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Martedì 09 Dicembre 2003

Cassano – Cassano sull’orlo di un secondo dissesto


Nuovi debiti per 6 milioni di euro: il Comune sull’orlo di un secondo dissesto.
Le cifre, e la legge, non mentono: il Municipio si avvia verso un altro dissesto finanziario. Un secondo buco nero, maturato dal 1992, data di dichiarazione del primo dissesto, ad oggi. Discesa tra gli inferi di un argomento ostico, in cui scelte politiche e questioni tecniche si confondono inscindibilmente. Compagno di viaggio: Anthony Gioia, commercialista e revisore contabile. Infallibile bussola per  chi si addentra nella giungla degli argomenti ostici.
Cominciamo dal principio: ritratto dell’attuale situazione finanziaria dell’ente.
<<Il fabbisogno finanziario complessivo del Comune di Cassano ammonta a 21 milioni di euro, di cui 15 derivanti dal dissesto finanziario e 6 da nuovi debiti>>.
Nel 2002 la giunta Senise certificò la salvaguardia degli equilibri di bilancio. E’ possibile che i 6 milioni di nuovi debiti siano maturati nell’arco di dodici mesi?
<<No. Taluni sono riferibili al dissesto ed  altri al periodo successivo al 1992>>.
Perché emergono solo adesso?
<<Perché il Commissario prefettizio ha preteso l’applicazione dell’ordinamento contabile e finanziario degli enti locali, secondo il quale debiti fuori bilancio non sono soltanto quelli che derivano da sentenze esecutive, ma pure quelli frutto dell’acquisizione di beni e servizi effettuata senza la relativa copertura>>.
Come ha fatto il sistema a reggersi in piedi senza crollare?
<<Facendo finta che tali debiti non esistessero. Mi spiego: il Comune effettua spese correnti e per talune non assume l’impegno di spesa, lasciando quindi senza garanzie i creditori, i quali ricorrono alla magistratura per veder riconosciute le proprie pretese. Quando poi tali crediti, in virtù di una sentenza, diventano liquidi ed esigibili, l’ente li qualifica come debiti fuori bilancio. Resta il problema di come pagarli>>.
Ed il Comune, che fa?
<<Contrae un mutuo. Con la revisione del Titolo V della Costituzione è stata confermata, per gli enti locali, la possibilità di ricorrere all’indebitamento, circoscrivendola al finanziamento delle spese di investimento. Se il debito promana dalla realizzazione di opere pubbliche, può essere pagato anche attraverso la contrazione di un mutuo. Se invece il debito proviene da spese correnti, ad esso si potrà far fronte unicamente attraverso risorse di bilancio>>.
È stato questo a far venir meno gli equilibri di bilancio?
<<Sì, perché il Comune di Cassano, con le risorse di bilancio, non è in grado di pagare i nuovi debiti>>.
Siamo allora di fronte ad un secondo dissesto?
<<Esatto, ma c’è una differenza: mentre gli squilibri di bilancio emersi nel ‘92 sono stati sistemati con la dichiarazione del dissesto, quelli recenti saranno fronteggiati con altro strumento giuridico: la procedura straordinaria di risanamento>>.
Un guaio alla volta: cominciamo dal dissesto.
<<
Nel giugno 2002 è stato approvato, dal Ministero degli Interni, il piano di estinzione delle passività pregresse. L’organo straordinario di liquidazione avrebbe dovuto pagare i creditori e presentare il rendiconto della gestione del dissesto. Qualora la massa attiva si fosse rivelata insufficiente a pagare i debiti, ed è il caso di Cassano, si sarebbe dovuta attivare la procedura straordinaria di liquidazione. Ma il rendiconto della gestione, da presentarsi un anno fa, non esiste, e questa è un’altra causa di ricorso alla procedura straordinaria di risanamento>>.
Passiamo agli squilibri di bilancio di fresca scoperta…
<<
Il testo unico degli enti locali prevede che, se successivamente alla dichiarazione del dissesto finanziario insorgano nuovi squilibri di bilancio, e l’ente non sia in grado di ripristinarli, si applichi la procedura straordinaria di risanamento>>.
In sintesi, due procedure: una per i debiti vecchi,  una per quelli nuovi….
<<Proprio così. Solo che, per i principi di efficacia ed efficienza della pubblica amministrazione, dovrebbe scattare un’unica procedura straordinaria, in grado di  assorbire tutte le fattispecie di risanamento finanziario. Da questo punto di vista, per la sua unicità, Cassano rappresenta un caso di scuola>>.
Sensazioni da profano: qualcuno, a Palazzo di Città, nel corso degli anni, ha sbagliato. Chi, se è lecito?
<<Il ricorso alla procedura straordinaria di risanamento comporta la segnalazione obbligatoria dei fatti, da parte del Commissario prefettizio, con allegata relazione dei Revisori dei conti, all’Autorità giudiziaria, per l’accertamento delle ipotesi di reato, ed alla Corte dei conti, per l’accertamento delle responsabilità. Nel caso dovessero emergere responsabilità a carico di amministratori del passato, potrebbero innescarsi meccanismi di incompatibilità ed ineleggibilità che condizionerebbero la formazione delle liste, per la prossima campagna elettorale, o la nuova consiliatura, per il sopraggiungere di cause di sospensione e decadenza dalla carica>>.
Rimane il problema di fondo: la voragine debitoria. Come se ne esce?
<<Il risanamento finanziario deve avvenire senza oneri a carico dello Stato, eventualmente anche in deroga alle norme vigenti, ma su questo punto non esistono certezze. Da ultimo, il Ministro dell’Interno, d’intesa con il sindaco del Comune interessato, sentita la Commissione per la finanza degli enti locali, con decreto provvede alla chiusura anticipata e semplificata della procedura del dissesto>>.
Notizia del giorno: il Governo boccia l’ipotesi, postulata da tre parlamentari ulivisti in un’interrogazione, di procedere alla revoca del piano di estinzione delle passività pregresse. Un commento, prego.
<<Se gli Onorevoli Meduri, Oliverio e Pappaterra avessero letto il testo unico sugli enti locali, come ha fatto l’ex sindaco Franca Peruzzi, quell’interrogazione non l’avrebbero neppure presentata. Tant’è che dopo averla tempestivamente divulgata, si sono ben guardati dal rendere nota la risposta fornita dal Governo>>.   
Su dissesti vecchi e nuovi, il silenzio. Solo lei ha accettato di parlare. Perché?
<<Il mio vuole essere un contributo alla comprensione di ciò che s’annida dietro l’angolo del futuro, uno stimolo ad alimentare un confronto che latita, segno di un inquietante trasversalismo della vita pubblica locale>>.
Arriveranno la primavera, le rondini e le urne. Resiste il dramma di una città che non riesce a chiudere i conti con un passato che inquina anche il presente e pretende di ipotecare l’avvenire. Cavoli amari, ragazzi…..

Gianpaolo Iacobini

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