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Nuovi
debiti per 6 milioni di euro: il Comune sull’orlo di un secondo
dissesto.
Le cifre, e la legge, non mentono: il Municipio si avvia verso
un altro dissesto finanziario. Un secondo buco nero, maturato
dal 1992, data di dichiarazione del primo dissesto, ad oggi.
Discesa tra gli inferi di un argomento ostico, in cui scelte
politiche e questioni tecniche si confondono inscindibilmente.
Compagno di viaggio: Anthony Gioia, commercialista e revisore
contabile. Infallibile bussola per chi si addentra nella
giungla degli argomenti ostici.
Cominciamo dal principio: ritratto dell’attuale situazione
finanziaria dell’ente.
<<Il fabbisogno finanziario complessivo del Comune di Cassano
ammonta a 21 milioni di euro, di cui 15 derivanti dal dissesto
finanziario e 6 da nuovi debiti>>.
Nel 2002 la giunta Senise certificò la salvaguardia degli
equilibri di bilancio. E’ possibile che i 6 milioni di nuovi
debiti siano maturati nell’arco di dodici mesi?
<<No. Taluni sono riferibili al dissesto ed altri al periodo
successivo al 1992>>.
Perché emergono solo adesso?
<<Perché il Commissario prefettizio ha preteso l’applicazione
dell’ordinamento contabile e finanziario degli enti locali,
secondo il quale debiti fuori bilancio non sono soltanto quelli
che derivano da sentenze esecutive, ma pure quelli frutto
dell’acquisizione di beni e servizi effettuata senza la relativa
copertura>>.
Come ha fatto il sistema a reggersi in piedi senza crollare?
<<Facendo finta che tali debiti non esistessero. Mi spiego: il
Comune effettua spese correnti e per talune non assume l’impegno
di spesa, lasciando quindi senza garanzie i creditori, i quali
ricorrono alla magistratura per veder riconosciute le proprie
pretese. Quando poi tali crediti, in virtù di una sentenza,
diventano liquidi ed esigibili, l’ente li qualifica come debiti
fuori bilancio. Resta il problema di come pagarli>>.
Ed il Comune, che fa?
<<Contrae un mutuo. Con la revisione del Titolo V della
Costituzione è stata confermata, per gli enti locali, la
possibilità di ricorrere all’indebitamento, circoscrivendola al
finanziamento delle spese di investimento. Se il debito promana
dalla realizzazione di opere pubbliche, può essere pagato anche
attraverso la contrazione di un mutuo. Se invece il debito
proviene da spese correnti, ad esso si potrà far fronte
unicamente attraverso risorse di bilancio>>.
È stato questo a far venir meno gli equilibri di bilancio?
<<Sì, perché il Comune di Cassano, con le risorse di bilancio,
non è in grado di pagare i nuovi debiti>>.
Siamo allora di fronte ad un secondo dissesto?
<<Esatto, ma c’è una differenza: mentre gli squilibri di
bilancio emersi nel ‘92 sono stati sistemati con la
dichiarazione del dissesto, quelli recenti saranno fronteggiati
con altro strumento giuridico: la procedura straordinaria di
risanamento>>.
Un guaio alla volta: cominciamo dal dissesto.
<<Nel
giugno 2002 è stato approvato, dal Ministero degli Interni, il
piano di estinzione delle passività pregresse. L’organo
straordinario di liquidazione avrebbe dovuto pagare i creditori
e presentare il rendiconto della gestione del dissesto. Qualora
la massa attiva si fosse rivelata insufficiente a pagare i
debiti, ed è il caso di Cassano, si sarebbe dovuta attivare la
procedura straordinaria di liquidazione. Ma il rendiconto della
gestione, da presentarsi un anno fa, non esiste, e questa è
un’altra causa di ricorso alla procedura straordinaria di
risanamento>>.
Passiamo agli squilibri di bilancio di fresca scoperta…
<<Il
testo unico degli enti locali prevede che, se successivamente
alla dichiarazione del dissesto finanziario insorgano nuovi
squilibri di bilancio, e l’ente non sia in grado di
ripristinarli, si applichi la procedura straordinaria di
risanamento>>.
In sintesi, due procedure: una per i debiti vecchi, una per
quelli nuovi….
<<Proprio così. Solo che, per i principi di efficacia ed
efficienza della pubblica amministrazione, dovrebbe scattare
un’unica procedura straordinaria, in grado di assorbire tutte
le fattispecie di risanamento finanziario. Da questo punto di
vista, per la sua unicità, Cassano rappresenta un caso di
scuola>>.
Sensazioni da profano: qualcuno, a Palazzo di Città, nel corso
degli anni, ha sbagliato. Chi, se è lecito?
<<Il ricorso alla procedura straordinaria di risanamento
comporta la segnalazione obbligatoria dei fatti, da parte del
Commissario prefettizio, con allegata relazione dei Revisori dei
conti, all’Autorità giudiziaria, per l’accertamento delle
ipotesi di reato, ed alla Corte dei conti, per l’accertamento
delle responsabilità. Nel caso dovessero emergere responsabilità
a carico di amministratori del passato, potrebbero innescarsi
meccanismi di incompatibilità ed ineleggibilità che
condizionerebbero la formazione delle liste, per la prossima
campagna elettorale, o la nuova consiliatura, per il
sopraggiungere di cause di sospensione e decadenza dalla
carica>>.
Rimane il problema di fondo: la voragine debitoria. Come se ne
esce?
<<Il risanamento finanziario deve avvenire senza oneri a carico
dello Stato, eventualmente anche in deroga alle norme vigenti,
ma su questo punto non esistono certezze. Da ultimo, il Ministro
dell’Interno, d’intesa con il sindaco del Comune interessato,
sentita la Commissione per la finanza degli enti locali, con
decreto provvede alla chiusura anticipata e semplificata della
procedura del dissesto>>.
Notizia del giorno: il Governo boccia l’ipotesi, postulata da
tre parlamentari ulivisti in un’interrogazione, di procedere
alla revoca del piano di estinzione delle passività pregresse.
Un commento, prego.
<<Se gli Onorevoli Meduri, Oliverio e Pappaterra avessero letto
il testo unico sugli enti locali, come ha fatto l’ex sindaco
Franca Peruzzi, quell’interrogazione non l’avrebbero neppure
presentata. Tant’è che dopo averla tempestivamente divulgata, si
sono ben guardati dal rendere nota la risposta fornita dal
Governo>>.
Su dissesti vecchi e nuovi, il silenzio. Solo lei ha accettato
di parlare. Perché?
<<Il mio vuole essere un contributo alla
comprensione di ciò che s’annida dietro l’angolo del futuro, uno
stimolo ad alimentare un confronto che latita, segno di un
inquietante trasversalismo della vita pubblica locale>>.
Arriveranno la primavera, le rondini e le urne. Resiste il
dramma di una città che non riesce a chiudere i conti con un
passato che inquina anche il presente e pretende di ipotecare
l’avvenire. Cavoli amari, ragazzi…..
Gianpaolo Iacobini |