. Un marasma che la giunta Senise aveva cercato di risolvere con l’incarico al dr. Arango. In passato ho più volte chiesto notizie precise per monitorare un settore che sfuggiva a ogni controllo. Solo per debiti col personale ci solo 4.175.813 euro. La parte più cospicua (1,8 milioni di euro) è a favore delle signore che dall’81 al ’94 hanno lavorato coi cosiddetti appaltini ma a cui l’ispettorato provinciale del lavoro ha riconosciuto un rapporto di lavoro subordinato e quindi imposto il pagamento dei contributi previdenziali. Significa che in Comune non c’è mai stata una seria politica del personale. E che dopo la dichiarazione del dissesto non è stato fatto tutto quanto dovuto”.
In che senso?
“Alcune amministrazioni comunali avrebbero dovuto aiutare la commissione straordinaria di liquidazione”. Graziadio afferma che un eventuale nuovo dissesto sarebbe una panacea per il Comune, in quanto bloccherebbe i creditori garantendo una boccata d’ossigeno al prossimo sindaco, che potrebbe gestire almeno l’ordinario. L’ex indica in circa 25 milioni di euro l’indebitamento totale e aggiunge un dettaglio inquietante. “Nelle mie carte non vedo 3,5 milioni di euro che l’ex Get, ora Etr, ha chiesto al Comune quale rimborso di somme anticipate ma poi non incassate. Questo significa che l’esposizione debitoria lieviterà ulteriormente.
Graziadio difende dagli attacchi degli ultimi giorni l’interrogazione parlamentare degli onorevoli di centrosinistra Luigi Meduri, Mario Oliverio e Domenico Pappaterra sul dissesto cassanese, che non ha sortito effetti. “È ingeneroso criticarli. Come il nostro ricorso al Tar del Lazio (bocciato, ndc), la loro iniziativa voleva anzitutto rilanciare in un ambito nazionale la gravità della situazione finanziaria locale, magari riuscendo a bloccare quell’autentico mostro che è il Piano d’estinzione delle passività elaborato dalla commissione straordinaria di liquidazione, i cui 7 anni di lavoro allo Stato sono costati 1,3 milioni di euro”.
La gestione Senise è responsabile di qualcosa?
“Si potrebbero imputarle solo i 25.000 euro procurati dai ricorsi per le multe provocate dall’autovelox ma poi contestate”.
Ora, dopo la delibera n. 11, a suo parere cosa succederà?
“Bisognerà verificare come risponderà il ministero dell’Interno. Potrebbe suggerire una chiusura anticipata del dissesto rilanciando la procedura semplificata per trattare i debiti con i creditori”.
E il mutuo integrativo?
“È una soluzione. Ma cedo sia difficile non farlo gravare sulle casse comunali, quindi sui cittadini”.
Invidia il prossimo sindaco?
“Assolutamente no. Anzi non riesco proprio a capire l’affanno dei tanti aspiranti”.

Domenico Marino

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