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Lo
Ionio cosentino incontra il Vescovo di Cassano: insieme per
discutere di provincia della Sibaritide ed etica politica.
Un incontro richiesto da tempo. Caldeggiato, in particolare, da
Giacinto Casciaro, presidente di tutti i comitati. Monsignor
Domenico Graziani ha detto sì, accogliendo gli ospiti nel
Palazzo vescovile per un confronto sereno sul tema del
decentramento amministrativo e dell’impegno politico.
La riunione. Si tiene nel pomeriggio di un mercoledì di pioggia
e freddo. Nel salone degli stemmi arrivano alla spicciolata gli
amministratori. Puntuale Casciaro. Con lui i presidenti dei
comitati pro provincia locali: Valeria Greco per Cassano, il
sibarita Anthony Gioia, Giuseppe Tricoci per l’Alto Ionio, i
rossanesi Antonio Uva e Tina Varchetta per il Basso Ionio. Ci
sono poi gli amministratori locali: Nino Chinnici veste i panni
di portavoce del Comune di Trebisacce e della Comunità montana
Alto Ionio. L’assessore Anna Maria Brunetti è la delegata di
Corigliano, Leonardo Trento l’alfiere della Comunità montana
“Sila Greca”. I sindaci: Mario Melfi da Amendolara e Vincenzo
Marino da Rocca Imperiale. Presenti anche Pietro Maradei e
Gaetano Zaccato, in rappresentanza del Forum delle associazioni
cassanesi.
Si comincia. Casciaro ringrazia il Vescovo di Cassano ed
illustra sogni, desideri e progetti: regalare alla Sibaritide ed
al Pollino la meritata autonomia territoriale e di governo.
Ovviamente, con l’aiuto di tutti, compresa la Chiesa. S’accende
il dibattito. Per una volta pacato: le polemiche restano nelle
stanze istituzionali. Melfi sollecita <<una sensibilizzazione
delle coscienze>>, postulando un intervento forte della Diocesi
cassanese. Tricoci puntualizza: <<La Chiesa non deve sostituirsi
alla politica, ma prenderla per mano>>. Anna Maria Brunetti
difende l’idea di una Calabria citeriore elevata al rango di
provincia, ponendo l’accento su quel che resta da fare per
avvicinarsi all’obiettivo: in primis, le infrastrutture. Valeria
Greco si chiede come far convergere in un’unica direzione gli
sforzi in atto. Riassume Casciaro: sensibilizzazione dovrà far
rima con mobilitazione. In programma: un’assemblea generale dei
consigli comunali del comprensorio. Una scossa ai partiti.
Un’intensa azione diplomatica, con il contributo delle Diocesi
ioniche.
Tocca al Vescovo. Monsignor Graziani punta sulla progettualità.
Richiama scommesse felici: il Forum delle associazioni, il
miracolo del riso di Terzerie: avrà il marchio di Sibari, sarà
esportato in tutto il mondo, darà lavoro a decine di persone.
<<Alla base di ogni cosa – ripete costantemente monsignor
Graziani – deve esserci il dialogo>>. Se l’obiettivo, aggiunge
il Vescovo, sarà quello di definire un’identità territoriale, la
Chiesa ci sarà. <<Basta organizzare – dice – il pensiero e
programmare l’azione con progetti che volino alto>>.
Si finisce che è buio. Piove ancora e fa ancor più freddo di
prima. Sorrisi e speranze. Si torna a casa con una copia dei
capitoli che l’enciclica Gaudium et Spes dedica alla politica e
la sensazione d’aver incontrato un altro compagno di viaggio
nella lunga strada che porta al futuro della Calabria citeriore.
Gianpaolo Iacobini |