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Il
piano di sviluppo urbano: un’altra occasione perduta per la
crescita di Sibari e del Comune. Lo afferma l’associazione
“Cittadini a Sibari”.
L’Unione Europea, attraverso i canali finanziari di Agenda 2000,
potrebbe presto riversare su Cassano contributi pari a circa sei
miliardi delle vecchie lire, destinati alla riconversione,
recupero e valorizzazione ambientale di aree dismesse, a fini
sociali e produttivi, in collaborazione con soggetti pubblici e
privati. In poche parole, il piano di sviluppo urbano. I
finanziamenti, dunque, ci sono. Per molti, però, ma non per
tutti. Allo scopo di dare un taglio preciso al Psu cassanese,
Palazzo di città ha affidato, tardivamente, ad un gruppo di
progettisti il compito di redigere l’importante strumento di
programmazione, i termini per la cui presentazione scadranno il
prossimo 23 di dicembre. Negli ultimi giorni la commissione
tecnica ha girato in lungo ed in largo il Comune, per
raccogliere idee e contributi e presentare le linee guida
dell’iniziativa. Tornano a casa delusi i sibariti. Ragioni e
motivazioni di una profonda amarezza: li elenca il direttivo
dell’associazione “Cittadini a Sibari”, presieduta da Pasquale
Dramisino.
<<La nostra associazione – precisa una nota stampa sottoscritta
dal direttivo del movimento civico sibarita – non ha inteso
partecipare al partneriato. Non si è però sottratta al dovere di
indicare al gruppo di studio, già nell’iniziale fase di analisi
delle emergenze territoriali, le drammatiche priorità del
territorio di Sibari. È questa del Psu un’opportunità per
intervenire massicciamente sul centro ionico e recuperare, in
qualche modo, il colpevole ritardo per la disattenzione atavica
verso questo lembo di Calabria>>. Invece, sembra proprio non
sarà così. Almeno secondo “Cittadini a Sibari”. <<Abbiamo
l’impressione che i fondi disponibili saranno utilizzati in un
programma di tono minore rispetto alle esigenze presenti. Nel
tentativo di andare incontro a tutti, anche alle richieste più
modeste, si rischia, nella colpevole assenza della politica, di
perdere ancora una volta la possibilità di invertire la
tendenza>>.
Rimedi: <<Noi – aggiunge il direttivo di “Cittadini a Sibari” –
abbiamo chiesto agli esperti incaricati della preparazione del
Psu di mostrare coraggio e puntare solo ed esclusivamente su
Sibari, nel tentativo di sanare una frattura ormai palese tra la
pubblica amministrazione e chi vive in riva allo Ionio,
infastidito da una politica amministrativa miope e disattenta>>.
Del resto, aggiungono i militanti dell’associazione presieduta
da Pasquale Dramisino, molto si potrebbe fare. Esempi,
nell’ordine: <<Risanamento ambientale del canale Vena grande;
recupero ed utilizzo dell’area e manufatti dell’ex Consorzio di
Bonifica, del teatro e del campo sportivo un tempo di proprietà
delle Ferrovie dello Stato, dei palazzi e delle proprietà
sequestrate alla mafia o annesse al patrimonio comunale per
infedele condono edilizio, di palazzo Chidichimo, di Marina di
Sibari>>.
Solo esempi. A dire il vero, ce ne sarebbero degli altri. <<Ma
ci fermiamo – chiosano ironici i sibariti irrequieti – perché
temiamo di aver già impegnato idealmente tutti i fondi>>.
Nient’altro, dunque. Solo la speranza d’essere ascoltati. Almeno
stavolta.
Gianpaolo Iacobini |