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Martedì 30 Dicembre 2003

Cassano Ionio - Giovazzino racconta il Doria 2003-2004


A due giorni dall’addio al 2003, è tempo di bilanci per il Doria del presidentissimo don Peppe Altomare e del profeta di Francavilla Marittima, Peppino Giovazzino, che lo guida dalla panchina in compagnia dell’immancabile cappellino da baseball. Protagonista nel girone A di Seconda categoria, il Doria di capitan Salvatore Santagada, del portierone Salvatore Saporito, del motorino di centrocampo Francesco Vito, del terzino di mille battaglie Mimmo Oliveti, della punta con l’argento vivo addosso Antonio Golia, e di molti altri, saluta il quarto anno del terzo millennio con un pizzico di rammarico per un campionato che poteva e doveva dare di più ai ragazzi del team manager Ciccio Frattolillo. Dopo la decima giornata la classifica dice quarto posto in classifica a 18 punti come il Manchester di Castrovillari.
Il bilancio del 2003, con in primo piano l’avvio della stagione 2003/2004, spetta a Giovazzino. “Il nostro cammino è discreto -racconta il tecnico doriano- avremmo potuto fare meglio ma per una serie di episodi, nel calcio sempre determinanti, abbiamo raccolto meno di quanto meritato. Non molleremo, sperando d’essere un tantino più fortunati. Come gioco abbiamo sbagliato una sola partita a Saracena (sconfitta per 3-1, ndc). Il gruppo rimane ottimo, ed è possibile che nei prossimi giorni si aggiunga il giovane Danilo Giordano, finora a Lauropoli ma da giorni in allenamento con noi. È un esterno sinistro di centrocampo che potrebbe darci una mano in una zona del campo in cui siamo un tantino scoperti. All’inizio del nuovo anno, dopo la gara esterna a Oriolo, ci aspettano due scontri diretti molto importanti per capire dove potremo arrivare. Affronteremo le due capoliste: prima il Roseto in casa e poi Real Amendolara in trasferta”.
Giovazzino è convinto che pure se le cose dovessero andare male, non smantelleranno, continuando a crederci. “Nel girone di ritorno avremo 8 partite in casa e solo 5 in trasferta. Senza trascurare la possibilità che molte squadre, ormai prive di stimoli, comincino a mollare”. Il profeta di Francavilla vede bene Krosia e Real Amendolara, sospetta un possibile calo del Roseto, teme il Manchester mentre fiuta in caduta libera il Bocchigliero. Sui cugini di Lauropoli, è diplomatico: “Una buona squadra, cui però manca il tocco necessario per il salto di qualità. Ma darà filo da torcere a tutti, sino alla fine”.

Domenico Marino

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