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Martedì 09 Dicembre 2003

Sibari –  Psu, un’altra occasione perduta per il territorio


Il piano di sviluppo urbano: un’altra occasione perduta per la crescita di Sibari e del Comune. Lo afferma l’associazione “Cittadini a Sibari”.
L’Unione Europea, attraverso i canali finanziari di Agenda 2000, potrebbe presto riversare su Cassano contributi pari a circa sei miliardi delle vecchie lire, destinati alla riconversione, recupero e valorizzazione ambientale di aree dismesse, a fini sociali e produttivi, in collaborazione con soggetti pubblici e privati. In poche parole, il piano di sviluppo urbano. I finanziamenti, dunque, ci sono. Per molti, però, ma non per tutti. Allo scopo di dare un taglio preciso al Psu cassanese, Palazzo di città ha affidato, tardivamente, ad un gruppo di progettisti il compito di redigere l’importante strumento di programmazione, i termini per la cui presentazione scadranno il prossimo 23 di dicembre. Negli ultimi giorni la commissione tecnica ha girato in lungo ed in largo il Comune, per raccogliere idee e contributi e presentare le linee guida dell’iniziativa. Tornano a casa delusi i sibariti. Ragioni e motivazioni di una profonda amarezza: li elenca il direttivo dell’associazione “Cittadini a Sibari”, presieduta da Pasquale Dramisino.
<<La nostra associazione – precisa una nota stampa sottoscritta dal direttivo del movimento civico sibarita – non ha inteso partecipare al partneriato. Non si è però sottratta al dovere di indicare al gruppo di studio, già nell’iniziale fase di analisi delle emergenze territoriali, le drammatiche priorità del territorio di Sibari. È questa del Psu un’opportunità per intervenire massicciamente sul centro ionico e recuperare, in qualche modo, il colpevole ritardo per la disattenzione atavica verso questo lembo di Calabria>>. Invece, sembra proprio non sarà così. Almeno secondo “Cittadini a Sibari”. <<Abbiamo l’impressione che i fondi disponibili saranno utilizzati in un programma di tono minore rispetto alle esigenze presenti. Nel tentativo di andare incontro a tutti, anche alle richieste più modeste, si rischia, nella colpevole assenza della politica, di perdere ancora una volta la possibilità di invertire la tendenza>>.
Rimedi: <<Noi – aggiunge il direttivo di “Cittadini a Sibari” – abbiamo chiesto agli esperti incaricati della preparazione del Psu di mostrare coraggio e puntare solo ed esclusivamente su Sibari, nel tentativo di sanare una frattura ormai palese tra la pubblica amministrazione e chi vive in riva allo Ionio, infastidito da una politica amministrativa miope e disattenta>>. Del resto, aggiungono i militanti dell’associazione presieduta da Pasquale Dramisino, molto si potrebbe fare. Esempi, nell’ordine: <<Risanamento ambientale del canale Vena grande; recupero ed utilizzo dell’area e manufatti dell’ex Consorzio di Bonifica, del teatro e del campo sportivo un tempo di proprietà delle Ferrovie dello Stato, dei palazzi e delle proprietà sequestrate alla mafia o annesse al patrimonio comunale per infedele condono edilizio, di palazzo Chidichimo, di Marina di Sibari>>.
Solo esempi. A dire il vero, ce ne sarebbero degli altri. <<Ma ci fermiamo – chiosano ironici i sibariti irrequieti – perché temiamo di aver già impegnato idealmente tutti i fondi>>. Nient’altro, dunque. Solo la speranza d’essere ascoltati. Almeno stavolta.

Gianpaolo Iacobini

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