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Invito all’unità, nel segno della chiarezza: lo lancia il
segretario provinciale dello Sdi.
Mimmo Genise, ingegnere col vizio della politica. Evita
tatticismi, delinea strategie future. Soprattutto, parla chiaro.
Il numero uno dei socialisti sceglie una serata gelida, il
giorno nevoso dell’Immacolata, per raggiungere Cassano e parlare
del centrosinistra e delle prossime elezioni. Lo accolgono,
nella sezione di piazza Sant’Eusebio, dirigenti e militanti
cassanesi. Una conferenza stampa per dialogare con iscritti e
cittadini, ma pure con <<le altre forze della coalizione>>.
Si comincia con puntualità. Coordina Gianni Papasso, candidato
in pectore dello Sdi. Presenzia Rosetta Console, assessore
provinciale ai trasporti. Fanno da angeli custodi Franco Regina
ed Elena Ferrari, segretari delle sezioni cittadine. Si entra
subito nel merito della questione: i socialisti hanno
abbandonato il tavolo cassanese del centrosinistra. Perché? <<A
quel tavolo – risponde schietto Genise – siede qualcuno che vuol
continuare a seguire la strada delle divisioni>>. Particolari:
<<C’è stato il tentativo di usare a proprio piacimento il
tavolo. È arrivato un invito dei socialisti riformisti. Mirava a
manovrare in una certa direzione alcuni pezzi del
centrosinistra, che non hanno compreso il tentativo di
strumentalizzazione forse perché abbagliati da promesse ed
illusioni. Noi ci siamo sottratti a questa logica>>.
Uno spettro rosso: Salvatore Frasca. <<Frasca – riconosce Genise
– ha una storia che è anche un nostro patrimonio, ma questo non
significa condividerne tutto. Ad una certa età, poi,
bisognerebbe essere più padri nobili che altro. Sono invece
convinto che lui voglia candidarsi a sindaco, utilizzando
strumenti di contrapposizione>>. Altre le intenzioni dello Sdi.
<<Vengo a Cassano – commenta il segretario provinciale
socialista – per dire alle forze politiche che non c’è alcuna
volontà di prevaricare. Nulla è stato deciso. Rispettiamo il
lavoro e la volontà delle rappresentanze locali dei partiti, ma
non possono esistere distinzioni: non siamo una lista civica. La
linea è unica. Le soluzioni vanno ricercate assieme, remando
tutti nella stessa direzione>>. Specie per Cassano, <<la cui
specificità – ricorda Mimmo Genise – esige massima attenzione ad
ogni livello e coraggio nell’amministrare>>. Allo scopo, i
socialisti si dicono orgogliosi d’aver offerto alla coalizione
il loro uomo migliore, Gianni Papasso. <<Ciò non toglie –
precisa il leader dello Sdi cosentino – che di fronte ad altre
candidature siamo pronti a discutere>>. Obiezione: mancano i
programmi, non esiste ancora una coalizione, c’è già un
candidato sindaco. <<La coalizione – ribatte Genise – costruisce
il proprio programma attorno ad un candidato sindaco. è nello
spirito della legge>>. Sarà, ma cosa fare per evitare il
ripetersi della sindrome del 1998, quando un centrosinistra a
guida socialista uscì sconfitto dalle lacerazioni casalinghe
sull’asse Cassano – Cosenza e dalla lotta nella galassia
socialista? <<Abbiamo svolto un congresso, a costo di strappi
dolorosi, per liberarci del passato e fare chiarezza>>. Su
errori di allora e rimedi di oggi, però, nessuna indicazione.
Solo la volontà di mettersi all’opera per <<costruire un
centrosinistra che dia il senso di qualcosa di diverso>>.
Si spengono le telecamere, si chiudono i taccuini. Lontano dai
riflettori, arriva l’annuncio di un abbandono. Pasquale
Cersosimo, esponente dello Sdi cassanese e portavoce del
Collettivo “26 luglio”, va via accusando il suo partito di non
aver difeso nel modo migliore, negli ultimi tempi, il leader
curdo Abdullah Ocalan. Per molti un terrorista, per il
Collettivo <<un partigiano. Come Pertini e Ciampi>>. Genise
prima respinge indignato l’accostamento, quindi replica: <<Siamo
un partito delle libertà, ma trovo assurdo che si possa andar
via solo perché un’opinione non è condivisa. Non mi adeguo alla
vulgata secondo cui i movimenti e chi protesta abbiano ragione
comunque>>.
Il divorzio dura poche ore. Il giorno dopo, la ferita si
rimargina: il bello della politica.
Gianpaolo Iacobini |